
Con buona pace di chi vive il calcio per dogmi assoluti (“Ti chiami Varese? Allora devi vincere sempre”), la storia recente ha sempre etichettato il “Censin-Bosia” di Asti come un campo maledetto per il Varese che, nelle ultime stagioni, è puntualmente inciampato o caduto in maniera dolorosa. Proprio per questo motivo era lecito aspettarsi reazioni almeno più “tiepide” in virtù del successo biancorosso firmato Sovogui: vero che l’Asti di oggi è una squadra nettamente inferiore al Varese (lo dimostra la classifica e la stessa prestazione di ieri, al pari, paradossalmente, di quella della gara d’andata), ma quando ci si trova a dover lottare per non retrocedere non esistono calcoli di classifica. E, tra le righe, Ciceri aveva fatto capire di “temere” una trasferta del genere.
Il verdetto di campo è che il Varese vince 1-0 e avrebbe meritato senz’altro qualcosa in più, ma negli occhi dei tifosi restano gli infiniti errori davanti alla porta e quel senso di apprensione e timore che è aumentato man mano che ci si avvicinava al triplice fischio e l’Asti dimostrava di voler credere nel pareggio. E forse per questo motivo si è arrivati alle reazioni quasi glaciali e indifferenti del popolo online. Nel momento in cui la vittoria è stata ufficializzata, la squadra e i tifosi presenti si sono giustamente goduti una vittoria importantissima nella corsa playoff (obiettivo fine a sé stesso ma che, come sottolineato dal ds Alessio Battaglino, va raggiunto e onorato fino alla fine), mentre online è subito montato (ancora) un senso di frustrazione e rabbia per l’andamento di questo campionato, enfatizzato dagli ultimi passi falsi di Ligorna e Vado (che proprio ieri hanno pareggiato tra loro).
Non a caso, nella pochezza dei commenti social, spicca il botta e risposta tra Walter Alif (“In virtù dei risultati, lì davanti stanno avendo una brusca frenata da alcune partite, c’è ancora più rammarico di aver buttato un altro campionato” e Andrea Catella: (“Nessun rammarico… il nostro valore è questo: quarto o quinto posto e non di più. Ligorna altro pianeta… e se hai 15 punti di ritardo dalla vetta non puoi proprio parlare di rammarico”). Due lati della stessa medaglia che mettono a nudo ambizione e realtà.
Che la stagione sia andata è ormai un dato di fatto e, tra gli immancabili disfattisti, spiccano anche gli ottimisti che provano a guardare ed elogiare gli aspetti positivi. “Contentissimo per Abraham – scrive Giovanni Forni rivolgendosi al grande protagonista del match –, che spero vivamente sia uno di quei giocatori su cui costruire la squadra del prossimo anno“. Enrico Bellorini punta il dito sulla mancanza più grave, ma non perde fiducia: “Quest’anno l’attacco spreca tanto, e la differenza reti lo testimonia. Finalmente, comunque, una vittoria sull’Asti“.
Dagli ultimi sei punti (e dalle prestazioni) il Varese dovrà ripartire per lavorare in vista di un appuntamento delicatissimo contro il Gozzano di Manuel Lunardon: l’ammazza-grandi di questa stagione è reduce da un’altra sconfitta in uno scontro diretto e, senz’altro, vedrà nella trasferta di Varese la giusta occasione di riscatto. Il tecnico dei piemontesi, poi, ha un conto aperto con il Varese (al pari del Ligorna) e non mancherà di farlo notare in campo. Toccherà ai biancorossi dare un’altra risposta per ribadire la propria candidatura ai playoff. Per inciso: il Varese (dopo lo straripante 6-1 serale della Biellese su un Celle Varazze alla deriva) è rimasto al sesto posto, ma la terza posizione ora occupata in solitaria dal Chisola dista solo tre punti.
Matteo Carraro


























