Quando tocchi il fondo puoi solo risalire, ma noi di Varese Sport siamo fatti così: riusciamo sempre a spingerci oltre i nostri limiti e a scavare ancora più in profondità. E così, come ormai da tradizione, sul manto erboso di quel Peppino Prisco che fino a giovedì ha ospitato lo spettacolo della Rasa in Valceresio, ieri sera si è consumata la solita tragedia sportiva con la famigerata partita di Redazione. Al di là del livello infimo (per quanto ci siano state “giocate” e “colpi di classe” niente male) e di qualche polmone ancora in riabilitazione, non è certo mancato il divertimento sia per i protagonisti in campo (quanta ignoranza…) sia per chi si è dovuto sorbire questo spettacolo/scempio (a seconda dei punti di vista) da fuori. Ringraziamo subito la Valceresio, anche se non sappiamo bene cosa spinga il club biancoverde a rinnovarci la fiducia ogni anno, soprattutto ovviamente per il consueto terzo tempo (e qui sì che il livello si alza) che ha chiuso degnamente una serata indegna.

La giornata si è però aperta con i sorteggi nella sede operativa della Sunrise Media. Operazioni documentate da prove video con il sottoscritto nelle inedite vesti di video-operatore, il Direttore Michele Marocco promosso notaio ufficiale della serata e Matteo Malfatti chiamato al delicatissimo ruolo di estrattore imparziale. Un sistema ormai rodato che, anche quest’anno, ha garantito due squadre perfettamente equilibrate accoppiando le varie “teste di serie”: chi sa bene o male giocare, chi è già un successo se riesce a restare in piedi e chi con la sfera ha lo stesso rapporto che un gatto può avere con l’acqua. Il risultato è stato un adrenalinico 9vs9 con i Blancos del sottoscritto (Teo Carra, Maro Matteo, Maro Mattia, Vasco, Ste, Marc Round, Fede, Nick, Mary) opposti ai Reds del Direttore (Maro Dire, Teo Calcagni, Fra, Ricky, Alex, Roby, Mike, Teo Carcano e Lollo), il tutto sotto lo sguardo vigile (si fa per dire) di Pizzullo e Gaia. Con il passare dei minuti il pubblico è pure aumentato: chiediamo sinceramente scusa a tutti i presenti.

Ora focus sul match. L’incredibile possesso palla dei Blancos dura all’incirca il tempo necessario per il fischio d’inizio. I Reds mordono subito con Mike, ma Maro Matteo fa sembrare semplice l’impossibile e blocca con sicurezza. Il nostro portierone (inventato/obbligato nel ruolo durante il “riscaldamento”), però, non può nulla sul tap-in di Lollo, servito da un Ricky che decide di fare una cosa completamente fuori contesto: correre. Assorbito l’impatto iniziale, i Blancos iniziano a macinare gioco sfruttando le già celebri triangolazioni offensive tra Carraro (punto fermo dei Blancos… fermo in tutti i sensi), Nick (pentito di aver accettato l’invito già dal minuto zero) e Maro Mattia (nostro top player, anche solo per il fatto che corre). Proprio il sottoscritto prolunga sulla fascia per Nick che con il terzo occhio vede arrivare a rimorchio Maro Mattia: pareggio facile facile.

Neanche il tempo di rimettere il pallone a centrocampo che i Reds rimettono subito la freccia grazie a una giocata sontuosa (anche meno eh) di Ricky. Un affronto personale per Maro Mattia che decide di mettersi in proprio: è vero, una sua conclusione probabilmente deve ancora ricadere sulla Terra, ma la perfetta macchina offensiva Carraro-Nick-Maro Jr. colpisce ancora confezionando un gol fotocopia del precedente. I Blancos prendono definitivamente il comando delle operazioni, anche se dall’altra parte l’esperienza e la qualità di Mike tengono a galla i Reds praticamente da sole. Il primo tempo si chiude con la gran botta di Ste neutralizzata da un superlativo Teo Calcagni, mentre Marc Round decide di trasformarsi improvvisamente in Fabio Cannavaro stoppando una ripartenza che avrebbe potuto fare molto male.

