
“Gli arbitri sono i nostri amici”. Con questa frase forte e risoluta si è aperto l’incontro andato in scena ieri sera a Morazzone, una nuova tappa del progetto “Scendiamo in campo conoscendo le regole” promosso in prima persona da Sebastiano Platania, Delegato di Varese al CRL. La società rossoblù ha risposto presente all’invito della Federazione e si è mossa affinché l’evento fosse il più partecipato possibile: oltre un centinaio tra giovani tesserati, allenatori e dirigenti si sono riuniti a Morazzello per una serata incentrata sulle regole, sui valori e su tutto ciò che circonda lo sport più bello del mondo, dialogando con lo stesso Platania, ma anche e soprattutto con Roberto Arcari Farinetti (presidente della sezione AIA di Varese) e Davide Fera (presidente della sezione AIA di Gallarate). Aspetti che, purtroppo, non sono sempre così conosciuti.
A fare gli onori di casa è stato Marco Dallo. Il direttore tecnico rossoblù, dopo i doverosi saluti di rito, ha subito invitato l’AIA a riproporre con continuità incontri di questo genere, esulando anche dall’iniziativa della Federazione. Alla luce di regolamenti in continua evoluzione, la proposta di Dallo è quella di ritrovarsi all’inizio di ogni stagione per entrare nel dettaglio di modifiche regolamentari al fine di preparare al meglio giocatori, allenatori, dirigenti e genitori. “Quante volte vediamo, in campo e in tribuna, un cinema allucinante solo perché non si sa che è cambiata una regola? – si è chiesto Dallo – Quante volte si dà la colpa all’arbitro per una sconfitta o per aver perso un campionato? Togliamoci dalla testa queste sciocchezze: gli arbitri non sono il nemico. Sono fatti di carne e ossa, sbagliano come sbagliamo tutti noi e l’errore va accettato: rapportandosi in maniera educata nei tempi e nei modi corretti accettano il dialogo, fondamentale al fine di migliorare tutti insieme. Gli arbitri sono nostri amici: ciò non significa che devono darci il rigore quando non c’è, ma che portano avanti una partita in maniera imparziale. Sono stanco di vedere il dito puntato sempre contro i direttori di gara: qui a Morazzone deve passare una cultura diversa”.
A prendere la parola è stato poi proprio Sebastiano Platania che ha subito aperto un confronto dinamico e interattivo con i presenti: dalla conoscenza delle regole basilari del calcio a quelli che sono i valori, su tutti il divertimento, il discorso si è poi spostato su ciò che non deve accadere in campo e fuori. Vedere immagini di risse, insulti e aggressioni nei confronti degli arbitri (cose che purtroppo succedono dalle prime squadre ai settori giovanili) è pura follia, uno schifo che con il mondo dello sport ha ben poco a che fare. Interessantissima la disamina sul ruolo dei genitori, quello che Platania definisce: “Il lavoro più difficile perché se non sai fare il genitore rovini tuo figlio. Ma, soprattutto, anche gli arbitri hanno dei genitori che spesso si ritrovano in tribuna a sentire i propri figli bersagliati di insulti davvero tremendi. Non siamo qui per fare santi, sappiamo bene come l’agonismo di una partita possa portare a surriscaldare gli animi, ma dobbiamo imparare a metterci nei panni degli altri. Muovere anche solo un passo può risultare fondamentale nel processo di sensibilizzazione che porterà il nostro calcio ad essere ciò che uno sport deve sempre essere: un divertimento sano e bello da vivere. Immagini di violenza come quelle che abbiamo purtroppo visto nei video non devono accadere da nessuna parte e, da Delegato di Varese, non voglio assolutamente vederle sui campi della mia provincia”.
Spazio poi all’intervento dei rappresentanti AIA. Roberto Arcari ha coinvolto i presenti in una sorta di test pre-esame, simulando le prove che gli arbitri affrontano prima di essere designati: un quiz interattivo, svolto direttamente da smartphone, che ha messo alla prova la conoscenza del regolamento e delle sue sfumature, premiando poi i più preparati. Davide Fera ha invece guidato l’analisi di alcune situazioni di gioco attraverso l’ausilio di video, spiegando nel dettaglio decisioni spesso oggetto di discussione, come la differenza tra ammonizione ed espulsione. Un momento di confronto concreto, culminato nelle domande dei ragazzi, che hanno trovato risposte puntuali e contribuito a rendere l’incontro ancora più partecipato e coinvolgente.
In chiusura, a margine della serata, Sebastiano Platania ha rilancia i prossimi appuntamenti: “Sono davvero entusiasta nel vedere come le società stiano rispondendo a questo progetto: continueremo a promuoverlo a tutte le altre realtà del territorio perché crediamo fortemente nei valori che riusciamo a trasmettere mettendo a contatto giocatori, società e arbitri”.
Matteo Carraro






























