
E’ un giorno storico in casa Pallacanestro Varese che annuncia la sottoscrizione di un aumento di capitale di 4,8 milioni di euro. Una mossa che porta così ad un alto livello di stabilità il club del CEO Luis Scola che, dopo questo aumento di capitale, tocca un valore complessivo pari a 12 milioni di euro.
Aumento di capitale di 4,8 milioni di euro suddiviso come segue:
– €300.000 da PV Ignis SRL
– €2 milioni da Paolo Orrigoni, tramite ovviamente una sua società
– €2.5 milioni dalla Varese Sport Entertainment
L’atto, che ha coinvolto il notaio Domenico Chiofalo e lo studio Attanasio-Baretti con studio Giulio Broggini, rappresenta un passaggio storico per il club biancorosso che mai come oggi raggiunge una solidità non scontata e che permette di aprire la seconda fase del progetto Scola. In questo, l’ingresso di un imprenditore fortemente legato al territorio come Paolo Orrigoni, AD di Tigros, aggiunge ulteriore lustro e valore al lavoro portato avanti da Scola e dal resto del management biancorosso.
A spiegare tutto questo è proprio il CEO biancorosso Luis Scola: “Questo aumento di capitale è lo step di un progetto che abbiamo fatto in un lasso temporale medio-lungo, un passaggio fondamentale per sviluppi futuri del piano che abbiamo ben in mente. Quello che crediamo è che questo aumento di capitale sia una dimostrazione del valore di quanto fatto fino ad oggi, ma soprattutto di fiducia da parte di chi ha sostenuto questo aumento di capitale”.
SULL’INGRESSO DI ORRIGONI: “Siamo molto felici di tutto questo ma è importante per me dire che il suo supporto non è una novità. C’è sempre stato da quando sono arrivato qui, per vicinanza, per sponsorship, per contatti. È stata una delle prime persone che mi ha accolto quando sono venuto qui, che mi ha chiamato quando abbiamo preso la squalifica di 16 punti, che negli anni ha aumentato la sponsorizzazione senza che gli venisse chiesto, ha quindi sempre dato il suo supporto in questi anni in maniera concreta”.
COSA ABBIA SPINTO ORRIGONI AD ENTRARE IN SOCIETÀ: “Non posso rispondere per lui. Ha un grande rapporto con il territorio e la gente di Varese vuole avere a che fare con ciò che riguarda il territorio. Anche per noi è importante questo: il settore giovanile, che ci costa 1 milione di euro all’anno, ne è una dimostrazione ed è uno degli asset più forti che abbiamo. Rispetto al progetto che lui sta portando avanti sull’area ex Aermacchi gli ho detto che sono molto contento di questa cosa, al di là di Pallacanestro Varese. Se riusciamo a fare qualcosa insieme possiamo solo che potenziare quello che già stiamo facendo. Se questo non dovesse succedere, lavoreremo lo stesso insieme”.
IL NUOVO CDA: “Il CDA sarà sicuramente formato da 6-7 persone e Orrigoni ne farà parte. VSE sarà presente con due persone (una è Paolo Perego, oggi Vicepresidente di Pallacanestro Varese) oltre a me e Toto Bulgheroni che già ne facciamo parte. In più abbiamo l’idea aggiungere una figura indipendente e non legata a nessuno ma in tal senso siamo in fase di valutazione, così come per PV Ignis a cui avevamo già fatto un’offerta per entrare”.
IL TEMPO CON CUI SI È FORMATA QUESTA NUOVA COMPAGINE: “Abbiamo iniziato a lavorarci dopo l’aumento di capitale di 18 mesi fa, ma la vera accelerata c’è stata 6-7 mesi fa”.
GLI ALTRI INVESTITORI STRANIERI PRESENTI: “Tutta l’ala VSE ha qualche presenza locale, ma il 90% del gruppo è formato da investitori stranieri. Ciò che ho notato in maniera forte è la crescita dell’interesse rispetto alla pallacanestro europea, anche grazie alla spinta del progetto NBA Europe, da parte di tanti investitori stranieri e questo non può che essere un bene per tutto il movimento”.
SULL’UTILIZZO DI QUESTE NUOVE RISORSE: “Crediamo che la squadra si costruisca con i ricavi, mentre con questi strumenti di finanziamento opereremo sulla crescita globale della società, che poi ci permetterà di allargare la base dei ricavi da poter utilizzare per rafforzare la squadra. In particolare vogliamo fare un investimento strutturale su Campus e palazzetto che, insieme alla foresteria, ci danno un’ancora strutturale molto importante. Cercheremo anche di finanziare la crescita strategica sull’area marketing, comunicazione, finanziaria e operativa, migliorandone la qualità. Investiremo sul settore giovanile e sugli strumenti che facciano crescere i ragazzi, mentre sulla parte sportiva intesa Prima Squadra abbiamo già investito in maniera importante quando siamo passati al 6+6 con l’arrivo di Iroegbu”.
GLI INVESTIMENTI SULLE STRUTTURE: “Per completare il secondo lotto di lavori del palazzetto stiamo valutando diverse alternative. Per quel che riguarda il Campus, invece, abbiamo un accordo raggiunto con la famiglia Bulgheroni, sempre gentile e fondamentale nel supporto alla nostra società: un progetto ibrido legato a diverse tecnologie che comprende la creazione di una palestra smart che misura il 100% dei movimenti dei giocatori; la riqualificazione di uffici e spogliatoi; tutta la creazione di un’area di gestione del settore giovanile e minibasket e tutta una parte commerciale per aumentare tutte le risorse non legate alla domenica, creando anche un’area Sport Science aperta a tutti. Gli uffici di Pallacanestro Varese saranno portati al Campus con un efficientamento dei costi (il costo del riscaldamento calerà del 30%) ed inoltre, costruiremo aree riunioni, hospitality, bar, sulla scorta di quanto già fatto qui al palazzetto”.
IL BILANCIO DI QUESTA PRIMA FASE DELLA SUA GESTIONE: “Sono contento, quasi sempre (ride, ndr). Penso che le cose stiano andando bene. A tutti noi oggi piacerebbe giocare in Europa, fare i playoff o vincere il campionato, è chiaro, sono però successe cose in questo periodo che erano inaspettate: da quello che abbiamo vissuto il primo anno che sono arrivato, alle 17 vittorie della stagione degli Immarcabili, alla penalizzazione che ci ha segnato molto. Noi in questa prima fase volevamo stabilizzare e lo abbiamo fatto creando il settore giovanile, aumentando la base di crescita e di ricavi. Il nostro obiettivo era avere cinque ragazzi del settore giovanile in Prima Squadra ed oggi dopo soli tre anni oggi sono già presenti in tre. Al di là dei sogni, in nessun piano c’era che in questa prima fase saremmo stati protagonisti sportivamente parlando. Ora, invece, parte una fase di sviluppo che può durare dai due ai quattro anni, nella quale vogliamo crescere sotto ogni punto di vista, compreso quello dei risultati sportivi”.
Alessandro Burin























