
L’unione fa la forza. Il gruppo prima di tutto, nel nome della continuità e di quel senso di comunità, inteso come squadra, che viene prima di ogni cosa, che è caratteristica imprescindibile per tirare fuori il meglio anche quando le situazioni si fanno complicate, che è linfa vitale, per chi deve fare spesso di necessità virtù ed ha bisogno di ogni singolo per far sì che il tutto valga più della sola unità.
Il mantra, la cultura, la filosofia di coach Ioannis Kastritis basa tanto se non tutto su questo, su una squadra che si sente tale nel sacrificio, nello sforzo condiviso, nell’aiutarsi l’un l’altro in campo, partendo da un rapporto di complicità, di connessione, di conoscenza, frutto di un processo tanto capillare e meticoloso quanto complesso e non scontato, fatto di meccanismi, di dettagli, di singoli frammenti che uniti compongono una puzzle perfetto.
La Pallacanestro Varese che batte 91-86 Treviso, che trova la terza vittoria consecutiva, che insegue l’obiettivo playoff e mette al sicuro la salvezza a marzo (roba da fantascienza negli ultimi anni e già questa è una grande vittoria) pone le sue basi, il suo essere e la sua essenza su questo: sull’essere squadra prima che singoli, sul sacrificio comune in campo, sull’etica del lavoro e sulla conoscenza reciproca frutto di quella continuità che management e staff tecnico hanno deciso di perseguire un pò per coraggio ed un pò perché obbligati da un mercato che non ha saputo offrire la giusta opportunità durante la pausa, ma che si sta rivelando la scelta più azzeccata di questa seconda parte di stagione.
Poi ci vuole l’applicazione tecnico-tattica di una squadra che sta imparando a difendere sempre più anche a zona, per avere diverse armi nel suo arsenale con cui andare a colpire gli avversari, che sta rivitalizzando chi si pensava ormai perso definitivamente come Freeman e che sta trovando la capacità in attacco di andare a distribuire compiti e responsabilità in una coralità che esalta le individualità invece di soffocarle.
Il contesto perfetto di una gruppo che sta imparando anche a comprendere i momenti, a vivere con attenzione e comunione d’intenti le difficoltà, non lasciandosi abbattere ma andando ad aspettare il momento propizio, l’occasione per riprendere il mano il proprio destino e portarlo dove vuole.
Ed allora finalmente anche le prove del 9, come quella di ieri sera, vengono vinte, l’orizzonte si dirada dalla nebbia e lascia uscire un sole splendente che fa salire l’entusiasmo e l’ambizione di scrivere un finale di stagione come non se ne vivono da anni, per quanto sarà complicato (il doppio svantaggio negli scontri diretti con Trento e Reggio Emilia rischia di pesare come un macigno nell’economia della corsa alle prime 8 posizione del campionato), per quanto possa richiedere ancora settimane di fatica, di sudore, di concentrazione, volte al raggiungimento di quell’obiettivo che a Masnago tutti sognano e che la Openjobmetis vuole regalarsi per sublimare quell’unione che in questo momento è la principale forza di questa squadra.
Alessandro Burin























