Torna finalmente alla vittoria il Rugby Varese. Grande prova dei biancorossi che vincono sul campo del Rugby San Mauro 41-32. Nonostante l’inferiorità numerica, sia nel primo che nel secondo tempo, Varese è riuscito inizialmente a costruirsi un buon margine di punteggio dagli avversari, che sono poi stati bravi a ridurlo, anche grazie ad una serie di errori degli ospiti. Il risultato finale però, grazie ad una fase difensiva importante, ha permesso alla squadra allenata da mister Mamo di portarsi a casa la vittoria e 5 punti importantissimi che faranno senz’altro bene, anche in vista delle prossime sfide. L’Unione Monferrato Rugby sarà l’avversario della prossima giornata: gara sulla carta molto difficile dato che si tratta della seconda in classifica. Varese, però, non si dà per vinta in partenza e spera di ottenere un risultato positivo sfruttando l’entusiasmo scaturito dall’ultimo incontro.

In attesa della sfida, è intervenuto ai nostri microfoni l’MPV biancorosso dell’ultimo match, Filippo Bellomi, che ci ha parlato di ciò che di buono può portare una vittoria come quella ottenuta contro San Mauro, ma anche di quello è stato il suo percorso di crescita: dagli inizi in questo sport, fino ad arrivare al Rugby Varese, squadra e società a cui tiene molto e che spera di portare il più in alto possibile.

Partiamo dall’ultimo match contro San Mauro: una vittoria molto importante che mancava da un po’, che valore ha questo successo per voi?
“Sicuramente ha un valore molto importante, soprattutto dopo una serie di sconfitte. Si è finalmente vista la costanza che abbiamo messo negli allenamenti e tutto ciò che stiamo facendo con Mister Mamo…siamo molto contenti. Ci prendiamo questa buona prestazione e ora bisogna continuare così anche nei prossimi match”.

Cosa pensa abbia fatto la differenza in questa partita, rispetto alle precedenti uscite in cui non avete trovato la vittoria?
“Sicuramente è stata una questione più mentale che tecnica: dal punto di vista tecnico stiamo migliorando sempre di più, ogni settimana e in ogni partita, nonostante le sconfitte. La differenza credo l’abbia fatta la testa, il fatto di mantenere il focus per 80 minuti e non mollare per tutta la partita, questa è stata la cosa fondamentale”.

È stato nominato MPV della partita, è soddisfatto del premio ricevuto e del suo percorso fino ad oggi?
“Sono molto contento, anche perché gioco qui da due anni e ho visto tanti miglioramenti. È sicuramente una bella sensazione ricevere il premio di MPV di giornata, soprattutto in questo momento del campionato, che è quello un po’ più difficile per una serie di partite pesanti ogni domenica; questo dimostra che il percorso che stiamo facendo è valido e ci può portare a toglierci delle soddisfazioni”.

Guardando alla prossima sfida contro Monferrato, un match sulla carta sicuramente complicato, con quale spirito lo affronterete, anche alla luce della vittoria ottenuta?
“Sicuramente con una certa serenità. Nonostante affrontiamo la seconda in classifica, niente ci spaventa, siamo pronti a lottare e a combattere nel migliore dei modi. Dopo una vittoria siamo molto più contenti, quindi si può entrare in campo con il sorriso e con l’idea che se l’abbiamo fatto una volta, si può rifare. Siamo molti concentrati sull’obiettivo e speriamo che da parte di tutti ci sia la testa giusta fin dal primo minuto, soprattutto alla luce di una vittoria del genere, anche per com’è venuta. Si sono viste cose molto buone che dovremo cercare di replicare e anche se si gioca contro una squadra difficile come Monferrato, sicuramente possiamo dire la nostra”.

Riguardo invece alla sua passione per il rugby, ci racconta com’è nata e come si è sviluppata negli anni?
“È nata quando ero alle scuole medie. Prima ero un giocatore di calcio, facevo il portiere. Il primo anno ero un po’ intimorito, soprattutto venendo da un altro sport; il secondo, purtroppo, mi sono rotto il braccio, quindi, non ho potuto iniziare; il terzo è stato quello decisivo, da lì ho iniziato e fin da subito mi sono innamorato di questo sport e di tutto quello che comporta. Ho iniziato a Tradate e sono andato avanti lì fino a due anni fa, quando ho deciso che volevo fare uno step in più; proprio per questo ho scelto di venire a Varese, per avere quel qualcosa in più che credevo di meritarmi. Sicuramente, dopo la partita di domenica, è arrivato ciò che speravo, anche grazie al tempo investito e ai sacrifici fatti”. 

Guardando alla sua carriera fino ad oggi, tra momenti più e meno belli, ci sono partite che l’hanno segnata o che ricorda particolarmente?
“Sicuramente la partita di domenica la ricorderò, ma anche tutte quelle che sto facendo da quando sono in serie B con il Varese, hanno tutte un peso diverso da quelle che ho giocato quando ero in serie C. Ricordarsele è sempre difficile, anche per tutte le botte che prendiamo che non aiutano (ride,ndr). I momenti belli chiaramente sono quelli in cui la squadra vince, ma anche quelli in cui, magari perdendo, si affrontano delle difficolta, che grazie allo spirito che si mette tutti insieme, si riescono a risolvere; quindi, anche quello è il bello. Tutto il contesto poi aiuta: i compagni, gli allenatori, si cerca sempre tutti insieme di migliorare”.  

Pensando invece al futuro, qual è il suo sogno sportivo?
“Da quando ho iniziato, uno dei miei sogni era quello di salire oltre la serie C e ora chiaramente si è realizzato. Adesso il sogno è sicuramente quello di alzare ulteriormente il livello. Secondo me la cosa più bella è cercare di portare la propria squadra ad un livello più alto, piuttosto che andare a giocare direttamente in squadre più affermate: cercare quindi di dare una mano al proprio club di appartenenza, puntare a salire tutti insieme e togliersi di conseguenza delle belle soddisfazioni. Credo che questa sia la cosa più bella ma anche la più difficile”.

Attualmente cosa rappresenta per lei il Rugby Varese?
“Significa tanto…mi ha dato tanto e spero continui a darmi tanto ancora lungo, anche perché, almeno per adesso, non ho intenzione di smettere di giocare: la condizione fisica è al top, la migliore forse mai avuta. Rugby Varese ha aumentato ancora di più la passione del rugby che avevo prima, anche solo per gli allenamenti che facciamo, per le persone che ci sono, per gli allenatori…tutti ti spronano a dare sempre di più. Ti viene data sempre anche tanta fiducia, tanto amore verso questo sport, in particolare dalla società e dagli allenatori, che si vede sono tutte persone che lo fanno con il cuore e per passione, proprio per veder migliorare e crescere tutti”.  

Lorenzo Guidali

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