La scorsa settimana Luca Manfrin aveva lanciato la sfida dei nove punti spronando il Varese Femminile a vincere le ultime tre partite del 2025 per regalarsi un Natale con il miglior sorriso possibile. Le biancorosse di Christian Faccone hanno risposto alla grande, andando a ribaltare il Bresso nel finale per un 3-2 che ha avuto il sapore di liberazione dopo tre sconfitte consecutive. Vittoria che ovviamente non placa la fame di un Varese sempre pronto a guardare avanti per continuare il proprio processo di crescita e, quest’oggi, tocca al factotum biancorosso Claudio Vincenzi compiere la sua analisi sulla prima parte della stagione.

Innegabile ammettere che i due scontri d’alta classifica, soprattutto il ko del tutto immeritato contro la Doverese, abbiano lasciato in eredità un bel po’ di amarezza, qualche infortunio, fortunatamente non gravi ma che hanno forzato alcune scelte di gioco, e un lieve calo fisico, del tutto comprensibile a questo punto della stagionesentenzia il dirigente biancorosso. Ciò ha condotto ad una prestazione sicuramente non brillante, soprattutto nel secondo tempo, contro la Rhodense che ha allungato a tre la striscia di sconfitte consecutive“.

La reazione, però, è stata quella di una grande squadra e, non a caso, Vincenzi prosegue: “Quella di Bresso era una sfida che si presentava con estreme difficoltà dal punto di vista mentale: non avevamo potuto recuperare al100% le infortunate, si era aggiunto qualche ulteriore acciacco influenzale e le premesse non sembravano essere delle migliori. Una quarta sconfitta sarebbe stato un duro colpo da metabolizzare. Forse anche per questo motivo l’approccio non è stato dei migliori, ma l’autorete è servita da stimolo per pareggiare immediatamente mettendo in mostra una squadra viva fisicamente seppur parzialmente bloccata a livello mentale. Nel primo tempo, infatti, abbiamo subito il gioco avversario, ma l’intervallo è stato propedeutico a trovare il giusto equilibrio: nella ripresa si è vista un’altra squadra, e sottolineo con forza il termine squadra, per intensità, caparbietà e voglia di portare a casa non un risultato utile, bensì la vittoria“.

A decidere la sfida, l’ultima arrivata, Raffaella Gippini, “giovanotta” classe ’77. “In un gruppo come questoprosegue Vincenzi , che fa dell’unione la propria forza, chiunque può esprimersi al meglio. Raffaella è un esempio per tante, un profilo che per noi è un autentico valore aggiunto. Fino all’anno scorso avevamo il “Cap” (Francesca Vaccaro, ndr), a sua volta esempio di pari valore tecnico e morale; quest’anno Raffaella, in punta di piedi, si è messa a disposizione allenandosi con costanza fino al momento del suo tesseramento e, una volta chiamata in causa, ha voluto contribuire e dimostrare quanto potesse dare. Non è chiaramente la sola, perché a Bresso si è vista una squadra vera e la giusta determinazione per raggiungere nuovi obiettivi. Il triplice fischio è stato una liberazione”.

I prossimi step, Città di Brugherio (in casa) e Fiammamonza (in trasferta), dovranno confermare i buoni propositi e fungere da trampolino di lancio per un 2026 che si aprirà con il botto: tre partite di Coppa Italia (Real Trezzano, Rhodense e Virtus Cantalupo) per guadagnarsi un posto in semifinale. “Affronteremo la Coppa con il massimo rispetto per gli avversari conclude Vincenzi. Riteniamo che la qualificazione sia alla nostra portata, ma le ragazze dovranno lavorare sodo per recuperare le energie dopo l’ultimo periodo davvero intenso. Una “rivincita” contro la Rhodense sarebbe di buon auspicio per riequilibrare subito il conto, ma prima di tutto il nostro focus è sul campionato“.

Matteo Carraro

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