
Antivigilia di campionato importantissima per la Pallacanestro Varese che si prepara alla sfida di domenica 12 aprile alle ore 17:30 contro Sassari, match che dirà moltissimo se non tutto sulle residue speranze playoff della truppa di coach Kastritis.
Una partita che vale moltissimo anche per i sardi che ora si ritrovano a soli due punti da Treviso ultima in classifica, con la Nutribullet in striscia positiva da tre partite consecutive e che soffia forte sul collo del Banco di Sardegna. Una gara che ha anche un retrogusto amarcord visto il ritorno a Masnago dell’indimenticato Veljko Mrsic.
Da uno sguardo al passato a quello di un possibile futuro con la prospettiva NBA Europe sulla quale, come ribadito in settimana, è giusto sottolineare ancora una volta come nel dialogo tra Pallacanestro Varese ed il fondo RedBird non sia mai stato toccato il tema cessione del titolo sportivo, punto sul quale la società biancorossa ha sempre espresso la massima fermezza e chiarezza nella volontà di non cederlo. Dalla questione titolo a quella del nuovo impianto, con San Donato che rimane ipotesi principale quale area per la costruzione della nuova arena mentre l’ipotesi MalpensaFiere è una possibilità che sarebbe sostenuta molto di più dal fronte delle istituzioni piuttosto che di RedBird, che ha smentito tale ipotesi nei giorni scorsi alla Gazzetta dello Sport, e di riflesso Pallacanestro Varese.
Detto ciò, se il futuro è incerto il presente è chiarissimo e parla di una Pallacanestro Varese che non può fallire la vittoria contro Sassari, come dicevamo in precedenza e come sottolinea Kastritis nella conferenza stampa pre partita: “È stata una settimana molto, molto buona per noi. Devo dire e ammettere che i ragazzi sono stati super concentrati e determinati. E sappiamo molto, molto bene cosa dobbiamo fare per la prossima partita. Conosciamo bene l’importanza della gara anche per il nostro avversario. Sono molto ottimista che i ragazzi si presenteranno nel modo giusto e giocheremo come dobbiamo giocare”.
SU QUANTE VITTORIE SERVANO PER ANDARE AI PLAYOFF: “Potrebbero essere tre o quattro. Credo che il livello del campionato sia così alto e i risultati che vediamo ogni settimana, in realtà non solo nell’ultima, non ci permettono adesso di fare calcoli e sapere il numero esatto di vittorie di cui abbiamo bisogno o altro. Quello che sappiamo per certo è che dobbiamo presentarci e vincere la prossima partita contro Sassari. Questo sarà il nostro primo passo e poi da lì dovremo prepararci per la successiva e per quella dopo ancora. Ma la realtà è che stiamo arrivando alla fine e da adesso in poi dobbiamo fare il nostro meglio per assicurarci di giocare nel modo che ci permetta di vincere ogni singola partita fino alla fine”.
LA LEZIONE IMPARATA DALLA SCONFITTA DI TRIESTE: “Abbiamo imparato molte lezioni, come dopo ogni partita. Come ho detto alla fine della gara, è stata una partita di alto livello. C’era molto talento in campo da entrambe le squadre. La cosa più importante per noi, e quello che abbiamo portato via da quella partita, è che non dobbiamo aspettarci di controllare i nostri tiri o quelli degli avversari, dal momento che ci sono così tanti giocatori di talento. Non possiamo sapere se entreranno o usciranno. Di sicuro possiamo controllare le giocate di energia, i rimbalzi, le palle vaganti. Questo deve essere il grande insegnamento di quella partita, perché è abbastanza chiaro che chi controlla queste piccole cose, soprattutto nella fase finale del campionato, vince le partite”.
SU COSA ABBIA DETTO A STEWART DOPO IL FALLO SCIAGURATO A TRIESTE: “Niente. Non dobbiamo parlarne. Dico sempre che non è giusto parlare troppo e analizzare eccessivamente l’ultimo possesso della partita o l’ultimo minuto o gli ultimi due minuti. Molto spesso sono successe tante cose nei precedenti 38 minuti che potevano decidere la partita in un modo o nell’altro. Quindi sì, non diciamo mai nulla di specifico in queste situazioni. Cerchiamo di concentrarci su quello che dobbiamo fare per la prossima settimana e per la prossima partita, per essere pronti”.
PARTITA DELLA VITA PER SASSARI MA ANCHE PER VARESE: “Anche noi dobbiamo giocare per la nostra vita. Questo è tutto. È l’unica cosa che devo dire. E onestamente vi dico che i ragazzi sono molto determinati e sono pronti. Sono sicuro che saremo pronti, ma anche noi giochiamo per la nostra vita. Devi presentarti così”.
Alessandro Burin
Alessandro Burin






















