Un progetto di rigenerazione affidato a Maurizio Chiecchi, tante novità da amalgamare e un’ambizione chiara di lavorare sodo per tornare a competere ai piani alti. La Jeraghese ha cambiato pelle la scorsa estate e, gettatasi nella mischia di un Girone Z di Seconda Categoria che non fa sconti a nessuno, sta vivendo una stagione fatta di tanti alti e qualche basso. Periodi di vittorie convincenti si sono alternati a filotti di sconfitte che oggi collocano i rossoblù al settimo posto, a -4 dalla zona playoff e a -7 dal primo posto.

Il momento attuale è delicato: le due sconfitte consecutive contro Arsaghese e Azalee Gallarate hanno impedito alla Jeraghese di essere lassù per giocarsi il titolo di campione d’inverno. Un passaggio a vuoto arrivato dopo una striscia importante di risultati positivi e che impone riflessioni soprattutto dal punto di vista mentale. A tracciare il bilancio della prima parte di stagione è Nicolas Conti, difensore classe ’94, tornato a Jerago la scorsa estate per contribuire alla rinascita di un club in cui era già stato protagonista.

Dopo una bella serie di vittorie consecutive, le ultime due sconfitte sono per certi versi arrivate un po’ a sorpresa. Come si spiegano?
“Arrivavamo da quattro vittorie consecutive, per di più contro squadre che erano anche più in alto di noi, per quanto la classifica conti ben poco in questi discorsi. Poi sono arrivati due ko. L’ultima partita, per come la vedo io, abbiamo meritato di perderla perché le settimane precedenti, tra cambi di mercato e nuovi innesti, erano state abbastanza turbolente; pertanto, dobbiamo ritrovare serenità mentale e cattiveria”

Più che di rendimento altalenante, nel vostro caso sembra quasi di parlare di periodi altalenanti. Perché?
“Abbiamo iniziato discretamente bene senza mai perdere nelle prime cinque partite, poi siamo calati: non vedo nulla di preoccupante, ma una semplice e naturale flessione fisiologica. Non si gioca 11 contro 0 e bisogna sempre guardare anche agli avversari, per cui dico che siamo in linea con quelle che potevano essere le nostre aspettative”.

Certo è che gli ultimi sei punti persi pesano, anche perché potevate essere a -1 dalla vetta. La classifica però è ancora corta: che idea ti sei fatto del campionato?
“La classifica è corta sia sopra che sotto: siamo lì in mezzo e basta veramente poco per spostarsi. Il livello di quest’anno è molto livellato: non c’è una squadra che tutte le domeniche va a prendere la “materasso”, così come non c’è una squadra che spicca nettamente su tutte, anche se mi sarei aspettato questo ruolo dal Cistellum. Così non è stato e ciò dimostra, a maggior ragione dopo i risultati dell’ultimo turno con tante vittorie di squadre di bassa classifica, che ogni giornata è imprevedibile”.

Bilancio di metà stagione: che giudizio dai?
“Il bilancio è positivo, ma credo che questa squadra possa dare molto di più. Sono fiducioso nei miei compagni, nello staff e nel mister. Per quanto mi riguarda spero vivamente di riuscire a dare quella marcia in più per costruire qualcosa di importante”.

A tal proposito, a livello personale, come giudichi la tua stagione?
“Faccio fatica a dare un giudizio definitivo. Sono stato fuori tre giornate per infortunio: avevo iniziato bene, ora devo ritrovare la forma giusta per riuscire a dare quel contributo in più che tutti, giustamente anche in virtù dell’età e dell’esperienza, si aspettano da me”.

Sei tornato a Jerago quest’anno: cosa ti ha spinto a farlo?
“Il fatto che mi trovo da dio (ride, ndr). Ero già stato qui due anni, raggiungendo i playoff senza però riuscire a salire. Quando quest’estate mi hanno richiamato non ho esitato: conoscevo l’ambiente, il loro modo di lavorare e sono tornato a cuor leggero”.

Quali sono le aspettative per il girone di ritorno?
“Cercare di arrivare il più in alto possibile. Per come la vedo io, però, l’obiettivo primario è sempre quello di arrivare alla salvezza sicura: tutto quello che verrà dopo spero saremo pronti a prenderlo. Ad agosto tutte le squadre vogliono arrivare in alto, ma poi bisogna guardare la realtà del campo: entrano in gioco tanti fattori come rendimento, infortuni e squalifiche. Partiamo dal presupposto che la cosa più importante è la salvezza, poi puoi giocare con la mente libera e trovare quella scossa in più”.

Prima del girone di ritorno, però, c’è l’ultima sfida del 2025 contro un CAS Sacconago rigenerato, reduce dalla vittoria contro la capolista Cistellum.
“Non so bene cosa aspettarmi dal CAS perché non conosco i giocatori, ma di certo andremo lì per portare a casa i tre punti: serviranno la giusta mentalità e tanta cattiveria perché in Seconda Categoria, anche più della tecnica, conta proprio questo. Ognuno di noi dovrà lottare e mettersi al servizio della squadra”.

Matteo Carraro

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