
C’è chi il calcio lo vive come una linea retta e chi, invece, lo attraversa come un viaggio pieno di deviazioni, opportunità e ripartenze. Andrea Scapolo, portiere classe 1998 cresciuto nel vivaio del Varese, appartiene decisamente alla seconda categoria. Negli ultimi anni ha costruito la propria carriera tra Stati Uniti e Italia, passando dal college soccer ai campionati semi-professionistici americani, fino al calcio dilettantistico lombardo e alla Nazionale di calcio a 6.
Un percorso fuori dagli schemi, fatto di studio, sport e adattamenti continui, che oggi lo riporta al punto di partenza: la voglia di tornare a giocare con continuità nel calcio italiano. “Sono fidanzato con Emily – esordisce Scapolo scherzando -, ma calcisticamente sono single e sul mercato. Ho le idee molto chiare: voglio un progetto serio dove poter ripartire davvero”.
Partiamo però dal tuo percorso universitario negli Stati Uniti: com’è avvenuto il passaggio da un college all’altro?
“Ho fatto un trasferimento dalla Francis Marion University perché un coach della University of Illinois Springfield mi voleva fortemente e mi ha convinto ad andare con lui. Non me ne sono pentito perché, nella stagione 2023/24, ho vinto il titolo di miglior portiere e ho fatto anche il record di clean sheet consecutivi nella storia del college, 12 di fila; in 19 partite abbiamo subito solo quattro gol. Abbiamo vinto il campionato e poi siamo usciti ai quarti ai nazionali ai rigori. Nell’estate 2024 ho giocato in USL2 con il Saint Charles, vicino a Saint Louis, e ho fatto anche un paio di provini in Serie B americana: lì però per i portieri stranieri è molto difficile imporsi, perché ci sono slot limitati per gli internazionali”.
Poi è arrivato uno stop importante e il rientro graduale in campo… e in Italia
“Nella stagione 2024/25 sono stato fermo per due ernie alla schiena. Ho comunque ripreso a giocare in America nell’estate 2025, in UPSL vicino a Boston, per tornare a mettere minuti nelle gambe. Poi sono rientrato in Italia a ottobre 2025 e ho fatto qualche partita a Ispra per tenermi in forma. Sono stati due o tre mesi: non avevo mai giocato in Promozione e diciamo che la stagione non è finita nel migliore dei modi, ma mi è servita per riadattarmi al calcio italiano”.
Qual è il bilancio della tua esperienza complessiva negli Stati Uniti?
“È una parentesi che considero chiusa, ma è stata un’esperienza bellissima che consiglio a chi vuole studiare e giocare. Il percorso accademico è di alto livello e il calcio è integrato nello studio in modo serio. Le strutture sono incredibili e anche se non sei un professionista tutto è organizzato come se lo fossi. È una grande vetrina, conosci persone da tutto il mondo e ci sono anche opportunità di lavoro; io, infatti, lavoro ancora da remoto per un’azienda americana. È stata un’esperienza che mi ha formato tanto”.
Nel frattempo hai vissuto anche un’esperienza internazionale con la Nazionale di calcio a 6…
“Sì, ho fatto l’Europeo con la Nazionale italiana. Ero andato prima a un torneo in Grecia con i Galacticos di bomber Picci, e lì il presidente di Socca Italia (la rappresentativa ufficiale di calcio a 6 riconosciuta dall’International Socca Federation ndr) mi ha visto e mi ha convocato per l’Europeo a Tirana, in Albania. Siamo usciti ai quarti contro la Spagna ai rigori, poi vincitrice del torneo, ma ci siamo qualificati per i Mondiali; devo dire che è stata una gran bella esperienza”.
Adesso, però, testa di nuovo al calcio a 11: qual è l’obiettivo di Andrea Scapolo?
“La passione calcistica è sempre la stessa e voglio continuare a coltivarla. Sono carico a pallettoni per una nuova stagione, ma voglio serietà: in giro ci sono tante promesse che poi non vengono mantenute. Mi piacerebbe trovare un progetto tra Eccellenza e Promozione oppure valutare anche la Svizzera. L’importante è tornare a giocare con continuità in un contesto serio”.
Matteo Carraro



