La ripresa si apre con la “strategia Carraro” che già l’anno scorso aveva mietuto vittime: in assenza del fuorigioco, perché sprecare energie, che già non ci sono, tornando indietro? Così, su un lancio millimetrico di Maro Mattia (altrimenti col cavolo che la prendevo), basta accompagnare il pallone con un rasoterra in diagonale per battere un incolpevole Teo Calcagni. I Reds, però, reagiscono immediatamente e alzano il livello (nel mezzo, credo, ci sia stato anche un palo di Mike): Ricky torna a fare il devastatore sulla sinistra e trova l’angolino basso per il nuovo pareggio, poi Roby (sì, proprio lui, il portiere che si è rifiutato di andare in porta per paura di prendere altri gol dal sottoscritto) si inventa un’azione degna del miglior Maradona: parte largo, rientra sul mancino e trafigge Maro Matteo, che nel frattempo implorava una difesa completamente assorta nel pensiero del terzo tempo.

Il doppio schiaffo ha però l’effetto di una sveglia. I Blancos ricominciano a spingere (sempre relativamente): io, fedele alla mia filosofia calcistica, continuo a presidiare l’area offensiva senza il minimo accenno di ripiegamento e diventa così fin troppo semplice farmi trovare libero sulla sinistra: Alex arriva in pressione, ma con un gesto fulmineo ecco partire un destro terrificante che sorprende Teo Calcagni sul primo palo (va bene, lo ammetto: è stato un tiro indegno considerando che l’idea era quella di metterla a giro sul secondo palo: grazie Teo per avermi fatto segnare). È il colpo del ko. I Blancos fiutano il sangue e affondano senza pietà. Vasco si ricorda improvvisamente di essere un giocatore e disegna un rasoterra a fil di palo per il nuovo vantaggio. Poi arriva il momento del nostro Ste, che salta un avversario, poi un altro, poi praticamente chiunque gli si presenti davanti per scaricare un tiro termina la sua corsa in rete (Pizzullo a bordo campo ci tiene a ricordare che Ste indossa la sua maglia).

Finita? Neanche per sogno. Con un colpo di reni i Reds tornano sotto: cross di Teo Carcano (mi è stato espressamente chiesto di scrivere così) e Fra si presenta con un eurogol al volo (l’unico problema è che decide di presentarsi quando la partita è ormai agli sgoccioli). C’è però ancora tanto da raccontare. Su un corner pennellato dal sottoscritto arriva poi la giocata che avrebbe meritato il Premio Puskas della Redazione: Nick prova un clamoroso colpo di tacco volante che si stampa sulla parte alta della traversa facendo trattenere il fiato ai pochi superstiti ancora presenti. Tocca allora a Marc Round mettere la parola fine: destro, deviazione sfortunata di Mike e pallone in rete (evitiamo di sottolineare che Teo Calcagni si era già praticamente spiazzato da solo).

In tutto questo, so che ve lo state chiedendo: ma la Mary??? Prestazione di pura sostanza: chilometri macinati e sempre pronta a mordere le caviglie a Mike, autentico cervello dei Reds. Nel finale avrebbe anche il pallone della gloria, confezionato da un Vasco monumentale, ma apre troppo il piattone e spedisce il pallone direttamente verso la vicina Svizzera. L’ultimo sussulto porta inevitabilmente la firma di Mike che, nel disperato tentativo di riaprire tutto, si inventa una semirovesciata da album delle figurine Panini sfiorando il palo tra lo stupore generale.

A quel punto, però, dalle cucine arriva il richiamo più forte di qualsiasi tattica o schema. Anche il Direttore (che da più o meno venti minuti concedeva “gli ultimi due minuti” nella speranza di vedere i Reds accorciare) si deve arrendere e il triplice fischio (virtuale) di Pizzullo mette fine alle ostilità. I Blancos si confermano campioni della Redazione, il 7-5 finale certifica la superiorità sul campo e, soprattutto, apre all’unica competizione che per noi conta davvero: il terzo tempo. Anche quest’anno, diciamolo con orgoglio, vinto da tutti.

LE PAGELLE

BLANCOS

TEO CARRA 9
Nel tragitto dalla macchina agli spogliatoi ho finito di sudare le birre della sera precedente, per cui le aspettative erano drammaticamente basse. E forse proprio per questo la (non) prestazione assume ancora più valore. Fermo sulla fascia sinistra, posso dire di aver toccato 8 palloni: quattro sbagliati in pieno, dagli altri quattro sono arrivati altrettanti gol (un grande grazie a Matteo Calcagni per la mia doppietta). Parlano i numeri, che ho prontamente usato per respingere le accuse infondate di Mike: “Ehi amigo, i campioni son così!”. Mentalità trasferita anche nel post-partita, lì davvero imbattibile. Per l’anno prossimo prometto anche di correre (forse).

