Poco meno di due mesi fa è nato l’Hockey Club Varese 1977, la prima Cooperativa Sportiva Dilettantistica a Responsabilità limitata del mondo dell’hockey che sta continuando il lavoro del precedente Hockey Club Varese. Chiusa da diverse settimane la stagione 2015/16, la società sta ora già guardando al futuro e ai mesi che verranno per costruire un roster competitivo e porre solide basi per la prossima annata anche dal punto di vista economico.

Di pari passo, inoltre, la dirigenza sta guardando con estrema attenzione a quanto la FISG (Federazione Italiana Sport Ghiaccio) sta decidendo proprio in questi giorni. In una conferenza stampa svoltasi a Milano martedì, Andrea Gios, Presidente della FISG, Tommaso Teofoli, responsabile del settore hockey della FISG, e Marcello Cobelli, Presidente di LIHG, hanno esposto il progetto del campionato federale della Inter Alps Hockey League in collaborazione con le federazioni di Austria e Slovenia. La proposta fatta prevede la nascita di un campionato di alto livello che si giocherà in Italia e che sarà pari almeno a quello di Serie A dello scorso anno.
Nella stessa sede, le cariche della FIGS hanno poi dichiarato: “Abbiamo poi pensato a una Serie B con almeno 48 partite all’anno e senza stranieri. Avremo poi una Serie C per società che non hanno la possibilità di fare due partite a settimana: vogliamo che continuino a giocare perché per noi sono un patrimonio. In aggiunta, lavoreremo anche a una revisione della programmazione giovanile impostando categorie under 14, 16, 19 e non più under 18 e 20 per ovviare a situazioni poco chiare verificatesi negli ultimi tempi“.

Le società che hanno partecipato nella passata stagione alla Serie B, tra cui Varese, non sono per nulla d’accordo su quanto proposto dai vertici della Federazione e, unanimemente, hanno chiesto di poter disputare un campionato sulla falsariga di quello di Serie B; dunque, un torneo ancora a 16 squadre e con partite fissate solo nei weekend e non con turni infrasettimanali, come ipotizzato dalla FISG, alle quali non potrebbero partecipare atleti non professionisti ma che nella loro vita, oltre a giocare a hockey, studiano o lavorano. Tutti i club della passata Serie B non hanno quindi intenzione di cedere alle richieste dall’alto e vogliono far prevalere la loro linea. E anche Varese e il suo presidente, Davide Quilici, porteranno avanti questa battaglia che potrebbe durare per le prossime settimane.

L.P.