Riavvolgendo il nastro per tornare alla scorsa estate, il parterre di partenza del Girone Z di Seconda Categoria si presentava come un autentico rebus da sbrogliare con parecchie squadre candidate al ruolo di alta (altissima) classifica. Tra queste, a ragion veduta, l’Angerese andava inserita. A vincere, però, è una sola e, con una concorrenza così elevata, era pressoché naturale che qualche big venisse tagliata fuori.

È stato proprio il caso dell’Angerese. I rossoblù, che a metà della scorsa stagione avevano accolto in panchina un profilo fuori categoria del calibro di Luciano Cau, oltre a rinforzarsi non poco sul mercato, erano attesi tra i protagonisti di questo campionato. Invece, dopo la pareggite di inizio stagione (quattro “X” consecutive) e tre splendide vittorie di fila, qualcosa si è inceppato: da quel momento un solo pareggio, due vittorie e ben sette sconfitte che hanno relegato l’Angerese ai margini della zona playout a +4 sul CAS Sacconago.

“Sicuramente siamo al di sotto delle nostre aspettative – conferma con lucidità il centrocampista classe ’00 Stefano Magistri –: purtroppo ci sono state tante partite in cui abbiamo giocato bene e creato tanto, senza portare a casa il risultato pieno. Viceversa, va ammesso, abbiamo vinto qualche partita che forse non meritavamo. Sappiamo di aver fatto malino per quelle che erano le nostre possibilità, ragion per cui dobbiamo rimboccarci le maniche e fare un buon girone di ritorno”.

In particolare, dopo aver chiuso bene il 2025, l’inizio del 2026 non ha portato i risultati sperati.
“Sì, ed è un gran peccato perché avevamo terminato il girone d’andata con una bellissima vittoria sul Torino Club. Contro l’Olgiate in casa abbiamo perso giustamente perché non è stata una partita all’altezza, mentre ad Arsago si è ripetuto il canovaccio visto troppe volte in stagione: giusto spirito e buon gioco, ma nessun gol e il rammarico di non aver vinto una partita alla portata”.

Cosa è mancato?
“A livello offensivo siamo bene o male in linea con chi sta sopra; la differenza è data dalla mancanza di equilibrio generale tra attacco e difesa, perché raramente riusciamo a mantenere il vantaggio. Il fatto di non chiudere le partite è un fardello che ci stiamo portando dietro da parecchio”.

Dopo una vita a Ispra tra Prima Categoria e Promozione hai scelto di passare all’Angerese in Seconda Categoria. Come ti stai trovando e, nello specifico, che stagione stai vivendo?
“Sono venuto ad Angera nel dicembre 2023 soprattutto per motivi personali. Inutile sottolineare che mi trovo benissimo: è una bella piazza, con una società seria e un ottimo gruppo. Nelle ultime sessioni sono state prese persone serie, a cominciare dall’allenatore e da giocatori del calibro di Brovelli (insieme nella foto a destra festeggiando la Promozione con l’Ispra) e Verde che ben conosco. Quest’anno, per le mie qualità e il background che mi porto dietro, sto avendo un rendimento un po’ sottotono: bene e male, esattamente come la squadra nel suo insieme. Il campionato, in tal senso, non aiuta: forse manca una schiacciasassi ma, per quanto ho visto fin qui, sono tutte squadre ben organizzate che hanno punti di forza importanti. Il fatto che la maggior parte delle rivali arrivi da Busto garantisce forse un bacino d’utenza maggiore rispetto al nostro”.

Hai giustamente parlato del mister. Un tecnico d’esperienza del calibro di Luciano Cau come sta interpretando e come vi sta facendo vivere questo momento?
“Innegabile che a livello di squadra abbiamo avuto momenti di difficoltà: il mister è sempre stato eccezionale nel fare gruppo e nel non aver mai mollato, al pari della società. Dobbiamo ascoltarlo la domenica, il martedì e il giovedì e restare più uniti possibile perché solo così ci risolleveremo. E, a proposito di alchimia di spogliatoio, lui è maestro nel gestire ogni situazione dentro e fuori dal campo, anche e soprattutto nei momenti difficili”.

Focus sulla prossima partita: quanto sarebbe importante vincere il primo match del 2026 contro l’Azalee Gallarate?
“Sarebbe fondamentale, ma ricordiamo che ogni domenica sarà una lotta perché posso assicurare che il girone di ritorno è sempre un altro campionato e, a maggior ragione in girone del genere con individualità importanti, ogni squadra lo dimostrerà. All’andata non c’ero, ma è stata una di quelle partite in cui ci è mancato il guizzo: sarà un match a campo aperto visto che la loro difesa è molto alta, ma sarà soprattutto una sfida da vincere per festeggiare con i nostri tifosi. Come dicevo, la piazza di Angera è particolarmente calda: il pubblico non manca mai e crea sempre un bel clima che può e deve fare la differenza”.

Qual è pertanto l’augurio per il girone di ritorno?
“Vincerle tutte mi sembra complicato (sorride, ndr), anche perché sono uno a cui piace sognare, ma tenendo i piedi a terra. Vorremmo riuscire a mangiare qualche punto a chi ci sta davanti e dovremo essere bravi soprattutto a vincere gli scontri diretti: puntiamo ad aumentare lo score e a salire il più possibile. Vedo la Jeraghese a quota 30: riempire quel gap di 10 punti ci avvicinerebbe al sesto/settimo posto, in orbita playoff. Sarà durissima, ma proveremo a farlo, sempre guardando alle nostre spalle perché l’obiettivo primario è allontanarci da chi ci insegue”.

Matteo Carraro

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