
Animi caldi sulle tribune, decisamente più tiepidi online: il day-after di Biellese-Varese non offre chissà quali spunti di riflessione dopo il pareggio per 0-0 maturato al Pozzo-La Marmora, segno che la tifoseria biancorossa è sempre più consapevole di questa squadra (concetto ripetuto abbondantemente fin da inizio stagione) oscillerà sempre tra il terzo e il sesto posto. Se il terzo è al momento “lontano” (-6 dal Sestri Levante), il focus deve essere giocoforza orientato sulla sesta posizione occupata proprio dalla Biellese (che resta a -2) e, in tal senso, il pareggio assume valore positivo.
“Un pareggio che vale oro” certifica Alessio Ramponi. Si può poi entrare nel merito di come questo 0-0 è maturato, a cominciare dal valore ambientale di un match che, davanti a 1500 persone, ha visto sfidarsi due squadre ugualmente ambiziose (pur a distanza siderale dalla vetta) e determinate a costruire basi sempre più solide per il proprio futuro. A livello tattico e tecnico si può parlare di partita a scacchi tra i due allenatori, tra mosse e contromosse atte ad annullarsi a vicenda: se nel primo tempo è stato il Varese a tenere il pallino del gioco, nella ripresa la Biellese è riuscita ad alzare il baricentro costruendo due ghiotte chance neutralizzate da un super Bugli.
Ed è proprio il portiere classe ’07 al centro dei pensieri dei tifosi. Enrico Bellorini scrive: “Le occasioni migliori le hanno avute loro. Oggi diciamo grazie a Bugli. Pareggio buono, bene così“. Giovanni Forni completa l’analisi: “Bugli super, ma per vincere bisogna fare gol e oggi non siamo stati capaci di finalizzare le occasioni create“. E proprio qui si trova il difetto del Varese di ieri: se le chance della biellese sono state più evidenti, i biancorossi hanno sprecato tantissime chance “potenziali”, nel senso che le scelte sbagliate hanno portato o a conclusioni fiacche o addirittura a non arrivare mai alla finalizzazione.
Ciò che resta, comunque, è un pareggio che va bene. Va bene per la classifica, va bene per i passi in avanti mostrati a livello caratteriale e va bene perché si è tornati a vivere atmosfere di categorie superiori; chiaro che l’anno prossimo ci si aspetterà di ritrovare queste due squadre a sfidarsi in posizioni diverse e senza la “voglia di accontentarsi” di un pareggio che, pur divertente e ricco di occasioni, resta sempre uno 0-0 che vale un punto.
Matteo Carraro


























