
Il significante è l’ingresso contemporaneo a Comunità Giovanile per la conferenza “Voci dal silenzio” dell’avvocato Rosanna Zema (rappresentante della minoranza societaria biancoblu), e di Roberto Vender (ex AD della Pro Patria a cavallo tra 20° e 21° secolo). Ok, l’evento (ben organizzato e parimenti riuscito), è di venerdì scorso (20) ma il tempo è quello che è e si dà spazio quando si riesce. Per il significato, invece, ognuno si dia la propria chiave di lettura. In una serata in cui i relatori (Nicola Binda, Giovanni Cortinovis, Flavio Vergani oltre al Vender di cui sopra con la moderazione di Marco Linari e il coordinamento di Andrea Fazzari), hanno provato ad unire i puntini dell’ultimo quarto di secolo bustocco in Serie C, l’amarcord venderiano ha rappresentato un pezzo di storia che potrebbe (ri)diventare cronaca. Suggestioni. Di questi tempi, servono anche quelle.
Ma con l’approssimarsi del compleanno tigrotto, oltre all’evento citato, l’iperattività del Pro Patria Museum del Presidente Simone Colombo, ha messo in cartellone altri due appuntamenti. Il primo già assolto sabato con la struggente intitolazione allo “Speroni” (su proposta del Museo stesso, con delibera della Giunta di Palazzo Gilardoni ed in accordo con la società), del Settore Popolari ad Andrea Cecotti e Tribuna Laterale a Giancarlo Amadeo. La presenza di tanti ex biancoblu(foto Filippo Kultgeneration D’Angelo),ha radicato un legame che lo scorrere del tempo non ha intaccato. Anzi.
Il secondo appuntamento è invece in agenda sabato 28 in corrispondenza esatta dei 107 anni di fondazione della Pro Patria. E più prosaicamente (ma mica tanto), dell’incrocio decisivo con la Virtus Verona (17.30). Poche ore prima (dalle 10 alle 12.30 e nel primissimo pomeriggio), l’Open Day del Pro Patria Museum vedrà la consegna delle maglie celebrative ai prenotati con visite graditissime di Stefano Dall’Acqua (il Terminator della promozione 2001/02) e Paolo Tramezzani (il Tramezzator degli anni successivi). Passato, presente e futuro avvinti indissolubilmente. Magia di un luogo. E di una squadra.
Giovanni Castiglioni
(foto Filippo Kultgeneration D’Angelo)
























