
Se l’abito non fa il monaco, figuriamoci l’allenatore. Ma l’outfit di Mauro Zironelli alla vigilia della supersfida di domani con la Pistoiese (ore 14.30, stadio “Speroni”), rischia di rappresentare una dichiarazione di intenti. Casual. Come gli abbigli del thienese. “E’ una partita che si prepara da sola. Non possiamo sbagliare l’atteggiamento come a Pavia. Non è accettabile. La Pistoiese? Squadra ben allenata. I numeri parlano da soli”. A riprova dello spessore dell’11^ (e a dispetto del meno 7 in classifica), l’accenno di pretattica: “I disponibili? Non voglio regalare vantaggi. Dico che ne mancheranno 5. Benedetti? Proverà domani. Vedremo”.
Costante emergenza che spinge il tecnico biancoblu ad allargare ironicamente la rosa. “C’era spazio in distinta anche per qualche dirigente. Ma mi sono sembrati tutti a corto di condizione…“. Il DS Giovanditti presente in Sala Stampa fa buon viso a battuta di spirito. Infine, i tifosi. Il sostegno si è fatto sentire anche all’allenamento di rifinitura. Sempre Zironelli: “Ci ha fatto piacere. Ne avremo bisogno anche domani. E’ una spinta in più. In una partita che se potessi, mi piacerebbe giocare”. A questa mattina, venduti circa 150 tagliandi del Settore Ospiti. La cornice c’è. Così come una discreta attesa.
Sit tibi terra levis
Larger than life. Gigi Farioli era così. Incontenibile, spesso sopra le righe, ma con un senso dell’amministrazione della cosa pubblica difficilmente riscontabile nella politica attuale. Scomparso venerdì all’età di 70 anni, i funerali si sono celebrati questo pomeriggio (sabato) nella Basilica di San Giovanni. L’ex Sindaco (dal 2006 al 2016), Assessore e Consigliere Regionale non era certo il tipo da passare inosservato. Anche (se non soprattutto), nello sport dove ha condiviso pagine memorabili della città di Busto Arsizio. Dalla stagione del triplete della UYBA alle more tigrotte. La Pro Patria scenderà in campo domani con il lutto al braccio. Gesto semplice. Segno di sensibilità.
Lost in translation
Dal Chino al Cigno è davvero un attimo. Nel Zironelli Graffiti del post conferenza stampa c’è spazio per una spigolatura legata alla mezza stagione lagunare di Alvaro Recoba. Il mancino uruguayano atterrò come un alieno nel Venezia zampariniano trascinando i leoni alati alla salvezza con 10 reti da gennaio a giugno. Ebbene, pare che l’allora allenatore Walter Novellino fosse convinto che il nickname del prestito dall’Inter fosse Cigno (chissà mai perché), e non Chino (per via dei caratteri somatici). Tanto da regalargli (appunto), un prezioso cigno in vetro di Murano…pausa scenica. Che dire? Il buon vecchio calcio di provincia…
Giovanni Castiglioni






























