
La Canottieri Varese si prende la scena ai Campionati Italiani Master andati in scena nel fine settimana del 27 e 28 giugno 2026 sulle acque del lago di Pusiano, a Eupilio, chiudendo con un bottino di sette medaglie complessive: tre titoli italiani e quattro argenti che valgono anche il primato tra le società della provincia. Un risultato che conferma la solidità del gruppo varesino, protagonista di una due giorni caratterizzata da grande partecipazione e da condizioni ambientali particolarmente impegnative, con il caldo a rendere ancora più dura la gestione delle gare.
Il primo oro porta la firma di Silvia Martin (nella foto in alto), dominatrice del singolo categoria B, capace di imporsi con autorità nella propria specialità. Successo anche per la collaudata coppia formata da Andrea Prina e Fabrizio Galetta, primi nel doppio categoria E e protagonisti di un traguardo dal forte valore simbolico: venticinque anni di attività remiera condivisa. Terzo titolo tricolore per l’otto categoria D composto da Carcano, Corazza, Guerci, Marchetti, Prina, Sessa, Tamborini, Zoppini e dalla timoniera Cavazzin. A completare il quadro degli ori anche Danilo Marchetti, vincitore nel quattro di coppia categoria E in formazione CUS Milano.
A questi si aggiungono quattro medaglie d’argento che completano un medagliere di assoluto prestigio, arricchito da prestazioni solide e da un forte spirito di squadra emerso lungo tutta la manifestazione. Tra le protagoniste anche Silvia Martin, che racconta così la propria prova: “La gara è stata combattuta nella prima metà, poi sono uscita bene sul passo. Ringrazio tutto il gruppo Master e Simone che per tutto l’anno mi hanno spinto a fare sempre meglio”.
Grande soddisfazione anche per l’otto vincente, come sottolinea Piero Sessa: “L’8+ è sempre la barca regina e vincere il titolo dà un gusto enorme. La fatica alla mia età non si sente quando si vince con un bel gruppo sotto il sole delle 13.30. Partenza un po’ lenta, poi abbiamo recuperato negli ultimi 300 metri con una grande chiusura e la voglia di vincere è emersa. Gara molto bella. Un ringraziamento alla società che ci ha dato una barca degli agonisti per l’occasione”.
Molto intenso anche il racconto di Fabrizio Galetta, protagonista di una giornata ricca di emozioni dentro e fuori dall’acqua: “Io e Prina abbiamo celebrato le nozze d’argento remiere facendo una gara stratosferica in doppio. Grazie anche a Corazza che ha saputo tenerci a bada negli allenamenti portandoci a fare gare più ragionate… ma tanto non lo abbiamo ascoltato e abbiamo fatto la solita nostra gara folle. La cosa che mi premeva di più dire è che ho trovato una solidarietà incredibile da parte di tutto il gruppo Master e soprattutto da parte delle ragazze. Durante la finale del singolo ho preso il classico colpo di calore e ho dovuto ritirarmi. I miei avversari — Tamborini e Chinchio del CUS Milano — vedendomi in difficoltà si sono preoccupati e mi hanno scortato fino al pontile, dove le ragazze mi hanno letteralmente tirato giù dalla barca e si sono occupate di me finché mi sono ripreso. A mio avviso questo vale più di ogni vittoria”.
Sulla giornata complessiva interviene anche Andrea Prina, protagonista di una doppia affermazione e figura centrale del gruppo: “È stata una bella gara, avevamo avversari di livello. Abbiamo fatto una partenza molto forte, che è un po’ la nostra caratteristica, preso la testa della gara e un margine tale da permetterci di arrivare con qualche secondo sugli avversari. Da sottolineare le ottime prestazioni di tutti. Bellissima anche la gara dell’otto, che ci ha visti partire in ritardo sugli avversari ma che abbiamo rimontato e battuto sul traguardo per un secondo: erano anni che la Varese non vinceva l’otto Master. Ottima anche l’organizzazione del gruppo a livello logistico, che ci ha permesso di vincere nonostante il caldo torrido”.
Ora l’attenzione si sposta sul settore giovanile: tra una settimana a Ravenna saranno infatti Allievi e Cadetti a scendere in acqua per il Festival dei Giovani, appuntamento clou della stagione remiera.
Redazione
Foto Stefano Meroni/canottaggio.org


























