Il calcio in TV torna al centro del dibattito, ma questa volta il protagonista non è un gol, una partita o un risultato. A far discutere sono i costi per seguire lo sport in streaming. DAZN ha infatti comunicato un nuovo aumento delle tariffe per gli abbonati già attivi ai piani Full e Family, una rimodulazione che scatterà dal 16 agosto 2026 in occasione del primo rinnovo utile. Una decisione che ha immediatamente acceso la reazione di Udicon, l’Unione per la Difesa dei Consumatori, che ha scelto di intervenire criticando la politica di aumento dei prezzi della piattaforma.

Dopo gli adeguamenti già introdotti nei mesi scorsi per i nuovi clienti, gli aumenti riguarderanno quindi anche gli utenti storici. Nel dettaglio, il piano DAZN Full mensile passerà da 44.99€ a 46.99€, mentre la versione annuale con pagamento dilazionato crescerà da 34.99€ a 36.99€ al mese. Per chi sceglie il pagamento annuale in un’unica soluzione, invece, il costo passerà da 359€ a 379€. Ritocchi previsti anche per il piano Family: la tariffa mensile salirà da 69.99€ a 71.99€, mentre l’abbonamento annuale con rate mensili passerà da 59.99€ a 61.99€ e da 599€ a 619€ per chi sceglie il pagamento in soluzione unica. Aumenti previsti anche per chi utilizza i pagamenti tramite Google Pay e Apple Pay. DAZN ha motivato la scelta parlando di una risposta “alle condizioni di mercato”, mentre gli utenti che non intendessero accettare la rimodulazione avranno la possibilità di recedere dal servizio senza penali entro 60 giorni dalla comunicazione dell’aumento.

A prendere posizione è stata Martina Donini, presidente nazionale di Udicon, che ha definito la strategia commerciale della piattaforma non condivisibile: “Ancora una volta a pagare il prezzo delle rimodulazioni sono gli appassionati. Dopo l’aumento dei listini per i nuovi abbonati, DAZN ritocca le tariffe anche per chi ha scelto da tempo di restare fedele alla piattaforma. È una strategia commerciale che non condividiamo“.

Secondo Udicon il tema non sarebbe rappresentato soltanto dall’entità dell’aumento, ma dalla direzione intrapresa: “Le tasche degli appassionati sono sempre più vuote, e il rischio concreto è che in molti debbano rinunciare a seguire la propria squadra o la propria disciplina del cuore. I prezzi hanno ormai raggiunto una soglia insostenibile: guardare lo sport costa quasi quanto praticarlo. Non è una questione dei pochi euro in più al mese, ma di ciò che quei pochi euro segnalano: una direzione che allontana progressivamente lo sport dalle famiglie. Un limite esiste, e a nostro avviso è stato ampiamente superato“.

Un dibattito che tocca da vicino milioni di tifosi italiani, sempre più chiamati a scegliere come e quanto investire per seguire lo sport. Donini conclude: “Il nostro ordinamento riconosce allo sport un valore educativo, sociale e culturale, tanto da avergli dato dignità costituzionale. Seguire la propria squadra è parte di quella stessa cultura condivisa, un sentimento di appartenenza che non dovrebbe trasformarsi in un privilegio per pochi. Per questo invitiamo DAZN a rivedere il proprio posizionamento: in caso contrario, il rischio è quello di incrinare in modo profondo il legame con i suoi stessi tifosi“. La questione, dunque, resta aperta: da una parte le esigenze economiche delle piattaforme che detengono i diritti televisivi, dall’altra la richiesta degli appassionati di mantenere lo sport accessibile.

Redazione

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