MARO MATTEO 7
Negli spogliatoi mi rinfaccia di non avergli mai messo più di 6, ma da buon capitano gli ho spiegato che le grandi squadre hanno bisogno di operai e che anche i Fantacalcio si vincono con le sufficienze. Capisce il messaggio, l’unione dei Blancos si cementa e, di fatto, già prima di entrare in campo sapevamo di aver vinto. Certo, lui non sapeva di dover giocare in porta, ma questi sono dettagli irrilevanti. E, comunque, abbiamo scoperto un signor portiere che, pur abbandonato a sé stesso in qualche occasione di troppo, ci ha tenuto a galla con interventi mai banali. E beccati sto 7! Presente con la family nel terzo tempo.

MARO MATTIA 9.5
Ecco qui il nostro MVP! Se sapessi giocare piacerebbe anche a me fare il fenomeno contro gente come noi, ma lui lo fa senza farcelo pesare: corsa, fisico, qualità e visione di gioco. Imposta, difende e attacca: a volte esagera, ma è giusto dar sfogo al proprio talento, a maggior talento se si è reduci dall’ormai consueto ritiro a Campoli Appennino (Frosinone) con il mitico Luca Benacquista (Luca, a proposito, c’è Corrado Cotta che ti aspetta perché la preparazione del Paradiso è già iniziata…) per prepararsi al big match. L’intesa con il sottoscritto e il buon Nick è già leggendaria: Neymar-Suarez-Messi possono solo imparare.

VASCO 8.5
Le ore piccole della serata precedente con il sottoscritto si fanno sentire e il nostro MVP dell’anno scorso parte con il freno a mano tirato. Da buon diesel, però, carbura nella ripresa e inizia a fare la differenza con accelerazioni devastanti alzando decisamente il livello di (non) gioco dei Blancos. Segna il gol che spezza definitivamente l’equilibrio del match e nel finale sforna assist a destra e sinistra (mai finalizzati) confermandosi un elemento imprescindibile a questi livelli. Al terzo tempo è ormai una garanzia, ma si becca comunque mezzo voto in meno (lui sa perché).

STE 8.5
Presenza indispensabile per la nostra vittoria perché aumenta il “fattore corsa” dei Blancos che altrimenti sarebbe stato drammaticamente vicino allo zero. E poi c’è tutto il resto: attenzione difensiva e qualità offensiva ad accompagnare una manovra disordinata ma dannatamente efficace. E si toglie lo sfizio di uno dei gol più belli della serata. Chapeau! Da capitano mi inorgoglisce vederlo sempre più protagonista anche nel terzo tempo.

MARC ROUND 8.5
Dopo la prestazione di ieri potrebbe tranquillamente scrivere “Il manuale del difensore perfetto”: non è un caso che Ricky attacchi solo dall’altra parte, mentre è una piccola distrazione a permettere a Roby di segnare (gran gol, ammettiamolo…). Del resto, però, quanti grandi campioni non hanno mai commesso errori? Comanda la difesa con personalità e sicurezza prendendosi anche licenze offensive non da poco ed è il suo gol a mettere in ghiaccio il match. A proposito di ghiaccio, risponde presente nel post-partita confermandosi uno degli elementi su cui poter sempre contare.

FEDE 7
Era la sua prima (e forse ultima) partita. Scopriamo live che non ha mai giocato, ma ha comunque fatto meno danni di me al mio esordio con Varese Sport. Mentre io stavo comodo in attacco, lui stava comodo in difesa: peccato che dalla sua parte c’era un Ricky scatenato. Col passare dei minuti, però, acquisisce sicurezza rendendosi conto che alla fine il suo livello non è troppo diverso da quello degli altri e porta a casa la pagnotta. Clamorosi, però, gli assist nel terzo tempo: giocate del genere non possono che far bene alla squadra.

NICK 8
Si presenta al campo con la faccia di chi si è già pentito di aver accettato l’offerta, ma bastano pochi secondi a smentire qualsivoglia perplessità: è stato il mio sparring partner perfetto là davanti e, lo ribadiamo, l’intesa vincente che si è creata fin da subito tra me, lui e Maro Jr. ha fatto la differenza. Apre la sfida con due assist, poi si eclissa (sta imparando da me), ma ogni tanto si accende e sfiora un gol epico. Soprattutto nel finale cerca il gol con insistenza, ma la porta per lui resta stregata. Anzi, s’intestardisce con un tiro (bello, per carità) quando poteva passarla alla Mary a porta spalancata: certo, poco prima l’assist di Vasco non aveva fatto una bella fine… Va bene così. Operativo nel post.

