
E’ tempo di bilanci ma anche di guardare all’immediato futuro, che poi coincide con il presente in casa Pallacanestro Varese con la consueta conferenza stampa di fine stagione in casa biancorossa che vede protagonisti i due General Manager Zach Sogolow e Maxsim Horowitz e coach Ioannis Kastritis.
Come lecito aspettarsi, non sono usciti nomi mirabolanti o notizie da far spalancare gli occhi ma un quadro di quella che è già a tutti gli effetti e sarà la direttrice del management biancorosso per costruire la squadra del 2026/2027 e più in generale per dare continuità ad un progetto sportivo che quest’anno ha fatto un primo passo in avanti rispetto agli anni precedenti, anche se i margini di miglioramento sono ancora ampissimi. Queste le considerazioni dei tre.
SOGOLOW
Mercato senza scommesse e squadra più strutturata a rimbalzo: “Abbiamo fatto scelte che possono essere viste come scommesse, però parlando di rimbalzi o di statura e struttura della squadra, non è stata una scommessa, ma una decisione basata sul tipo di gioco che volevamo sviluppare con il coach. Non dico che non vogliamo cambiare; vogliamo trovare maggiore struttura e fisicità nel ruolo di quattro e cinque per arginare i problemi di rimbalzo, ma dobbiamo anche trovare giocatori capaci di difendere sul perimetro come desidera il coach. Dobbiamo sempre cercare equilibrio e bilanciamento, continuando a dare fiducia al sistema e alle scelte del coach”.
Sulla possibilità della formula del 5+7: “Non sarà una cosa che dovrebbe succedere già quest’anno. Se diventasse una norma per tutti, il lavoro di scouting sarebbe meno difficile, perché si lavorerebbe su un mercato di 10.000 giocatori invece che 100. Guardando a cosa succede in NCAA, potrebbe avere senso introdurre questa novità, ma oggi non vogliamo commentare”.
Sulla possibile permanenza di Renfro: “Prenderemo una decisione al momento giusto. Abbiamo già parlato con lui e siamo contenti del lavoro svolto, anche se vogliamo che possa esprimere la sua difesa e aggressività senza commettere troppi falli. Per fare questo dobbiamo costruire un roster che lo supporti. Abbiamo discusso con tutti i giocatori delle rispettive opzioni, ma rimane necessario fare valutazioni attente.
La volontà di trovare un 4 con le caratteristiche di Nkamhoua: “È chiaro lo stile di gioco del coach: le sue squadre hanno sempre avuto meno fisicità, ma più stoppate e palle recuperate, più dinamicità. Trovare qualcuno che possa replicare le prestazioni di Olivier sarebbe fantastico. La scelta dell’ala piccola e del lungo saranno cruciali. Tuttavia, se struttura e cultura sono giuste, il percorso di crescita porterà ai nostri obiettivi. Non importa chi sarà il 4, il 4-5 o il 3-4; conta avere un bilanciamento in squadra che garantisca assist, rimbalzi, tiri al ferro e da tre punti”.
Il budget della prossima stagione: “Lo stiamo ancora definendo; la società sta lavorando per accrescerlo in maniera organica. Ci sono diversi scenari nel basket europeo, quindi dobbiamo considerare almeno 3-4 possibili livelli di budget già per questa estate. Perciò, al momento, guardiamo soprattutto al mercato italiano, con l’idea di acquisire giocatori adatti a diverse possibilità economiche.
HOROWITZ
Bilancio della stagione: “Siamo orgogliosi del nostro percorso. Ovviamente non è finita come speravamo, ma abbiamo fatto un passo avanti a livello sportivo. Complimenti allo staff tecnico e medico: abbiamo sistemato alcune situazioni che ci hanno permesso di tornare in carreggiata. Ci sono stati momenti chiave, come a Treviso e Bologna, dove risultati diversi ci avrebbero permesso di raggiungere obiettivi importanti. Arrivare a giocarsi queste due competizioni è un passo avanti, ma non basta: vogliamo di più per la città, i tifosi e noi stessi. Tutto fa parte di un processo di crescita che vogliamo continuare”.
