
Dietro retorica e frasi fatte c’è sempre un fondo di verità. E se si continua a dire che il girone di ritorno è un altro campionato rispetto al cammino d’andata, un motivo c’è. In particolare, poi, le ultime giornate aumentano il fattore imprevedibilità e non è un mistero trovare squadre di media-bassa classifica ottenere risultati eclatanti.
In questo contesto, pertanto, non stupisce la striscia positiva dell’Azalee Gallarate che nelle ultime cinque giornate ha raccolto la bellezza di undici punti assicurandosi ad oggi la possibilità di giocarsi la salvezza ai playout (sarebbe sfida all’Ardor). Restano però ancora cinque giornate per chiudere il Girone Z di Seconda Categoria (con una forbice di soli cinque punti tutto può succedere) e la matricola rossoblù, che si era affacciata alla stagione con ben altri obiettivi, ha ancora tanto da dire.
E Stefano Magnaghi individua subito il primo aspetto da ribadire. “Abbiamo ripreso a divertirci – sottolinea con fermezza il difensore classe ’97 –, una cosa che era mancata nel girone d’andata e all’inizio del ritorno. Siamo consapevoli di poterci salvare e, con i risultati a favore, stiamo vivendo con più serenità questo periodo”.
Per l’appunto, a inizio stagione le ambizioni erano altre: cosa non ha funzionato?
“Non abbiamo avuto la mentalità e l’umiltà che una neopromossa deve avere. Abituati al cammino dello scorso anno pensavamo che i risultati potessero arrivare facilmente, ma così non è. Ci siamo confrontati, abbiamo capito di dover cambiare mentalità, di dover correre di più, di essere più umili e che per salvarsi serve anche molto altro. Le batoste ci hanno portato al punto di non ritorno: eravamo quelli dello scorso anno, anche con qualche ingresso che ha aumentato la qualità, e non potevamo continuare quel trend negativo perché sapevamo di poter meritare di più. Abbiamo alzato il livello nel momento opportuno, ma la stagione è ancora ben lontana dall’essere conclusa e, ad oggi, non abbiamo fatto nulla”.
Il 3-0 sul Lonate Pozzolo, al netto delle difficoltà avversarie, è la chiara dimostrazione di quanto hai appena detto.
“Esatto. Quella di domenica è stata una partita impegnativa da un punto di vista fisico perché contro il Lonate abbiamo sempre vissuto sfide maschie e così è stato anche questa volta. A differenza delle altre partite, però, siamo andati subito in vantaggio nel primo tempo riuscendo anche a raddoppiare e indirizzare la sfida. Voglio però fare un applauso al Lonate perché, al netto di tutto, non ha mai smesso di lottare”.
Guardando avanti, vi aspettano altri due scontri diretti fondamentali.
“Le partite contro CAS e Borsanese saranno importantissime, ma non dobbiamo dimenticare che poi ce ne saranno altre tre di pari valore contro Cistellum, Jeraghese e Mercallo. Più il livello si alza più siamo obbligati a rispondere di conseguenza: sarà difficile continuare a fare punti, ma è sempre bello confrontarsi con realtà del genere che, a loro volta, sono in lotta per altri obiettivi. Detto questo, al momento il focus è esclusivamente rivolto al CAS: anche loro stanno risalendo rapidamente la classifica e sono certo che verrà fuori una bella partita tra due squadre in un ottimo momento di forma”.
Ti aspettavi un campionato del genere?
“Alla luce di come si erano sviluppate le prime giornate mi aspettavo un po’ più di equilibrio, in primis da parte nostra. In ogni caso, i valori sono quelli che restituisce la classifica: Samarate e Cistellum hanno qualcosina in più, le inseguitrici è giusto che si giochino i playoff e noi, al pari delle dirette contendenti, dovremo sudare per dimostrare di meritare la categoria. Crediamo nella salvezza diretta? Una forbice di cinque punti si può costruire in due partite e si può aprire in un senso o nell’altro: al momento siamo alla pari con l’Ardor e, senza calcoli, dobbiamo solo fare più punti possibili da qui alla fine”.
Arrivi da due promozioni consecutive dalla Terza alla Seconda Categoria: come vivi la lotta salvezza?
“Con tanti stimoli. Dopo la vittoria del campionato con il Samarate sono passato all’Azalee, società nella quale mi sono trovato benissimo: non ho avuto dubbi a restare, anche perché, inutile nasconderci, gli obiettivi di inizio stagione erano ben altri. La realtà della Seconda Categoria ci ha però fatto capire che prima di tutto serve consolidarsi, non basta solo la qualità, ma mettere in campo anche tanta quantità: l’augurio è di non aver fatto lo switch troppo tardi”.
Come vivrete il rush finale?
“Senza caricarci di troppe pressioni: l’ambiente è sereno, il presidente è una persona incredibile, una delle più buone che io abbia mai visto nel mondo del calcio, e questo si riflette sulla squadra. Quando le cose vanno male spesso la testa del mister è quella che salta: il nostro gruppo, invece, è sempre rimasto unito, continuando ad allenarsi a ranghi compatti anche quando i risultati non arrivavano. Vogliamo dare tutto per ripagare la fiducia che mister e società hanno in noi”.
Matteo Carraro




