MARY 7.5
Per anni è stata la capitana dei Blancos e, giustamente, è stata lei ad avere l’onore di alzare la Coppa accompagnata dall’ormai celeberrimo coro. Certo, negli occhi di tutti resta quel tiro terminato alle stelle: era un rigore in movimento e, per un istante, siamo tutti tornati nel ’94 a pensare sconsolati al penalty di Baggio. Ma i campioni vanno avanti e la sua prestazione non si può ridurre a un singolo errore: elogiata da tutti per la sua corsa e il suo spirito intraprendente, ha portato caos sia tra i Blancos che tra i Reds ma, considerando il risultato, va bene così. Alza il livello, va detto, nel terzo tempo.

REDS

MARO DIRE 7
Ci prova in tutti i modi: batte rimesse, organizza la squadra, richiama i compagni all’ordine (invano) e soprattutto prolunga la partita con una quantità di recupero che neanche ai Mondiali in Qatar. L’obiettivo era semplice: giocare finché i Reds non fossero riusciti a pareggiare. Purtroppo per lui i Blancos hanno segnato ancora. Il gol manca ormai da troppe edizioni e, per il bene dello spettacolo, prima o poi dovrà tornare. O forse no: la coppa, vestita di bianco, sta decisamente meglio. Nel terzo tempo, invece, non sbaglia un colpo. Mezzo voto in più per il titolo e la velatissima minaccia.

TEO CALCAGNI 7
GRAZIE! Lo ribadisco perché certe cose vanno riconosciute. Una parte della mia doppietta porta inevitabilmente la sua firma. Arriva con l’atteggiamento di chi pensa di avere ancora i riflessi dei tempi d’oro, salvo ricordarsi dopo pochi minuti che nel frattempo è passata una decade abbondante. Eppure tira fuori anche diverse parate di ottimo livello, alternandole a qualche uscita rivedibile che contribuisce ad alimentare lo spettacolo. Da applausi la scelta tattica del post-partita: capisce subito l’andazzo e si accomoda al tavolo Blancos.

FRA 8
Ingiustamente criticato nella cronaca (è la sua prima partita, giusto che sia così), va detto che in realtà fa il suo; anzi, ho scelto apposta l’altra fascia per evitare di dover avere a che fare con lui. Corre (e già questo, in una partita del genere, vale mezzo voto in più), dialoga bene con Ricky e sulla fascia crea parecchi problemi. Nel finale si prende anche la soddisfazione di un gran gol, troppo tardivo per cambiare la storia ma sufficiente per impreziosire il tabellino. Poi dimostra di aver capito lo spirito dell’evento raggiungendo immediatamente il tavolo Blancos, pur continuando a recriminare per la sconfitta

RICKY 9.5
L’anno scorso era stato catapultato in questo manicomio senza alcun preavviso. Stavolta sapeva perfettamente a cosa andava incontro e si è presentato preparato: l’esperienza acquisita l’ha portato ad essere l’MVP dei Reds, quello che dà sempre l’impressione di poter creare qualcosa ogni volta che accelera. Due gol, tantissime sgasate e una quantità industriale di chilometri percorsi per compensare chi, invece, aveva deciso che correre fosse sopravvalutato. Nel finale paga inevitabilmente lo sforzo, ma resta il migliore dei suoi. Sul terzo tempo non mi sbilancio: dopo il fischio finale l’ho perso di vista.

ALEX 7
Quando un attaccante immobile (io) incontra un difensore che sta ancora più fermo di lui… lo spettacolo è garantito. Duelli epici, fatti di sguardi, di parole (mettiamo dentro anche qualche indiscrezione di calciomercato) che hanno tenuto tutti con il fiato sospeso (anche perché di fiato ce n’era poco). Nel finale, però, si getta in avanti con coraggio e sfiora il gol. Un imprevisto dell’ultimo minuto lo costringe a limitare la presenza nel terzo tempo, ma riesce comunque a lasciare il segno. Uomo squadra.

ROBY 8
Dopo il mio gol l’anno scorso ha seriamente pensato di smettere di giocare, ma nell’ultimo anno si è fatto forza ed è andato avanti, almeno finché non è arrivata la convocazione per la partita. Ha quindi pensato di rompersi un dito per evitare di andare tra i pali reinventandosi giocatore di movimento. Anzi, proprio scottato dall’anno scorso all’inizio prova a mettersi a uomo su di me, ma poi le esigenze Reds lo portano in attacco. E comunque fa il suo; anzi, è proprio protagonista e il gol (su gentile concessione di Marc Round) è una piccola gemma che gli fa dubitare di aver sbagliato carriera. Sicuro di volerti rimettere i guantoni? Peccato per l’assenza al terzo tempo: giustificata, ma pesa.

