Tanto bel gioco, numerosi gol, ben 34 punti ed il secondo posto in classifica eppure, forse, qualche dettaglio è mancato al Marnate Gorla, corazzata da capogiro del Girone N. A tirare le fila dopo 15 giornate e a pochi giorni dall’inizio del girone di ritorno è mister Rocco Amendolara, uno dei valori imprescindibili di questo gruppo. 

Mister, soddisfatto di ciò che avete fatto vedere fino ad oggi?
Sì, molto. È andata come mi aspettavo, poi in un percorso lungo è normale trovare ostacoli, non si possono vincere tutte le partite, ma la squadra ha reagito sempre bene ed ha assimilato le mie idee. Credo che stiamo facendo un grande campionato, con un’altra squadra che tiene il nostro passo e questo ci dimostra quanto bisognerà lottare fino alla fine per raggiungere i nostri obiettivi”.

Questa squadra è l’Accademia Bustese che ha chiuso da capolista con 35 punti. Cos’ha più di voi? È questione di dettagli?
È un’ottima squadra, con un allenatore che è lì da diversi anni e con tanti giocatori che conoscono l’ambiente, ma dalla loro parte hanno soprattutto un settore giovanile importante con una juniores regionale, con i regionali élite, questo vuol dire molto, vuol dire avere sempre “le spalle coperte”; Marnate magari da questo punto di vista si sta ancora strutturando anche se vanta quasi tutte le annate nelle varie categorie, detto ciò non mi sento inferiore a loro, penso sia davvero questione di inezie”.

Dove potete migliorare e crescere?
Se vado ad analizzare dove non ho vinto, allora mi tocca parlare di dettagli, nessuno ci ha messo in reale difficoltà, compreso il Vela Mesero che negli ultimi 90 minuti, soprattutto ad inizio ripresa ha avuto più predominio del campo, ma per il resto cosa posso dire? Con l’Accademia vincevamo 2-1 fino all’86’, con la Folgore concediamo un rigore ingenuo allo scadere, con il Pontevecchio approcciamo male e prendiamo due reti nei primi minuti ma il Pontevecchio ha anche una rosa attrezzata con tanti giocatori provenienti dalla Promozione; ad ogni modo in tutte queste situazioni io non sento di essere mai stato messo sotto da nessuno, quindi sì, c’è da migliorare, sull’attenzione, sui calci piazzati, ma penso sia un percorso logico e naturale”.

Come avete affrontato questa sosta?
Non abbiamo caricato in più o incrementato i ritmi, era giusto ricaricare le energie. Lavoriamo forte tutte le settimane dal primo giorno: la fatica è la normalità e nelle fatica non bisogna soffrire, anzi deve essere un nostro punto di forza”. “Ora ci aspettano 15 battaglie difficili: il girone di ritorno è un campionato a sé. Contro di noi ci sarà sempre una carica in più e ora, per certi versi, è ancora più complicato perché chi deve salvarsi si gioca il tutto per tutto. Il tempo stringe, ognuno ha i propri obiettivi e le sorprese sono sempre dietro l’angolo. Noi spingiamo forte, sappiamo chi siamo e sappiamo cosa vogliamo. Nel calcio non c’è mai nulla di facile o scontato, ma non ci siamo mai nascosti”.

A proposito del non potersi nascondere, che mi dici del gruppo? C’è qualcuno che ti ha stupito particolarmente?
Ho giocatori d’esperienza e ragazzi con grande fame ma soprattutto con una forte mentalità, nessuno mi ha stupito più di altri, sono rimasto piacevolmente sorpreso da tutti, è bello avere a che fare con calciatori mai sazi, che curano la rifinitura e con un atteggiamento super disponibile”. “Che ci sia un grande gruppoprosegue il tecnicolo conferma il fatto che nessuno sia voluto andare via in questa sessione di mercato, neanche chi ha giocato meno, questo è molto gratificante per un allenatore, significa che sto lavorando nel modo giusto tenendo tutti sul pezzo”.

Negli ultimi anni sei stato un po’ “punzecchiato” perché sembrava che le tue squadre arrivassero spremute a fine anno, hai fatto autocritica? C’è il rischio che questa cosa (ri)succeda?
Già lo scorso anno ho iniziato a plasmare questo cambiamento, credo che le variabili siano molte soprattutto a fine stagione. Con la Folgore mi è capitato di stare in scia a delle super corazzate, ai ragazzi dicevo “Finché siamo in curva non scappano, ma poi sul rettilineo loro accelerano e noi non abbiamo le gomme giuste per giocarci lo sprint”, poi è chiaro che lì c’erano persone che non avevano mai vissuto queste situazioni e che avevano bisogno di fare esperienza, ma l’esperienza la fai solo nell’occasione diretta, io comunque ne ho fatto tesoro, oggi, qui, il discorso è diverso, però so che se devo accelerare nello sprint finale ho le carte giuste per farlo”.

Sempre per quanto ti riguarda, eri un allenatore che si basava molto sulla difesa a tre, qui hai dovuto cambiare modulo.
Era necessario. Dovevo capire le esigenze della squadra e non potevo intestardirmi, mi sono confrontato con i ragazzi, mi hanno detto come si trovano meglio e poi hanno risposto sul campo. Ogni squadra ha una sua anima e serve tempo per trovarla, insistere nel mio modo forse avrebbe dato i suoi frutti sul lungo termine, non potevo perdere tempo”.

Hai parlato di campionato e di 15 battaglie, non hai dimenticato nulla?
La faccio breve, anche in Coppa vogliamo andare il più avanti possibile. La verità è semplice: il nostro obiettivo è salire di categoria e abbiamo tre strade per farlo (vittoria del campionato, vittoria dei playoff, vittoria della Coppa Lombardia ndr), conta raggiungere l’obiettivo, il come lo vedremo”.

Infine, cosa pensi della società? Per te è il primo anno qui, come ti stai trovando?
La società crede molto in me e lo percepisco ogni giorno, è entusiasmante e gratificante. È proprio bello stare qui e allenare questi ragazzi…ma adesso testa bassa e pedalare, domenica si riparte”.

Mariella Lamonica

Articolo precedenteLa Pedalata di San Valentino torna a Groppello: strada e gravel per la 49^ edizione tra tradizione e passione
Articolo successivoPlayoff più lunghi e strutturati per aumentare l’appeal della Terza Categoria. L’esempio del Girone A

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui