Per i fissati di numeri e ricorrenze (tra cui chi scrive), la chiusura del 2025 rappresenta anche la parola fine sul primo quarto di secolo del nuovo millennio tigrotto. Dal 2-0 sulla Triestina del 7 gennaio 2001 (improbabile doppietta di Melo Dato) allo 0-3 con il Renate del 20 dicembre scorso (e questa è storia più o meno nota). Nel complesso, 994 partite ufficiali in tutte le competizioni (79 nel biennio tra i dilettanti), con vittorie di poco superiori alle sconfitte (353 a 336). Soprattutto, 3 promozioni (2001/02 dalla C2, 2012/13 dalla Seconda Divisione, 2017/18 dalla Serie D), uno Scudetto Dilettanti (2017/18), 5 retrocessioni (2007/08, 2009/10, 2014/15, 2015/16, 2024/25), di cui 3 sbianchettate per successiva riammissione. Impossibile mettere insieme in poche righe un bilancio. Sia esso solo sportivo, societario o più ampiamente ambientale. Qui basti porre l’attenzione su statistiche complessive, match iconico, giocatore più rappresentativo e allenatore più influente. Giudizi personali. Ognuno (va da sé), potrà porli a paragone con i propri.          

I miei primi 25 anni

Regular season – 860 partite  (790 tra i pro, 70 tra i dilettanti)
299 vittorie  (257 tra i pro, 42, tra i dilettanti)
271 pareggi  (256 tra i pro, 15 tra i dilettanti)
290 sconfitte  (277 tra i pro, 13 tra i dilettanti) 
Playoff – 16 partite  (15 tra i pro, 1 tra i dilettanti)  (7 vittorie, 3 pareggi, 6 sconfitte)
Playout – 8 partite  (2 vittorie, 3 pareggi, 3 sconfitte)  
Coppa Italia – 16 partite  (4 vittorie, 2 pareggi, 10 sconfitte)
Coppa Italia Lega Pro – 84 partite  (37 vittorie, 24 pareggi, 23 sconfitte)
Coppa Italia Dilettanti – 4 partite  (una vittoria, un pareggio, 2 sconfitte)
SuperCoppa Serie C – 2 partite  (2 sconfitte)
Scudetto Dilettanti – 4 partite  (3 vittorie ed un pareggio)     
Partite ufficiali giocate in tutte le competizioni – 994
353 vittorie (35.5%) / 305 pareggi (30.6%) / 336 sconfitte (33.9%)
Presidenti  (9)  –  Alberto Armiraglio (2000-2008), Giuseppe Zoppo (2008/09), Luca Regalia (2009, Curatore fallimentare), Antonio Tesoro (2009/10), Savino Tesoro (2010/11, Proprietario), Massimo Pattoni (2011, Amministratore unico), Pietro Vavassori (2011/14), Emiliano Nitti (2015/16), Patrizia Testa (dal 2016)
Allenatori  (32)  –  Gianfranco Motta, Carlo Muraro, Patrizio Sala, Gian Cesare Discepoli, Marco Rossi, Loris Dominissini, Franco Lerda, Giuseppe Manari, Vincenzo Cosco, Raffaele Di Fusco, Gianluca Gaudenzi, Raffaele Novelli, Giovanni Cusatis, Aldo Firicano, Alberto Colombo, Luís Oliveira, Aldo Monza, Marco Tosi, Marcello Montanari, Paolo Tomasoni, Alessandro Oliva, Angelo Mastrapasqua, Alessio Pala, Roberto Bonazzi, Ivan Javor?i?, Luca Prina, Massimo Sala, Jorge Vargas, Riccardo Colombo, Massimiliano Caniato, Leandro Greco, Francesco Bolzoni  

Partita del terzo millennio

21 giugno 2009. Pro Patria – Padova  1-2 
Gira e rigira si torna sempre lì. Al feticcio metafisico della tifoseria biancoblu. Lo Speronazo per definizione della storia tigrotta. Stagione romanzesca (rosa titillante nelle more societarie, Il Grande Bluff di Zoppo prima di fallimento e fragoroso subentro dei Tesoros), 3.761 spettatori in via Cà Bianca per una gara che può segnare il ritorno in cadetteria dopo 43 anni (ultima partecipazione 1965/66). Dopo lo 0-0 dell’Euganeo, alla Pro Patria basterebbe un pari per garantirsi la promozione. Uomo in più per un tempo abbondante (rosso a Di Venanzio al 42’), ma Di Nardo sullo stomaco per one/two punch in 360’’ (nella foto). La rete di Urbano è solo un’amarissima illusione. La scatola nera di quel disastro non è mai stata ritrovata.             

