
00:20. Tutte le luci del palazzetto sono spente, nel piazzale di fronte all’Itelyum Arena non c’è più nessuno, nei dintorni giusto tre giornalisti (uno di quelli sta scrivendo) ancora a discutere di quanto visto in campo ed gli uomini del management biancorosso (Kastritis con i GM Sogolow e Horowitz), chiusi nella pancia del vecchio Lino Oldrini per analizzare tutto quello che è successo in campo.
Usciranno di lì a poco, testimoniando la delicatezza del momento in casa Pallacanestro Varese in un inizio di stagione che si pensava completamente diverso da quello che si sta realizzando. Dal mercato, al piano di lavoro estivo (i biancorossi primo gruppo ad iniziare gli allenamenti il 10 agosto) tutto era stato studiato per avere una partenza lampo, ed invece di fulmineo c’è stato solo il costante e logorante susseguirsi di una serie di infortuni che sta minando in maniera determinante l’avvio di stagione della squadra di Kastritis.
Kastritis, uomo solo al comando dicevamo dopo la sconfitta pesantissima di Murcia di una settimana fa, che appare ancor più solo alla ricerca del bandolo di una matassa intricatissima, fatta non solo di scelte tecnico-tattiche, quanto caratteriali di un gruppo costruito puntando anche sull’esperienza e la capacità di gestire i momenti di difficoltà, qualità che ad oggi non si sono ancora minimanete viste.
E poi la discontinuità, lo sciogliersi alla prima difficoltà, la doppia anima di un gruppo capace di stupire per la qualità del proprio gioco nel primo tempo e gettare tutto all’aria in soli tre minuti prendendo un parziali di 0-11 che taglia completamente le gambe, inverte l’inerzia e fa scendere una sorta di nube di tristezza negli sguardi e nelle movenze dei biancorossi in campo, quasi incapaci d’un tratto di divertirsi nel collettivo, tornando ad affidarsi alle individualità sparute di un contesto di gioco in apnea di idee e soluzioni alternative al primo spartito tattico.
Poi c’è il gap fisico e atletico, che in due partite di BCL è apparso in maniera preponderante, ed anche qui l’incapacità di Varese di affrontarlo con le adeguate contromisure, unite a scelte attiche assolutamente contestabili, come quella di tirare fuori dalla contesa un Kamagate apparso in crescita nei primi 20′ e panchinato completamente per una decisione tecnica che, più che pagare dividendi, è stata sentenza sul risultato finale.
Così a Peristeri è bastato davvero poco per prendersi una vittoria importante, la quarta stagionale in quattro partite a testimonianza del valore della quarta squadra di Atene, che però ad oggi ha dimostrato di valere più della prima ed unica di Varese, che nella pancia dell’Itelyum Arena prova ad analizzare una situazione complessa che però richiede immediate soluzioni, in attesa di sapere l’entità dell’infortunio di Della Valle ai flessori della coscia destra, variabile che può cambiare le prossime settimane perché potrebbe portare ad un nuovo intervento sul mercato, che modificherebbe ancora una volta l’assetto di una squadra che fatica a trovare sé stessa ma che non ha tempo di sbagliare com’era gli altri anni, e l’idea e la sensazione che il margine di errore si sia già ridotto al minimo se non allo zero è forte per tutti, Kastritis in primis, con la gara di Trento che si configura come primo momento della verità di questa stagione che tutti si aspettavano partisse in maniera completamente diversa.
Alessandro Burin
























