Al suo secondo anno in rossoblù, Alberto Sorrentino sta ripercorrendo le orme dello scorso campionato nei piani alti della classifica. Attualmente in terza posizione, la Caronnese si prepara a queste ultime cinque partite con una missione ben precisa da seguire: consolidare la sua presenza nella zona playoff per prolungare di più settimane possibili la stagione sportiva.

In una rosa con un’importante componente di continuità rispetto alla scorsa annata, il difensore centrale classe ’94 è uno dei profili di esperienza al servizio di mister Ferri. La sua proficua carriera lo ha già visto protagonista di quattro promozioni, in ordine con le maglie di Legnano, Busto 81, RG Ticino e Castanese. Ora, per lui e i compagni, si prospetta un’occasione allettante che, a distanza di dodici mesi, potrebbe catapultarli in una nuova avventura.

Partiamo dalla partita di domenica, in cui avete dovuto cedere il passo a una Rhodense decisiva sin dai primi minuti. È stata la classica giornata storta? O trovarsi immediatamente in doppio svantaggio vi ha condizionato troppo?
“Innanzitutto, come mi aspettavo, abbiamo trovato una squadra forte, preparata e in salute. Il problema principale, però, è che abbiamo avuto un blackout nei primi venti minuti e loro, che erano partiti molto bene e davanti hanno giocatori importanti, sono stati bravi a sfruttare alcune nostre piccole incertezze negli episodi dei gol. Da parte nostra, però, abbiamo sempre cercato di giocare, creando diverse occasioni sia nel primo tempo sia, soprattutto, nel secondo. Dopo esserci portati sul 3-1 non siamo stati abbastanza cinici da accorciare ulteriormente le distanze; loro a quel punto si sono difesi e abbassati, ed è finita così. Di positivo, comunque, ci sono state la prestazione e la reazione, perché la squadra non si è mai spenta e ha sempre provato a riaprire la partita”.

Dopo i tre pareggi consecutivi di inizio girone di ritorno, sono arrivate solo vittorie (cinque) o sconfitte (tre), per un totale diciotto punti. È un bottino giusto o secondo te avreste meritato qualcosa in più?
“Ovviamente avremmo voluto raccogliere qualcosa in più, ma un po’ per colpa nostra, in alcune situazioni in cui ci si aspettava di vincere, non abbiamo portato a casa i tre punti. Un’altra cosa che non siamo mai riusciti a fare, neanche questa domenica, è vincere tre partite di fila. Dopo una sconfitta, però, ci siamo sempre riscattati alla prima occasione; è quello che dovremo fare anche stavolta, nella prima di cinque finali in cui lotteremo per restare attaccati al treno dei playoff”.

Finali che vi vedranno impegnati contro Altabrianza, Arcellasco, Arconatese, Saronno e Ardor Lazzate, tutte squadre ancora in lotta per i rispettivi obiettivi. È possibile che si resti in bilico fino all’ultimo minuto dell’ultima partita?
“Sì, sono convinto che tutto resterà aperto fino all’ultimo. C’è chi si dovrà salvare, chi proverà a raggiungere i playoff o la stessa Arconatese che dovrà chiudere la pratica. L’unica, forse, più tranquilla potrebbe essere l’Ardor, ammesso che sia già salva all’ultima giornata, ma anche se così fosse, sappiamo bene che nessuno regala niente a nessuno e che ci sarà da giocare ogni partita fino alla fine”.

L’anno scorso chiudevate terzi dietro la Solbiatese con 74 punti, mentre quest’anno, seppure la posizione di classifica sia la stessa, potreste arrivare al massimo a 65. Una conferma di quanto questo campionato sia difficile?
“Ripetere un campionato da 74 punti non è mai facile, soprattutto in un girone come questo che si sta dimostrando più livellato, dove ogni squadra ha riservato insidie. Ci sono stati molti scivoloni delle grandi contro le piccole e noi, purtroppo, ne abbiamo fatti più di uno. Al di là di questo, guardando la classifica, anche se all’inizio ci aspettavamo qualcosa in più, finora ci siamo comportati abbastanza bene..

Proprio alla luce di questa competitività, quali sono secondo te i fattori che vi hanno permesso di insediarvi sin da subito nei piani alti e di non scollarvi più di lì?
“Quest’estate sono stati riconfermati molti giocatori dello scorso anno e ne sono arrivati di altrettanti forti, anche da categorie superiori, che si sono inseriti bene nel gruppo e hanno portato molta qualità ed esperienza, quindi il livello della rosa è rimasto alto. Purtroppo, per una serie di motivi, non siamo mai riusciti ad avvicinarci realmente alla vetta; siamo però sempre stati al passo della zona playoff e ora, per restarci, dobbiamo tenere alta la guardia fino alla fine”.

Infatti, a + 4 dal quinto posto e -7 dal secondo, dovrete stare molto attenti a difendere quanto conquistato. Credi che la zona playoff potrebbe cambiare ulteriormente da qui alla fine?
“Potrebbe, Noi sicuramente dobbiamo guardarci alle spalle perché siamo tutte lì: la Rhodense con la vittoria di domenica è tornata a farsi sotto e la Vergiatese, vincendo col Saronno, è arrivata a -4 dalla quarta e dalla quinta. Anche loro giustamente ci crederanno e lotteranno in tutte le partite”.

In ottica post-season, aver già affrontato l’esperienza dei playoff con una parte del gruppo potrebbe essere una carta importante da giocarvi?
“Certo. L’anno scorso, dopo aver vinto i playoff del girone, eravamo caduti in semifinale nazionale con il Sandonà, quindi dentro di noi c’è la voglia di riprovarci e cercare di arrivare fino in fondo. Per il momento, però, pensiamo partita dopo partita, perché può davvero succedere di tutto; c’è solo da restare concentrati e cercare di centrare il primo obiettivo dei playoff del girone; solo da lì in poi si vedrà eventualmente cosa riusciremo a fare”.

Silvia Alabardi

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