Formula del roster per l’anno prossimo: “Non siamo ancora certi al 100%, ma puntiamo al 6+6 per fare un passo avanti rispetto a quest’anno, anche perché giocheremo una competizione europea. Dobbiamo essere più forti a rimbalzo e continuare a crescere in difesa. Siamo arrivati ad essere la quinta difesa del campionato, ma vogliamo migliorare ulteriormente, anche in attacco. Ci serve un playmaker vero, capace di dare equilibrio, ritmo e passaggi alla squadra. Il coach ha mentalità aperta e sappiamo che il campionato sta migliorando: dobbiamo migliorare di più”.
Sul mercato italiano: “Su Librizzi non possiamo attendere troppo: vogliamo rispettare la sua scelta, ma dobbiamo decidere come costruire una squadra forte per il prossimo anno, con o senza di lui. Su Alviti restiamo positivi: è cresciuto molto in questi due anni, come singolo e come giocatore. Siamo in contatto con diversi giocatori italiani, almeno quattro dei quali potranno essere titolari. Ladurner è cresciuto, e ci piacerebbe trattenerlo, anche se quest’anno ha avuto poche opportunità di giocare”.
Possibilità di rivedere giocatori già passati da Varese: “Sì, è possibile sia per il mercato italiano che straniero. Avere persone che sanno chi siamo e cosa vogliamo fare rende più facile inserirli nel nostro sistema. La possibilità di giocare in Europa cambia molto e stiamo già vedendo l’interesse maggiore dei giocatori”.
Sul precampionato: “Inizieremo prima di Ferragosto. Vogliamo partire subito forte. Abbiamo capito, quest’anno, quanto sia importante lavorare già in estate, soprattutto perché giocando in Europa avremo meno possibilità di fare cambi in corsa, quindi tante valutazioni vogliamo farle nella preseason”.
Sulla Coppa: “Sicuramente giocheremo in Europa, non sappiamo ancora se in FIBA Europe Cup o in BCL. Qualunque sarà la competizione, vogliamo trattarla come primaria, non secondaria rispetto al campionato. A metà giugno sapremo in quale competizione parteciperemo”.
KASTRITIS
La scelta di continuare a puntare su Freeman nel corso della stagione: “Freeman veniva da un infortunio; lo sapevamo dall’inizio. Abbiamo deciso di puntare su di lui e aiutarlo a tornare in forma. Lui ci ha dato soluzioni importanti in campo, soprattutto in settimana, dimostrando grandissima professionalità. Ci tengo però a sottolineare come per noi non esista una divisione tra italiani e stranieri: la squadra è un organismo unico che si muove insieme e per tale motivo anche le valutazioni vengono fatte in maniera globale e non singola, soprattutto rispetto ad una situazione come può essere stata quella di Freeman quest’anno”.
Se sarà una Varese forte, potente e aggressiva: “Nessuna squadra è perfetta, lo vediamo a tutti i livelli. Ci sarà sempre qualcosa da migliorare, ma vogliamo costruire una squadra forte, potente e aggressiva. Apprezzo il calore e la partecipazione dei tifosi di Varese, che poi si trasforma in preoccupazione quando le cose non vanno bene: dimostra l’attaccamento alla squadra e questa è una cosa bellissima. Però, proprio per questo, mi sento di rassicurare tutti perché la squadra è in buone mani, dal proprietario al management ed è la cosa più importante. Tutto viene fatto con conoscenza e attenzione, passo dopo passo. Vogliamo competere in due competizioni e migliorare i risultati delle stagioni precedenti. Senza cultura e struttura nulla può essere costruito: qui sono di altissimo livello e continueremo a svilupparle, indipendentemente da budget e risorse. Puntiamo a un basket completo, che faccia innamorare i tifosi”.
Alessandro Burin






















