
Dici Pallacanestro Varese contro APU Udine e non puoi non dire Andrea Calzavara. L’attuale capitano della squadra friulana, infatti, porta con sé quel filo indissolubile che lo lega a livello personale ma anche cestistico, visto che si è formato ai piedi del Sacro Monte, con il mondo biancorosso e che sarà ancor più forte in un match, quello di domenica 8 novembre alle 19:00a Masnago, che ha sempre un sapore amarcord speciale.
Proprio Calzavara ci arriva in un ottimo momento, dopo aver siglato il proprio massimo di punti segnati in carriera in A1 (18) settimana scorsa nella vittoria contro Tortona per 86-77 che ha ridato anche grande entusiasmo a tutto l’ambiente bianconero, in vista di un match che si preannuncia molto aperto e che abbiamo iniziato a vivere proprio con il capitano dell’APU.
Con la vittoria contro Tortona è arrivato anche il tuo career high in Serie A: una giornata perfetta?
“Sì, esattamente. La sconfitta con Roma aveva lasciato qualche scoria che però siamo stati bravi a mettere da parte per lavorare bene in settimana e disputare un’ottima prova che ci ha permesso di conquistare i due punti”.
Come valuta questo inizio di stagione della sua Udine?
“Direi buono, in linea con le aspettative. Non abbiamo rubato nulla a nessuno, anzi, probabilmente abbiamo lasciato qualche punto per strada. La squadra è molto unita, stiamo lavorando bene e il gruppo è solido. C’è grande disponibilità da parte di tutti e in settimana lavoriamo nel modo giusto, quindi sono soddisfatto”.
Come vive il ruolo di capitano?
“Sento la responsabilità e mi piace molto. Come ho già detto altre volte, non è difficile essere capitano di questa squadra, perché tutti sappiamo cosa dobbiamo fare. È un ambiente in cui si sta bene. Chiaro, è facile dirlo adesso che le cose vanno bene, ma mi sento davvero a mio agio in questo ruolo”.
Si sarebbe mai aspettato, al secondo anno in Serie A, di diventare capitano di una squadra?
“No, però, appena ho capito come funzionavano le cose, ho sentito subito questo ruolo come mio. Ho un buon feeling con tutti, era una scelta che ci poteva stare. Mi hanno appoggiato tutti e questo ha sicuramente facilitato il mio compito”.
Siete una delle migliori difese del campionato. Qual è il segreto di questa compattezza?
“Secondo me stiamo lavorando molto bene durante la settimana e siamo tutti pronti a seguire le indicazioni del coach. Questo ci permette di mascherare anche gli errori dei singoli. Giochiamo una pallacanestro diversa rispetto a quella che oggi va per la maggiore e credo che questo ci stia dando tanti vantaggi”.
Il ritorno a Varese è sempre speciale per lei, quest’anno forse ancora di più perché ritroverà il suo grande amico Ikangi…
“Sì, è vero. È una persona che mi ha aiutato tanto durante il mio primo anno in Serie A e sono felice di ritrovarlo. Per me sarà importante affrontare questa partita da capitano, facendomi trovare pronto e con la testa al posto giusto. Varese è il luogo in cui sono cresciuto, quindi sarà una sfida speciale. Non ho bisogno di ulteriori stimoli”.
Che impressione le ha fatto Varese finora?
“Mi ha fatto una buona impressione. Secondo me è un’ottima squadra, composta da tanti giocatori talentuosi. Sa giocare la propria pallacanestro e, se le permetti di esprimersi, non si fa problemi a schiacciarti. Dovremo farci trovare pronti, continuare a fare della difesa il nostro punto di forza e non farci condizionare da un ambiente che sarà infuocato”.
La stimola il probabile confronto diretto con McDowell-White?
“Devo dire di sì. Quando arrivano giocatori stranieri per la prima volta nel campionato italiano, è sempre bello mettersi subito in mostra e confrontarsi con loro”.
Venendo alla partita di domenica, quali saranno le chiavi del match?
“Le chiavi saranno limitare le loro bocche da fuoco e rallentare i ritmi. Presumo che concedere loro meno tiri possibile sarà fondamentale. Dovremo essere bravi ad attaccare i giocatori che sappiamo di dover mettere in difficoltà. Varese è una squadra che, se la affronti nella giornata giusta, può diventare davvero difficile da battere”.
Alessandro Burin






















