Non si possono buttare via partite così!“. Il commento di Niccolò Ganna ben restituisce l’opinione del pubblico biancorosso all’indomani della sconfitta casalinga contro il Sestri Levante. Eppure, il verdetto del campo è insindacabile. Il Varese ha approcciato meglio la partita, passando in vantaggio con merito e sfiorando a più riprese il raddoppio (il Sestri, tra le migliori difese del campionato, ad un certo punto è stato letteralmente bersagliato e Ruvo ha dovuto mettere ben otto uomini dietro la linea del pallone); ecco, proprio qui i biancorossi sono mancati, dato che un 2-0 avrebbe subito messo in ginocchio i Corsari rendendo (forse) poco plausibile la rimonta. E, invece, il minimo scarto ha permesso ai liguri di rientrare in partita, andando addirittura a ribaltarla quando il primo tempo era di fatto finito approfittando dell’infortunio di Gabriel Bugli (sostituito, e di fatto stroncato, da mister Ciceri all’intervallo). Nella ripresa il tempo per recuperare c’era, ma ancora una volta è mancato il mordente giusto e la frenesia in situazioni del genere è sempre cattiva consigliera; il 3-1 di Ferretti la pietra tombale ad un match coinciso con una severissima sconfitta che si aggiunge alla lunga lista di rimpianti stagionali.

Ieri pomeriggio, però, il pubblico presente all’Ossola non ha mai smesso di incitare i ragazzi in campo, segno che forse è passato il messaggio più importante (e ribadito da inizio stagione): questa squadra oscillerà sempre fra il terzo e il quinto posto, inutile aspettarsi di più. Settimana scorsa era quarto posto, questa volta è quinto; la prossima si vedrà. Di certo è inutile sperare in utopistiche rimonte, soprattutto se Vado e Ligorna (costruite fin dal principio con l’idea di vincere il campionato) continuano a triturare avversari in sequenza; i playoff, per quanto possano o meno valere, sono l’obiettivo stagionale da perseguire. E, tornando al pubblico, il sostegno dimostrato live e online restituisce una fedele fotografia del momento: se una squadra del genere disputa un campionato del genere, allora vuol dire che qualcosa di buono (da coltivare) c’è con l’auspicio, questo del tutto legittimo, che la prossima estate non si resetti ancora una volta.

Proprio sulle scelte estive torna Enzo Levato: “Troppi e inutili cambiamenti come ogni anno portano a questi risultati“. Andrea Minelli aggiunge: “La classifica rispecchia valori tecnici e ambizioni attuali della società“. Tornando alla partita, la stragrande maggioranza dei tifosi riconosce la bontà della prestazione e non crocifigge i giocatori, nemmeno l’imputato numero uno. Giovanni Forni scrive: “Forza ragazzi! Spiace per Bugli, ma non dev’essere una bocciatura per questo giovane portiere“. Sulla stessa linea si muove Enrico Bellorini che lancia poi una riflessione: “Peccato. Il vantaggio iniziale e le loro quattro ammonizioni facevano ben sperare; è il caso di continuare a puntare su portieri giovanissimi?“.

John Ambrosetti mastica amaro: “Sestri fortunato… non meritavano i 3 punti… terzo gol con aiuto arbitrale“. Dello stesso avviso Mattia Colombo: “Oggi risultato assurdo, bellissima partita, grande gioco. Peccato“. Antonio Milano non ha dubbi: “A parte i limiti tecnici conosciuti da tempo, tra le partite perse questa è stata la più combattuta. Ai ragazzi in campo non si può recriminare nulla. Riguardate gli highlights… non ricordo una partita quest’anno con tante occasioni“. Eppure, ha vinto il Sestri Levante andandosi anche metaforicamente a riprendere i tre punti dell’andata portati a casa dal Varese in una partita che, per quanto espresso in campo, avrebbe meritato di prendere la direzione dei liguri. Alla fine, come si suol dire, tutto si equilibra. E l’equilibrio di questo Varese restituisce un attuale quinto posto che va preso per quello che è: uno step di crescita di un percorso che è stato (ancora una volta) rinnovato e che (stavolta) dovrà essere accompagnato gradualmente.

Matteo Carraro

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