
C’è poco da dire all’indomani del pareggio per 1-1 del Varese a Saluzzo, una trasferta che si conferma un autentico tabù per i colori biancorossi. Questa volta, va riconosciuto, l’abbaglio dell’arbitro (rigore inventato per i padroni di casa, come si evince dalle immagini) ha compromesso una partita che era in totale controllo; certo, c’è chi recrimina al Varese il mancato raddoppio che avrebbe messo definitivamente in ghiaccio la sfida, ma sarebbe ingeneroso non riconoscere la buona volontà profusa dai biancorossi che anche nei minuti finali hanno cercato (e sfiorato) il possibile gol vittoria. Purtroppo, vincere all’ultimo secondo non sempre riesce.
E così, se una settimana fa si respirava inevitabile entusiasmo, in quel di Varese sono tornati i silenzi. Il gap siderale dalla vetta (-11 dal Vado e -10 dal Ligorna) fa riflettere e le parole di Fabio Mentasti rispecchiano il sentimento generale: “Indipendentemente dal risultato di oggi per noi il campionato è finito a novembre“. Non troppo diverso il pensiero di Andrea Minelli: “Punto che fa rimanere nelle posizioni di rincalzo, dando per assodato che il campionato ormai è andato“, mentre il commento di Luca Papotti è condito da sana ironia: “Dai che la salvezza si avvicina“.
Tornando alla partita, soprattutto per chi era presente a Saluzzo, il rammarico è doppio e, non a caso, Giuseppe Marangon si limita a scrivere: “Pazzesco“. Gli fa eco Giovanni Forni: “Vedendo le immagini rigore inventato. A parte questo episodio, Varese solido e ben in campo, quindi due punti regalati dal fischietto. Avanti Varese“. Per il resto, come anticipato, in città non c’è troppa voglia di parlare di calcio. La stagione, almeno dal punto di vista dei risultati, appare compromessa e i tifosi biancorossi non sembrano aver intenzione di spendere troppe parole, almeno fin quando non cambierà il vento. Domenica prossima con il match casalingo contro la Lavagnese si chiuderà il girone d’andata: occasione per ragionare a bocce ferme.
Matteo Carraro


























