Scafati, Murcia, Trieste. Sembra incredibile dirlo ma da queste tre partite passa già tanto della stagione della Pallacanestro Varese. No, non stiamo esagerando, benché si parli solo delle prime 4 gare ufficiali della stagione (contando anche quella con la Virtus Bologna) i biancorossi sono chiamati a dare risposte ma soprattutto a conquistare qualche vittoria per non rischiare di vedere cadere tutto il castello d’ambizioni che si era creato quest’estate.

L’OBIETTIVO PARTENZA

Non è un segreto, infatti, che il club quest’anno abbia operato sul mercato con l’obiettivo e la necessità di iniziare la stagione, a livello di risultati, in maniera completamente differente rispetto all’anno scorso. Una volontà che è stata poi diretta espressione sul mercato, con il management biancorosso che, per stessa ammissione del GM Sogolow, ha deciso di utilizzare anche la parte del budget che solitamente si tiene per le emergenze per dare ancora maggior impulso alla propria campagna acquisti, cercando di creare una squadra subito di assoluto valore, senza scommesse, da mettere nelle mani di coach Kastritis. E’ chiaro allora che, per quanto sia fisiologicamente necessario del tempo per far amalgamare un gruppo nuovo, non è certo pensabile che la Openjobmetis ripeta il cammino dello scorso anno, quando dopo la vittoria con Sassari alla prima giornata arrivarono 7 sconfitte consecutive prima del ritorno al successo contro Cantù nel derby.

GLI INFORTUNI

Certo, nel piano progettato dalla società quest’estate non era stata tenuta in conto una componente di sfortuna così importante che ha colpito la squadra da inizio anno, anche se tanti degli infortuni che hanno minato il precampionato biancorosso in realtà non sono state vere e proprie calamità scese dal cielo: sicuramente l’infortunio alla mano di Roby e quello, attuale, al ginocchio di Della Valle, sono due situazioni non preventivabili; mentre i problemi soprattutto di McDowell-White ed in misura minore di Duke e Kamagate, erano noti ed arcinoti in fase di trattative, quindi da mettere in preventivo in un percorso di costruzione ed amalgama del gruppo che sarebbe stato sicuramente minato da queste situazioni.

IL RUOLO DI KASTRITIS

In tutto questo, il compito più arduo ovviamente spetta a coach Kastritis, che è chiamato nonostante le difficoltà e le assenze del momento, a dare un’identità chiara alla squadra, andando a ridurre sensibilmente quelle lacune tecnico – tattiche che hanno riportato alla mente gli stessi problemi dell’inizio della passata stagione. Rimbalzi, identità difensiva e soprattutto gerarchie in campo e fuori, che possano dare a questa Varese nuova e tormentata, un primo imprinting sul quale costruire la propria stagione, perché se il campionato lascia spazio a maggior margine d’errore (benché con Scafati e Trieste in casa il risultato atteso sia solo la vittoria in entrambe le sfide) la BCL, che tanto è stata voluta anche in ottica NBA Europe, non può essere abbandonata in maniera repentina al primo turno, perché sebbene si parli di una squadra, Varese, che da anni non giocava questo tipo di competizione, il mercato, il progetto e l’ambizione del club vanno in una direzione ben diversa dall’eliminazione alla fase a giorni. Ed allora, per non vedere incrinare in breve tempo l’entusiasmo e l’adrenalina innescate da un’estate da sogno per i biancorossi, servono quanto prima risultati, che poi sono ciò che più conta nello sport e che definisce il percorso di ogni progetto. Lo sanno tutti, coach compreso.

Alessandro Burin

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