Chi rosa vince. Ok, c’è una erre di troppo. Ma l’audacia con cui in sala stampa la neo Presidente Rosanna Zema sfoggia (appunto), il rosa (perché era rosa, giusto?), si fa beffe del controllo di vicinato. Al diavolo l’armocromista, insomma. Gli obiettivi biancoblu sono ben altri rispetto al banale campanile. Al pantone si penserà la prossima volta. Amenità a parte, la zeta protagonista di giornata non è però quella della numero uno tigrotta quanto l’omologa di Mauro Zironelli, terzo tecnico veneto della storia della Pro Patria (dopo Barison e Navarrini) e uomo a cui il nuovo corso biancoblu ha affidato il rilancio griffato Estrella/Finnat.

Oltre al vertice societario, officianti il Responsabile dell’Area Tecnica Giovanni Giovanditti (“Scelta condivisa per un professionista che conosce bene la categoria”), e il DT Raffaele Ferrara (“Il mio ritorno a Busto? Una sfida passionale”). Più volte evocato invece il super consulente Walter Sabatini. Il cui arruolamento è stato il segreto meglio tenuto delle ultime settimane. Anche per Zironelli: “Abbiamo saputo tutti farci gli affari nostri”. Congiura del silenzio che certifica compattezza ed allineamento del nuovo gruppo. Potrebbe sembrare una semplice sfumatura. Ma non lo è per nulla.

Anno Ziro

Low profile. A differenza delle evidenti ambizioni societarie. Per Mauro Zironelli la Pro Patria è stata una proposta che non si può rifiutare. Anche a costo di una inversione di marcia dalle parti di Brescia (speriamo non direttamente sulla Serenissima…), quando la cessione del club sembrava andasse a ramengo. Ma il matrimonio era da farsi.

A seguire alcuni telegrammi odierni del tecnico vicentino:
Ho trovato persone serie e uomini veri. Questo è un anno zero. Il passato va cancellato”.
Siamo in ritardo solo con le amichevoli. Domani avremo la prima. Per il resto siamo arrivati a 20 giocatori. Mi concentro su di loro. Solo 6/7 anni fa sarei stato più nervoso”.
Fossi bustocco sarei contento del nuovo corso. Mi inorgoglisce essere arrivato qui”.
Voglio giocatori che si adattino e si divertano. Penso ad un calcio propositivo ed offensivo. Con tanti gol. Come già all’Alto Vicentino all’inizio della mia carriera. Dobbiamo trascinare l’ambiente. Stiamo provando tante soluzioni. Anche la difesa a 4”.
Dico sempre ai miei giocatori di pensare a quello che trasmettono ai loro famigliari in tribuna. Devono provare a dare loro soddisfazioni. Il resto è una conseguenza. Il segreto è non avere giocatori del giovedì. Quelli che pensano più ai problemi”,                  

Attacchi prima tu o attacco prima io?

Sull’asse Zema / Zironelli comunità di intenti rispetto alla necessità di uno spogliatoio smartphone free. Precondizione ormai diffusa nel calcio di oggi. Per un divieto che è soprattutto un presupposto per elevare la qualità della convivenza sportiva.     

Tanta voglia di lei

Come da disposizione riferita dalla Responsabile Comunicazione Martina Crosta, da quest’anno in Sala Stampa ammesso solo il lei. Chiamami col tuo pronome.

Amedeo gratias

Varcare il cancello dello “Speroni” e incrociare Amedeo Benedetti ha fatto un discreto effetto. Certamente a chi scrive. Per i 15 anni trascorsi da quella stagione intensa ed amarissima (quanto ad epilogo), vissuta a Busto dal 35enne trentino. Un amarcord che strugge per il tempo che passa e per la chiarissima volontà di riannodare un filo reciso. Anche in termini di risultato sportivo.     

Pitura Freska

Roba da teletrasporto startrekkista. Ma questa è la Sala Stampa Adamo Cocco? Già, proprio quella. Fresca di vernice (e di climatizzatore), e con la netta impressione di essere nel futuro. Cioè, al piano di sopra. Ergo, la categoria che la Pro Patria punta a recuperare in tempi stretti. Se non strettissimi.       

Giovanni Castiglioni 
Foto Filippo Kultgeneration D’Angelo

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