
Non poteva esserci pausa di campionato più dolce per la Pallacanestro Varese che, con merito, si è regalata tre settimane ricche di serenità e di rinnovato entusiasmo in vista dell’impegno del prossimo 8 marzo con Udine, stando all’attuale calendarizzazione della partita, dopo la vittoria per 98-96 contro la Germani Brescia.
Una vittoria che ha messo una volta di più in luce il rendimento altalenante nelle prestazioni e di conseguenza nei risultati della squadra guidata da coach Ioannis Kastritis. Un trend difficile da spiegarsi e che solo probabilmente una persona dell’esperienza, dell’acume e della conoscenza di questo sport e della sua Pallacanestro Varese, come il presidente dei biancorossi Toto Bulgheroni, può provare a decifrare.
Partiamo dalla vittoria con Brescia, cosa le lascia questo successo?
“Mi lascia la convinzione che quando i nostri due lunghi giocano come hanno fatto sabato, con determinazione, atletismo e gestione oculata dei falli siamo una squadra diversa. Sugli esterni abbiamo tante soluzioni ma la differenza anche nella loro prestazione la fa come giocano Renfro e Nkamhoua sotto le plance”.
Come si spiega questo grande sali e scendi nelle prestazioni della squadra?
“Sarò ripetitivo, ma penso che la chiave siano i nostri lunghi. Non possiamo vivere di solo tiro da tre punti, a meno che non si riesca a tirare sempre con il 40/45%, cosa praticamente impossibile e siccome la pallacanestro é fatta di due dimensioni, interna ed esterna, quando i lunghi funzionano anche gli esterni hanno un efficacia maggiore”.
Ha parlato di lunghi ma anche di esterni, a tal proposito ed in base alle prestazioni dell’ultimo mese e mezzo le chiedo se secondo lei Iroegbu e Stewart possano coesistere in campo o vadano solo alternati?
“Secondo me sì, anche perché poi noi abbiamo delle rotazioni che ci portano per forza di cose ha giocare diversi minuti con loro insieme, quindi un giusto equilibrio è essenziale”.
Pensa che le ultime due prestazioni, con Trento e Brescia, possano aver cambiato le valutazioni su Freeman e di conseguenza sul mercato?
“Intanto dico che di Freeman ho potuto apprezzare fino ad oggi la grandissima serietà e professionalità con cui si è allenato senza mai lamentarsi. E’ chiaro che se gioca in una certa maniera allunga le rotazioni e ci dà maggiore pericolosità, diventando un valore aggiunto, a questo aggiungo che prendere tanto per prendere sul mercato per noi non ha senso, certo che se dovessimo trovare un giocatore impattante e magari anche di prospettiva potremmo fare altre valutazioni, altrimenti rimaniamo come siamo”.
Parlando di giocatori di prospettiva, cosa pensa dell’addio di Assui a fine stagione per andare in America?
“Sono felice per lui per il fattore economico e di esperienza di vita che gli porterà questa esperienza. Da un punto di vista di gioco e sviluppo sportivo, invece, é tutto fa vedere, non sono in grado di dire cosa gli porterà quest’avventura. I college sono una cosa un po’ strana, spero che ci sia un coach che possa credere in lui e dia continuità al lavoro fatto qui”.
Al rientro dalla pausa ci sarà una sfida importantissima con Udine, pensa che questa squadra possa puntare ai playoff?
“Se riusciremo a mettere in campo sempre l’intensità e la voglia di vincere dimostrate nel secondo tempo Brescia esiste la possibilità di andare ai playoff. Abbiamo 4 partite in casa di cui 3, sulla carta, abbordabili come Treviso, Sassari e Cremona, ci sarà la sfida con Tortona che sarà molto simile a quella con Brescia e trasferte dove possiamo prendere punti quali Udine, Trieste, Napoli e Cantù, che sarà molto importante per la storia che c’è dietro e per ciò che potrà mettere in palio a livello di obiettivi stagionali. Lascio invece da parte la sfida a Bologna con la Virtus. Sicuramente sarà un finale di campionato interessante che ci permetterà di misurarci come squadra e come singoli e ritengo sia bello e stimolante lottare tutti insieme per cercare di centrare un obiettivo che manca da tanti anni”.
Alessandro Burin