MIKE 8.5
Probabilmente era il più entusiasta di tutti all’idea della partita. L’errore è stato sopravvalutarci. Dopo pochi minuti ha realizzato di trovarsi in un contesto tecnico difficilmente classificabile e ha faticato ad adattare il suo talento a quello che gli girava intorno. Quasi tutte le azioni pericolose dei Reds passano dai suoi piedi, colpisce anche un palo e soltanto la sfortuna gli nega un gol che avrebbe meritato (contribuisce, però, a far segnare Marc Round e a noi va bene così). L’unica macchia resta quella critica alla mia tattica offensiva: caro Mike, il “musetto avanti” di Allegri è un’arte che non tutti possono comprendere. Si riscatta ampiamente a tavola, dove gioca da fuoriclasse.

TEO CARCANO 7.5
Continuano a ripetermi che l’assist del gol fosse suo. Io continuo a non averlo visto, ma siccome l’hanno giurato tutti ho deciso di fidarmi. Al di là dell’episodio, che comunque dà speranza ai Reds, disputa una partita di grande disponibilità: corre, rincorre, riparte e prova continuamente a dare una mano portando a quel caos organizzato che in un contesto del genere è quasi un pregio. Sempre più presenza fissa anche nel terzo tempo.

LOLLO 8
Illude i Reds con quello che rivendica come il gol più veloce nella gloriosa storia della partita di Redazione. Possibile abbia ragione, ma la statistica perde un po’ di fascino quando poi ne sbaglia altri. Là davanti, comunque, fa a sportellate, protegge palla e prova a dare un punto di riferimento ai compagni, anche se col passare dei minuti perde lucidità. Fortunatamente, però, resta focalizzato sul vero appuntamento della serata: dopo il triplice fischio non delude.

EXTRA

VALCERESIO 10 e lode
A questo punto viene da pensare che ci vogliano davvero bene. Non si spiega altrimenti come, anno dopo anno, continuino ad aprirci le porte del “Peppino Prisco” dopo aver assistito a certi spettacoli. Un grazie enorme a tutta la società e, in particolare, ad Alberto Viscardi, Michele Miani, Roberto Marchesi e Agron Peraj, sempre presenti e disponibili nell’accompagnarci in serate di questo genere, oltre ovviamente ai fenomeni della cucina Carmine Ramaglia e Giuseppe Buttiglione che anche quest’anno hanno cancellato in pochi minuti i brutti ricordi della partita. Se il livello in campo è stato discutibile, quello del terzo tempo è ormai da Champions League.

PIZZULLO 7
Promosso videomaker ufficiale dell’evento, riesce nell’impresa di immortalare… un solo gol su dodici. Statisticamente notevole. Forse è stato un favore all’umanità, perché certe immagini meritano di rimanere soltanto nei racconti. Da bordocampo commenta qualsiasi episodio con la consueta eleganza, prende appunti fondamentali per ricostruire la cronaca e, ciliegina sulla torta, gira voce che abbia offerto la cena.

GAIA 8
Si presenta a caso per lo spettacolo più discutibile dell’estate varesina (considerando che l’esperienza precedente era il Premio Varese Sport il gap qualitativo è enorme). Anziché scappare, resta fino alla fine prendendo appunti con un rigore giornalistico… decisamente orientato verso i Blancos, cosa che ovviamente abbiamo molto apprezzato. Annuncia già la candidatura per l’edizione 2027: dopo quello che ha visto serve coraggio, ma anche una discreta dose d’incoscienza. Terzo tempo breve, ma intenso; si può sempre fare di più.

VITO ROMANIELLO 10
Mettiamo lui come portavoce di chi ha presenziato solo al terzo tempo. Sappiate infatti che c’è chi ha capito immediatamente quale fosse la vera partita della serata, saltando con scientifica precisione la sfida per presentarsi direttamente a tavola. Si chiama gestione delle energie. E, francamente, è difficile dargli torto. Mentalità. E, tra questi, non poteva che figurare lui, il mitico Vito Romaniello direttore di GiocaBetTV con cui da anni, anche attraverso Rete55, esiste un profondo legame di amicizia e collaborazione. Perché la squadra, si fa anche fuori dal campo. Presentarsi con la moglie Daniela e il cane Nala è stata la ciliegina sulla torta.

L’ALBO D’ORO

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Matteo Carraro

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