
Premessa: la Valenzana Mado con Montini è una squadra, senza il suo bomber (promesso sposo alla Reggina) è completamente diversa. Ciò non toglie comunque i meriti al Varese che per lunghi tratti è riuscito a trasporre in campo quella tranquillità indispensabile per poter vincere. Certo, i biancorossi sono ancora feriti da un mese nero e le scorie di quel periodo si vedono nel timore di certe giocate, ma nel freddo pomeriggio piemontese si è vista soprattutto la voglia di scrollarsi di dosso paure, pregiudizi e preconcetti per dimostrare di poter stare in alto. E di dover stare in alto.
La partita di ieri non è sicuramente stata una “bella partita” e anche a livello tecnico il Varese ha dimostrato in altre occasioni di poter fare di più; il 2-0 sulla Valenzana Mado è però forse la vittoria più bella proprio per come è arrivata, frutto di una gara sempre in controllo che, almeno dall’esterno, non ha mai dato l’impressione di potersi aprire alla rimonta della Valenzana. Le due occasioni più ghiotte (palo di West sullo 0-1 e traversa di Greco sullo 0-2) evidenziano i soliti limiti biancorossi sulle palle inattive, ma anche quelle situazioni (e c’è chi, giustamente, potrebbe parlare di fortuna) sono state “casuali”.
Al Varese resta la soddisfazione di aver sbancato un campo comunque difficile e di essersi regalato un’altra settimana di lavoro con il sorriso. Non a caso, il nostro lunedì social si apre con il commento di Roberto Speroni: “Finalmente una bella vittoria convincente! Forza Varese adesso avanti così“. Antonella Fidanza si gode il successo e si coccola un giocatore in particolare: “Grandi tutti ma soprattutto grande Malinverno“.
Solito realismo per Roberto Marasco: “Oggi, per me, è stata la miglior partita vista quest’anno. Possesso a tutto campo, pallino del gioco sempre in mano, aggressività, attenzione e concentrazione in difesa. Se vogliamo trovare il pelo nell’uovo, forse peccano di paura nell’osare il tiro in porta. Bravi ragazzi, non vinceremo il campionato ma potremo essere orgogliosi di portare le nostre bandiere in tutti i campetti che ci aspettano“. Marco Salisci si muove nella stessa direzione: “Bene così. Togliere un po’ di tensione sui ragazzi e giocare più in tranquillità può solo far bene all’ambiente. Poi quel che arriva arriva, senza fare proclami“.
Non poteva mancare il pensiero di Giovanni Forni: “Bella prova di carattere da parte della squadra. Ora avanti così, magari non vinceremo il campionato ma bisogna gettare le basi per il futuro“. Sentenza oggettiva che apre implicitamente al dibattito con la controparte, rappresentata da Marco Tigros: “Questa vittoria fa solo aumentare i rimpianti per l’ennesima stagione buttata via. Adesso che fare? Saranno tutte amichevoli per 5 mesi, per poi illuderci per l’ennesima estate?? Un’immane sofferenza per chi tifa il Varese“.
Inutile negare, infatti, che la sensazione di un “campionato buttato” sia costantemente presente tra la tifoseria biancorossa e, in una Serie D che (ad oggi) premia solo chi vince il girone, è difficile fare altri pensieri guardando al -12 del Vado. Detto questo la squadra ha il dovere di fare il massimo e restare il più possibile attaccata alle squadre di vertice (che, poco o nulla, comunque qualcosa concedono); e i tifosi, pochi o tanti, più o meno calorosi, saranno sempre al fianco della squadra.
Matteo Carraro


