Pro Patria – Padova  1-2  (0-0)
Marcatori: Di Nardo (P) al 35? e al 39?, Urbano (PP) al 42? st
Pro Patria: Giambruno, Music, Barjie (39? st Melara), Pisani, Urbano, Correa (36? st Mosciaro), Cristiano (22? st Zappacosta), Dalla Bona, Toledo, Do Prado, Fofana. A disposizione: Anania, Polverini, Morello, Migliorini. Allenatore: Franco Lerda
Padova: Cano, Petrassi, Di Venanzio, Cesar, Faisca, Pederzoli (24? st Rabito), Baccolo, (42? pt Falsini) Bovo, Varricchio, Patrascu, Di Nardo (42? st Gentile). A disposizione: Facchin, Bianchi, Baù, Filippini. Allenatore: Carlo Sabatini
Arbitro: Nasca di Bari (Santuari – Fortarezza) – Quarto ufficiale di gara: Massa
NOTE: terreno in perfette condizioni  Espulso Di Venanzio (P) al 42’ pt per doppia ammonizione  Ammoniti: Cristiano, Do Prado, Urbano, Correa (PP); Petrassi, Di Nardo, Varricchio, Rabito (P)  Angoli: 6-2  Recupero: 1’ pt / 4’ st  Spettatori: 3.761 paganti (650 Settore Ospiti)                     

Giocatore più rappresentativo

Matteo Serafini
Il suo cruccio rimarranno sempre le 199 presenze in Campionato (191 in stagione regolare più 8 in post season). Ne sarebbe bastata solo una di più per la cifra tonda. Sia come sia, Matteo Serafini (212 caps in tutte le competizioni con 75 reti siglate, 73 in regular season), resta il giocatore e capitano più rappresentativo di questo quarto di secolo biancoblu (tra i primi 20 della storia per presenze, terzo dopo Carletto Reguzzoni e Turconi II per gol segnati). Altri (Zaffaroni, Tramezzani e in tempi recenti Colombo, Fietta e Le Noci), hanno incarnato lo spirito tigrotto. Ma nessuno come Nonno Teo (a Busto dal 2009 al 2015), ha saputo reggere il peso delle aspettative, la tagliola delle iniziali (meritate) critiche, la bandiera dell’etica nelle nefandezze del Dirty Soccer ed oneri ed onori di sconfitte e vittorie. Hombre vertical. Come pochissimi.                   

Allenatore più influente

Ivan Javor?i?
Da quel 17 aprile 2017 (data del suo approdo allo “Speroni”), 156 gare in tutte le competizioni (la società ne assegna una di più contando entrambe le sfide con il Pro Piacenza del 2018/19), meno 10 da Pietro Magni e meno vattelappesca dal mitologico Imre Ianos Bekey. Sul podio del club, una promozione dalla D, uno Scudetto dilettanti, 3 playoff conquistati, una percentuale di vittorie in C del 36,50%, e (soprattutto) un parco giocatori valorizzato tecnicamente ed economicamente come da mission aziendale. Priorità per un allenatore di una società come la Pro Patria che impone di contabilizzare a bilancio la crescita sul campo. Compito che Ivan Javor?i? ha svolto in modo encomiabile (esemplare al riguardo la monetizzazione di Gatti). Negli ultimi 25 anni, altri tecnici hanno illuminato la scena (Carlo Muraro e Aldo Firicano per le promozioni, Franco Lerda per la qualità del gioco), ma nessuno più dello spalatino ha rappresentato un valore aggiunto per incisività tecnica ed empatia con l’ambiente. Non a caso, 4 delle 15 stagioni (nelle ultime 25) cominciate e portate a termine dallo stesso allenatore portano la firma di Ivan Drago. Il suo congedo dallo “Speroni” (datato 8 giugno 2021), assolutamente in linea con lo spessore del professionista: “La mia storia con la Pro Patria è cominciata con il rispetto, si è evoluta con il duro lavoro e, infine, è diventata una storia d’amore, un sentimento intimo che non ha bisogno di essere gridato. Un semplice e profondo GRAZIE a chi ha condiviso con me questi quattro anni. Alla Presidentessa, al Direttore, a tutte le persone che lavorano all’interno della Società, ai miei collaboratori e a tutti i miei giocatori. GRAZIE ai tifosi bianco-blu che mi hanno conquistato con i loro cori e i loro striscioni e con la loro pura passione per questi magici colori. Per sempre, figlio della Pro Patria

Giovanni Castiglioni

Articolo precedentePallacanestro Femminile Varese: Mainini Top ma per sognare serve maggior continuità
Articolo successivoIL PAGELLONE – Gorla & Marnate da piani alti, Valceresio sul treno, Antoniana pronta a salirci. Carbone per Olimpia e Valle Olona

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui