
Il Girone X di Seconda Categoria sembrerebbe ormai aver preso una piega abbastanza definita tanto davanti (al netto della bagarre playoff, la Valcuviana sta iniziando a fare il vuoto) quanto in coda. Le rispettive difficoltà incontrate da Cittiglio (11pt), Casbeno (12pt) e Concagnese (13pt) hanno portato il terzetto a staccarsi dalla concorrenza con la salvezza che appare sempre più come miraggio. Eppure, l’ultimo clamoroso risultato conquistato proprio dalla Concagnese ha lasciato socchiusa la porta della speranza: il perentorio 5-1 dei comaschi sul Varano Borghi (25pt) ha dimostrato la voglia di non arrendersi a un destino che sembrava scritto. Attualmente sono sette i punti da recuperare ai rosanero per rientrare nella forbice playout e la Concagnese vuole credere nel miracolo.
Se la squadra è giustamente focalizzata su quella che si profila essere un’autentica mission impossible, c’è chi, pur non potendo scendere in campo, sente questa causa sua come mai prima d’ora: Riccardo Paffumi è una garanzia tra i pali, ma anche e soprattutto un uomo spogliatoio il cui carisma e la sua importanza si avvertono soprattutto al di fuori del rettangolo verde. Lo scorso 11 gennaio, dodici minuti dopo l’inizio di Casbeno-Concagnese, il portiere classe ’98 ha subito un contrasto di gioco e la diagnosi è stata impietosa: lesione di primo grado al crociato con interessamento del menisco mediale. Stagione finita, operazione necessaria (che dovrebbe essere eseguita il prossimo marzo) e almeno una decina di mesi di riabilitazione. Una stangata che poteva affossare chiunque, non Paffumi né tanto meno la squadra.
“Diciamo che è stata una bella botta – esordisce il numero uno con rinnovata determinazione –, ma ho la fortuna di avere al mio fianco persone vere che hanno saputo tenere alto il mio morale, aiutandomi a combattere fin da subito l’infortunio a livello mentale. Ho già iniziato la fisioterapia pre-intervento e sono più carico che mai per lavorare al massimo delle mie possibilità per tornare quello che ero prima. La testa, in questi casi, fa tutto: stavo disputando una bella stagione a livello personale e non mi era mai capitato un infortunio del genere, ma sono certo che ne uscirò al meglio e non vedo l’ora di tornare in campo. Mi auguro di poter già iniziare a fare qualcosina la prossima estate”.

Domanda estremamente retorica: quanto è difficile dover stare fuori e non poter dare il proprio contributo in campo?
“Dopo appena dodici minuti uscire dal campo in quella situazione è stato pesante: più dell’infortunio in sé, mi ha fatto male lasciare la squadra così, in un momento delicato. Sono uno dei più “vecchi” del gruppo – il terzo o quarto per età – e sentivo di poter dare una mano importante, soprattutto a un gruppo giovane come il nostro. Eravamo passati in vantaggio, poi ci hanno rimontato, ma alla fine abbiamo comunque strappato un punto contro Capolago. Sembrava potesse essere la svolta, invece anche quella partita ha seguito un po’ il filo conduttore della nostra stagione. Siamo stati falcidiati dagli infortuni e questo non ci ha aiutato. Il Casbeno? In passato ho vissuto una bella stagione in biancorosso: poi, passato alla Concagnese, li avevo affrontati già in Terza Categoria e sono sempre state belle battaglie. Infortunarmi proprio contro la mia ex squadra è stato un peccato doppio”.

Domenica è comunque arrivata una vittoria per certi versi clamorosa: come è maturata?
“Arrivavamo da un periodo complicato: cambio di allenatore, tanti infortuni, un gruppo giovane che doveva ritrovare certezze. La cosa più importante è che i ragazzi hanno saputo azzerare tutto. Anche pensando alla gara d’andata, quando avevamo perso 4-2, questa vittoria rappresenta un segnale forte. Probabilmente abbiamo imparato dai nostri errori: all’inizio abbiamo pagato l’inesperienza, soprattutto nella gestione dei momenti della partita, e questo ci ha penalizzati in classifica. I punti non rispecchiano sempre quanto fatto vedere in campo, ma ci è servito per cambiare mentalità. È scattato qualcosa dentro al gruppo”.
8 giornate al termine, -12 in classifica e almeno sette punti da recuperare: ci credete?
“Ogni partita per noi sarà una finale. Dobbiamo restare agganciati al treno playout e giocarci tutto fino in fondo. Questo campionato, rispetto all’anno scorso nel girone di Como, l’ho trovato ancora più difficile. È equilibrato, lo dimostra il fatto che la capolista sia cambiata più volte e che ogni domenica ci siano sorpassi e contro-sorpassi. Il Varano all’andata era in zona playoff e ora rischia il playout, il Lonate ha invece fatto una rimonta incredibile: ogni domenica sono 90 minuti in cui può succedere di tutto. L’unica che oggi sembra poter fare davvero il salto è la Valcuviana, ma per il resto è tutto apertissimo. Un altro esempio è la Malnatese: dopo esser partita malissimo ha inanellato una serie di risultati utili consecutivi che l’hanno portata in piena zona salvezza. In Seconda Categoria fare pronostici è quasi impossibile: noi dobbiamo crederci fino alla fine, senza rimpianti, cercando di rimediare ai nostri errori. Magari con un pizzico di fortuna in più”.

Come avete vissuto il cambio in panchina?
“Se negli ultimi tre anni abbiamo vissuto stagioni più “lineari” vincendo prima i playoff contro il Mercallo per salire di categoria e poi salvarci lo scorso anno abbastanza comodamente, in questo campionato le difficoltà sono state maggiori. Con mister Castrogiovanni, a livello umano, ho sempre condiviso tanto: al di là dei risultati, nel suo percorso ci sono stati passi di crescita importanti. Detto questo, a volte un gruppo giovane come il nostro ha bisogno di un’impronta diversa. Mister Giussani è più legato alla “vecchia scuola”, ha lavorato tanto sulla tattica, ma anche sull’aspetto fisico: richiamo di preparazione, intensità negli allenamenti, cura dei dettagli. E i risultati si vedono, perché a livello atletico oggi reggiamo molto meglio e, tolto il mio caso, non abbiamo più avuto infortuni”.
Hai un palmares importante che include anche l’U20 Elite del Lugano oltre ad altre esperienze nei vivai squadre professionistiche: cosa ti senti di dire ai tuoi compagni in un momento come questo?
“Ai miei compagni dico di continuare così, di dare il massimo come stanno facendo e di togliersi tutte le soddisfazioni possibili. A prescindere dalla categoria in cui giocheremo il prossimo anno, l’importante è restare uniti. Io tornerò con l’atteggiamento giusto e sono convinto che potremo fare grandi cose, perché siamo seguiti da persone che tengono davvero a questo progetto. Sono orgoglioso di loro. E voglio dire anche a tutti i ragazzi che, come me, stanno affrontando un infortunio serio di non mollare: con la testa giusta e le persone accanto che ti sostengono si può tornare più forti di prima”.
Matteo Carraro






























