
E’ tempo di riflettere ma soprattutto di agire in casa Pallacanestro Varese, con il club chiamato a porre rimedio ad una situazione ambientale ed anche di classifica sicuramente complicata dopo un inizio di stagione da 2 sole vittorie in 9 partite e la contestazione della piazza scatenatasi dopo la sconfitta per 59-66 contro Udine domenica.
Azioni che sono già iniziate ieri, con il saluto ufficiale a Moody e che proseguiranno nei prossimi giorni, con la società di Piazzale Gramsci intenta a regalare un elemento di valore a coach Kastritis in vista della ripresa del campionato, che vedrà i biancorossi subito impegnati in una doppia trasferta molto probante, contro Cremona e Brescia. A chiarie la situazione è il GM Zach Sogolow.
Sogolow che commenta dà alla prova di domenica della squadra?
“Non mi aspettavo una cosa del genere. La squadra non ha mollato, abbiamo lottato in difesa come i soli 66 punti segnati da Udine dimostrano ma non può certo bastare. Se tiriamo con 3/29 da tre è praticamente impossibile vincere contro chiunque ma non solo, perché le scelte di tiro, in primis, sono state sbagliate. E’ stata una giornata così, abbiamo insistito molto tutta la settimana sul fatto che Udine sarebbe venuta qui con il coltello fra i denti e che per noi sarebbe dovuto essere lo stesso. I giocatori lo hanno capito solo a metà. Abbiamo preso troppe scelte sbagliate, con i giocatori che hanno giocato più per mettersi in mostra singolarmente che giocando di squadra o credendo nel sistema di gioco. Ci sono poi anche i meriti di Udine, chiaramente, però basta pensare che se invece che un drammatico 3/29 avessimo chiuso la partita con un altrettante drammatico 6/29, avremmo vinto e questo dà la dimensione delle responsabilità che abbiamo avuto nella sconfitta”
Kastritis in conferenza ha parlato di un approccio sbagliato non solo alla partita ma in generale alla settimana. Pensa che questo sia stato anche dovuto ad una sorta di rilassamento ingiustificato post derby?
“Secondo me no, altrimenti non avremmo difeso come abbiamo fatto. Nel derby giocare per sé stessi era impossibile, perché è una partita che ti porta a giocare per i compagni, per i tifosi, per la città, mentre con Udine, ripeto, penso che il problema sia stato che tanti giocatori hanno pensato più a loro stessi che al bene della comune della squadra”.
Qualche giorno fa, nonostante un inizio di stagione complicato, avete annunciato il rinnovo fino al 2028 di coach Kastritis. Perché questa tempistica e soprattutto perché questa scelta?
“Noi abbiamo sempre una visione a lungo termine. Il coach condivide con noi piani ed obiettivi e questo per noi è fondamentale. Abbiamo scelto di rinnovargli il contratto prima del derby, anche se poi l’abbiamo annunciato dopo, perché volevamo dare un segnale forte a staff e giocatori. Non è una partita che cambia la valutazione che abbiamo di Kastritis, un allenatore che stimiamo per professionalità, attitudine al lavoro, dedizione e metodo. In più è una persona molto intelligente ed aperta, che ama studiare e crescere, tutte qualità che apprezziamo. Il modo che abbiamo di giocare, che è un pò particolare, sarà questo anche nei prossimi anni grazie a questa scelta”.
2 vittori in 9 partite. Vi aspettavate un inizio di stagione così, anche al netto del calendario?
“Sicuramente speravamo di essere più avanti in classifica. Dobbiamo essere delusi di avere uno score simile, in questo momento, tra vittorie e sconfitte. Vogliamo giocare rendendo orgogliosi noi stessi, i tifosi e la città e finora non lo abbiamo fatto, sia quando abbiamo perso sia quando abbiamo vinto, vedasi la vittoria con Sassari. L’obiettivo è arrivare a giocare sempre come contro Venezia, Bologna o Tortona, ovviamente vincendo. Questo è quello che vogliamo ed è quello che ci ha lasciato frustrati dopo la partita di domenica, dove abbiamo fatto bene in difesa ma abbiamo sbagliato quasi tutto in attacco”.
Ieri avete operato la prima mossa sul mercato, rescindendo con Moody…
“Era la scelta giusta da fare per entrambe le componenti in gioco. Stefan ha capito molto bene la situazione ed è stato male nel non riuscire a ripagare la fiducia datagli. E’ stata una scelta ovvia in questo momento. Vogliamo cercare il giocatore giusta al posto giusto, ci abbiamo provato almeno due tre volte in queste settimane a prendere un altro giocatore ma tanti volevano attendere questa finestra per scegliere, ora ci siamo”
Ed allora quale sarà il profilo su cui andrete? Un esterno che sostituisca Moody non solo a livello numerico ma anche tecnico e tatticoo un’ala più fisica per aggiungere presenza e solidità anche sotto le plance?
“Le ragioni per prendere qualcuno più fisico sarebbero legate allo stare meglio in difesa o nel prendere più rimbalzi. Pensiamo di avere, più o meno, risolto questi due problemi già con l’apporto dei nostri esterni e con l’accoppiata Renfro-Nkamhoua. Invece con Udine, ad esempio, il problema per me è stato il non avere un altro scorer primario al posto di Iroegbu, che è stato ben ingabbiato ed il nostro obiettivo, quindi, è quello di trovare un giocatore di questo tipo, che abbia soluzioni offensive, che guidi la transizione, che attacchi il ferro ed alzi il numero di possessi della squadra. L’obiettivo è ovviamente avere questo giocatore subito, se il profilo migliore non si trovasse, potremmo anche pensare di prendere comunque qualcuno magari a gettone anche se non vogliamo prendere tanto per prendere, ma vogliamo cercare di dare stabilità al gruppo squadra”.
Alessandro Burin























