Siamo nel 2026. Da pochi giorni, tra l’altro. Ma più che di un anno singolo qui si parla di un’epoca che niente ha a che vedere con il passato, un’epoca fatta di intelligenza artificiale, sistemi operativi all’avanguardia e supporti tecnologici che forse, solo una manciata di anni fa, non avremmo nemmeno osato immaginare. 
Ma in tutto ciò, dove si collocano i sentimenti? Che fine hanno fatto passione e sacrificio? E nell’epoca del “Tutto perfetto”, lo spazio per gli errori è contemplato? E quello per le punizioni?
Potremmo stare qui a discuterne ore e ore e forse non ne verremmo a capo, ma discuterne, senza nascondersi dietro un dito, sarebbe già un enorme passo avanti. E di discuterne non si stancherebbe mai il mister dell’Union Gorla, alias Gorla Minore, Nicola Viceconti.

Facciamo un passo indietro. Il riferimento è alla pesante sanzione inflitta ad Andrea Bosotti, capitano della Gorla Minore appunto, che nel corso della sfida con l’Ardita Cittadella dello scorso 7 dicembre, rimedia un cartellino rosso ed una squalifica pari ad otto giornate. Il club respinge parzialmente le accuse, riconoscendo più volte l’errore del proprio tesserato, ma non l’atto di violenza fisica nei confronti del direttore di gara, come enunciato, appunto, nel comunicato. Le trafile burocratiche portano così ad una nuova risposta da parte degli organi competenti che giovedì scorso squalificano Bosotti fino all’11 maggio 2026 ritenendo ancor più gravi le offese verbali riportate al direttore, e rimarcando come il contatto fisico tra i due non ci sia stato solo grazie al pronto intervento dei compagni (in sintesi). Ancora una volta il Gorla Minore, non ci sta. Ovvero. Avendo fornito materiale video inerente la partita ed il momento esatto dell’accaduto, conscia del fatto che tale materiale da regolamento non può essere considerato, la società chiede però rispetto verso sé stessa e soprattutto verso un ragazzo di 24 anni che si ritrova a che fare anzitempo con i titoli di coda della sua personalissima stagione.
Lo dico subito a scanso di equivoci, il nostro tesserato ha sbagliato e merita una squalifica esemplareafferma senza mezzi termini il tecnico Nicola Viceconti.Il nostro ricorso iniziale matura sull’idea di una parte di dichiarazione arbitrale che non corrisponde a verità e che tutti hanno visto, ecco perché ci siamo permessi di chiedere un riesame della “punizione” messa a verbale, io però voglio andare oltre”.

E qui torniamo al presente, al cappello di questo articolo che parla di un’epoca nuova in cui troppo spesso ci si appella alla perfezione, senza poi volerla davvero utilizzare fino in fondo quando si ha la possibilità di una lente probabilmente più nitida sulla realtà. 
Noi abbiamo fornito un video dell’accaduto per il semplice fatto che riprendiamo sempre tutte le nostre partite, e lo facciamo per riguardarci, per migliorarci, io in primisprosegue l’allenatoreè un grosso supporto tecnologico ma anche un’opportunità che ci siamo dati per crescere insieme, ecco allora io mi chiedo, perché non sfruttare anche dall’esterno questa chance?

E ancora aggiunge:Ci tengo a ribadire che questi mezzi non devono chiaramente inficiare su risultati o decisioni di campo, ma essere presi in considerazione solo per affrontare con più sicurezza episodi più delicati, per avere un supporto nel caso di decisioni come questa cosicché siano il più opportune possibili”. 
Non tutte le società, però, godono di questi mezzi tecnologici. Ma anche in questo caso, Viceconti ha una sua risposta: “Basterebbe dichiararlo ad inizio anno, affermare che nel caso di situazioni intricate anche il materiale video fornito dalla società può essere un mezzo utile per le decisioni prese dai giudici sportivi, magari sbaglio ma credo che un club un pensierino ce lo farebbe sul riprendere o meno le partite, fermo restando che siamo già in tanti a farlo per i motivi di cui dicevo sopra, la crescita collettiva appunto”. “Faccio ancora un esempio: la scorsa domenica, e già era capitato in passato, il direttore di gara mi ha chiesto le immagini video per potersi rivedere, per un confronto con sé stesso probabilmente, per capire come è stata la sua prestazione, dove ha sbagliato, dove farsi i complimenti, dove migliorare…l’ho apprezzato tantissimo e non le ho mai negate a nessuno, anzi, è sintomo di grande maturità”.

Infine un pensiero va proprio ad Andrea Bosotti, il “suo” capitano”:Abbiamo già parlato e sa come la penso, penso sia stato ingiustamente distrutto un sogno ad un ragazzo di 24 anni, gli è stata tolta la libertà di giocare a calcio con i suoi compagni, e lo dico a prescindere dal risultato che otterrà il Gorla a fine stagione, le pene devono essere esemplari, questo è fuori discussione, ma anche giuste, in questo caso penso non sia così e penso anche sia stata persa un’occasione di far fare un altro passettino in avanti a questo calcio dilettanti che tutti noi amiamo”.

Mariella Lamonica

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