
La voce del popolo biancorosso torna a farsi sentire. Quasi una trentina di persone hanno risposto all’appello di Stefania Bardelli e si sono ritrovate davanti ai cancelli del Franco Ossola per riportare l’attenzione sul futuro dello storico impianto di Masnago. Un presidio dal forte valore simbolico, tra tifosi, appassionati ed ex protagonisti del calcio varesino, uniti da una richiesta chiara: conoscere tempi e prospettive concrete per la riqualificazione dello stadio.

Il tema, ormai da tempo al centro del dibattito cittadino, resta quello del progetto di rinnovamento dell’impianto presentato dal Gruppo Aurora e depositato a Palazzo Estense quasi tre anni fa. Un piano che, secondo il MAV, rappresenterebbe una grande opportunità non soltanto per il Varese, ma per l’intera città. “Vogliamo vedere la luce di un progetto che è stato presentato quasi tre anni fa – ha spiegato la coordinatrice Stefania Bardelli –. Siamo rimasti sorpresi dalle dichiarazioni dell’amministrazione quando si è parlato di possibili progetti futuri: un progetto esiste già ed è quello del Gruppo Aurora. Se è ancora in campo, allora chiediamo di passare dalle parole ai fatti: servono date certe e l’inizio dei lavori“.
Il messaggio lanciato dal presidio è stato quindi un richiamo alla concretezza. Per il MAV, infatti, lo stadio non deve essere considerato soltanto come il luogo delle partite della prima squadra, ma come un punto di riferimento per tutto il movimento sportivo varesino. “Uno stadio nuovo sarebbe un’opportunità di rilancio per la città – ha aggiunto Bardelli – perché potrebbe ospitare tante attività e diventare un vero centro sportivo. Una casa si costruisce dalle fondamenta e le fondamenta devono essere solide: la squadra verrà dopo, prima bisogna costruire una struttura all’altezza“.
A condividere il momento anche alcuni ex giocatori del Varese, tra cui Vito De Lorentis, che proprio al Franco Ossola ha vissuto alcune delle pagine più importanti della propria carriera. Guardando le condizioni attuali dell’impianto, l’ex biancorosso non nasconde l’amarezza. “Mi piange il cuore – racconta De Lorentis –. Io sono nato qua sportivamente, a 16 anni mi allenavo con la prima squadra e ho esordito con questa maglia. Ho vissuto anni bellissimi e vedere lo stadio ridotto così dispiace davvero tanto, per i tifosi ma anche per la squadra. Il Varese sta facendo tanto per il settore giovanile e questa è una cosa importante. Ai miei tempi la prima squadra cresceva anche grazie ai ragazzi che arrivavano dal vivaio: ogni anno esordivano diversi giovani. Questa deve essere la strada per far rinascere il Varese, ma serve una struttura adeguata“. Un pensiero inevitabilmente rivolto anche ai grandi momenti vissuti sugli spalti di Masnago, quando lo stadio era un punto di riferimento per migliaia di tifosi. “Ho avuto la fortuna di giocare un derby contro il Como davanti a 22mila persone – ricorda De Lorentis –. Era uno spettacolo. Speriamo davvero di poter rivivere quelle emozioni“.

Durante il presidio non sono mancati anche i racconti quotidiani di chi oggi vive lo stadio da vicino. Luciano Grandi, storico tifoso biancorosso e collaboratore nella gestione dell’impianto nei giorni delle partite, ha evidenziato le difficoltà pratiche con cui ci si confronta ogni settimana. “Seguo il Varese dal 1968 e oggi aiuto nella preparazione dello stadio prima delle gare. Ogni domenica ci troviamo a gestire problemi di pulizia e manutenzione: ci sono calcinacci, situazioni di degrado e tante difficoltà. Quando andiamo in trasferta vediamo realtà più piccole con strutture molto più curate della nostra. Non è una bella immagine per la città“.

Il futuro del Franco Ossola resta dunque uno dei temi caldi dell’estate biancorossa. Il Varese Football Club (che non era presente all’iniziativa) continua a considerare la riqualificazione dell’impianto un passaggio fondamentale per costruire un progetto sportivo più solido e ambizioso, un concetto ribadito anche dal presidente biancorosso Paolo Girardi in occasione dell’inizio del raduno della squadra agli ordini di mister Ciceri, quando il club ha presentato la nuova stagione sottolineando come la crescita sportiva sia strettamente legata allo sviluppo delle strutture.
Va ricordato che la società biancorossa ha avviato un dialogo concreto con il Comune di Varese per cercare una soluzione sul fronte della riqualificazione dell’impianto. Un confronto che potrebbe portare a sviluppi positivi nel mese di settembre, con nuove comunicazioni attese sul futuro del progetto. Di certo, il presidio ha portato nuovamente il tema sotto i riflettori: quella andata in scena davanti ai cancelli dell’Ossola è stata soprattutto una manifestazione d’amore per il Varese e per un luogo che rappresenta una parte fondamentale della storia sportiva cittadina. La speranza è che questa attenzione possa trasformarsi in un ulteriore stimolo per arrivare a una soluzione condivisa, perché il Franco Ossola non è soltanto uno stadio, ma una casa che il popolo biancorosso aspetta da tempo di vedere tornare a vivere.
Matteo Carraro

























