
“All’esordio nei Playoff affronteremo Varese. Il “Pozzo-La Marmora” tornerà palcoscenico di una sfida storica, la più sentita della stagione. Per affrontarla al meglio, servirà l’energia di tutti voi. Domani vi daremo dettagli più precisi su orario e info biglietteria. Intanto, sabato non prendete impegni! Vi aspettiamo a casa!“. Con queste parole la Biellese, attraverso i propri canali ufficiali, ha presentato già ieri sera la sfida playoff che andrà in scena contro il Varese sabato 9 maggio verosimilmente alle 18.30 (in attesa di conferma). Partita che richiama alla memoria incroci ben diversi (e più prestigiosi) rispetto alla Serie D, ma che assume senz’altro un grande valore intrinseco solo pensando al nome di queste due società e alle relative piazze/tifoserie.
Certo, il pensiero comune di Varese sull’utilità dei playoff è ben noto. Già prima della trasferta di Lavagna, Ultras Varese e Skannati avevano ribadito attraverso un comunicato social che, in caso di qualificazione, non avrebbero presenziato sugli spalti. E il malcontento per un traguardo fine a sé stesso è stato manifestato anche ieri in occasione del triplice fischio con cori anti-playoff che, comunque, non hanno impedito ai presenti di applaudire la squadra dopo il 3-2 arrivato al 92′. Come ribadito anche da Andrea Ciceri, però, il sentiment della tifoseria è legato ad un corto circuito di regolamento, non all’atteggiamento di un grippo che anche ieri ha creduto fino all’ultimo in una vittoria determinante per proseguire la propria stagione e regalarsi una trasferta di livello in quel di Biella. E proprio per questo mister Ciceri, in conferenza, aveva aggiunto: “Speriamo possano cambiare idea“.
Al di là delle considerazioni sulla post-season, il quarto posto finale riflette quello che è sempre stato il livello di questo Varese, vale a dire una squadra oscillante fra il terzo e il sesto posto. Pronostico rispettato, che ovviamente non può far felici i tifosi (chi non vorrebbe sempre vincere?), ma che dà valore al percorso di crescita di un gruppo che, questa volta, dovrebbe trovare continuità nel corso dell’estate. Va da sé che, comunque, gli interrogativi sui prossimi mesi non manchino. “Un buon finale, dopo un campionato troppo altalenante – scrive Enrico Bellorini –. Materiale per il futuro ce n’è, ma poi il futuro dipende da tante cose“.
“Almeno l’obiettivo minimo è stato raggiunto – aggiunge Walter Alif –, anche quarto posto nel forcing finale, ma hai buttato un’altra stagione facendo 10 sconfitte di cui la maggior parte con squadre imbarazzanti. Si va verso il sesto campionato di D: il problema non è solo la società, ma l’ambiente politico sulla questione stadio“. Ai cori di approvazione da parte dei tifosi in tribuna si aggiungono poi commenti positivi di chi lancia già l’appuntamento per Biella e, ovviamente, non possono mancare messaggi di approvazione per il decimo gol di Tommaso Tentoni che con il suo rigore ha legittimato il quarto posto. Al di là di questo, però, altrettanto inevitabilmente, il clima social si mantiene decisamente tiepido per non dir glaciale: la sensazione è che le considerazioni più generali saranno rimandate a dopo la fine dei playoff il cui esito, a prescindere dal peso che la post-season ha (o non ha), determinerà la scala di positività/negatività degli stessi.
Matteo Carraro


























