Chi si è inventato le Survivor Series di atletica, tornate in scena a Busto Arsizio, merita un plauso per la sua genialità. Importare nel mondo della corsa campestre un format caro ad alcuni sport invernali e in generale a discipline molto giovani “e per giovani” è stata un’idea davvero indovinata e lo si è visto anche domenica 30 novembre, con tantissime presenze al via per la prova di qualificazione e poi per il tabellone a eliminazione diretta fino alla finale a 8. Una formula che ha il pregio di tenere sul chi vive fino all’ultimo, regalando anche esiti inattesi.

La finalissima sui 1.200 metri ha fatto registrare la doppietta dell’Aeronautica con Simone Valduga primo in 3’12” davanti a Giovanni Lazzaro, a 2”. Terzo posto per Thomas Monnetti (Prosport Atl.Firenze) a 5” ma con un pizzico di rammarico dopo che aveva fatto registrare il miglior tempo in qualificazione, dove il vincitore Valduga era stato appena 23°. Fuori dal podio Leo Paglione (Atl.Firenze Marathon) a 6” e Cesare Caiani (Atl.Brugnera Friulintagli) a 7”.

In campo femminile successo finale per Lorenza De Noni (Atl.Silca Conegliano) in 3’44” a precedere Martina Canazza (Bracco Atl.) di 3” e Giulia Menegale, compagna di colori della vincitrice, a 4”. Solo quinta Deborah Oberle (Cus Insubria Varese Como) che aveva fatto registrare il miglior tempo in qualificazione. Per la Pro Patria ARC una giornata da ricordare con l’invito a portare avanti questa formula che potrebbe rivoluzionare il mondo della corsa campestre alle porte di decisioni importanti anche a livello internazionale.

Redazione

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