Quanto ci sia di strutturale nella prima estate dopo lungo tempo priva di club traballanti, è matassa che verrà dipanata negli anni a venire. Ma il 2026 promette di essere identificato come l’anno della svolta. Il neo Presidente della FIGC Giovanni Malagò non si intesta il successo politico: “Mi definisco quasi scaramantico al contrario, perché mi ritengo fortunato. Per la prima volta dopo diversi anni non si sono registrate contestazioni o problemi rilevanti legati al mancato rispetto dei parametri richiesti alle società. Questa mattina (mercoledì, ndr) ho parlato con il presidente Atelli, che mi ha confermato il via libera per le iscrizioni di Serie A, Serie B e soprattutto Serie C, dove si concentravano le maggiori criticità. Resta aperta soltanto una posizione legata alla Ternana, che sarà valutata in base ai criteri nazionali. Positivo anche l’esito per le tre società in sospeso della Serie B femminile, che hanno ottenuto l’ok definitivo”.

Per i meno avvezzi, Massimiliano Atelli è il Presidente della Commissione di Vigilanza, cioè l’ente terzo che certifica la salute finanziaria dei club professionistici. Dopo fallimento e revoca dell’affiliazione, la Ternana verrà surrogata in Lega Pro dal Foggia. Per il resto, tutti in ordine. Compresi Cosenza e Crotone che presentavano le realtà più critiche. Certo, sullo sfondo restano alcune società dalla situazione non esattamente specchiata come il Trapani (peraltro retrocesso). In una stagione che ha visto la dolorosa (e preventivabile?), esclusione del Rimini. Ma la capacità della Serie C a guida Matteo Marani di darsi una bussola è sotto gli occhi di tutti. Anche a dispetto della più volte paventata cura dimagrante rispetto alle attuali 60 squadre. Nell’estate scorsa fu riammessa la Pro Patria, ripescato il Ravenna e ammessa l’Inter U23. Ci fosse stata una nuova seconda squadra quest’anno, non ci sarebbe stato spazio. In fondo, anche questa è una buona notizia.

Giovanni Castiglioni

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