Difficile trovare qualcosa di positivo al termine della 21^ giornata di Serie D per quel che riguarda le varesotte, in grado di raccogliere solo un punticino al tramonto di domenica 25 gennaio. E, di conseguenza, è abbastanza facile individuare chi occupa il primo gradino del nostro podio visto che, se non altro, il Varese muove la sua classifica, per quanto il “brodino” di Cairo Montenotte (1-1 contro la Cairese dell’ex Roberto Floris) non può certo soddisfare la piazza biancorossa.

Alle spalle del Varese ecco una Castellanzese che non ha ancora assaporato la gioia del successo nel 2026: il ko nello scontro diretto con l’Oltrepò (2-0 per i pavesi) impone questa volta delle riflessioni ai neroverdi di Del Prato che scivolano in zona playout pur essendo al momento salvi in virtù della forbice punti che eviterebbe lo spareggio salvezza. Forbice che, di riflesso, condannerebbe alla retrocessione la Varesina, ko 2-0 sul campo della Real Calepina, ora terzultima a pari punti con il Pavia (sempre a +4 sulla red zone che varrebbe immediatamente l’Eccellenza) e ancora lontanissima dalla parvenza di una reazione.

1° posto – Varese

Il pareggio di Cairo Montenotte fotografa in modo fin troppo fedele il momento del Varese: un punto che muove la classifica ma non l’orizzonte, un “brodino” che Ciceri definisce tale perché non può bastare a una squadra che, per storia e aspettative, avrebbe dovuto trasformare questo parziale in una vittoria. La classifica non mente e racconta di un Varese ormai lontanissimo dalla vetta (-15), scivolato in una terra di mezzo dove anche il quinto posto non è più scontato (la Biellese è a -2). I playoff restano l’obiettivo minimo, ma anche il massimo realisticamente raggiungibile, e proprio questa consapevolezza sembra pesare più del risultato in sé.

A Cairo Montenotte emergono pregi e difetti ormai ben noti: buon approccio, capacità di reagire allo svantaggio, ma cronica mancanza di cinismo. L’episodio del rigore sbagliato da Tentoni è di per sé relativo perché a balzare soprattutto all’occhio è il fatto che, dopo i quattro gol di Vinovo, l’attacco si sia inceppato producendo reti due reti solo grazie ad autogol. La reazione nella ripresa è apprezzabile, ma il forcing finale resta sterile, lasciando la sensazione di una squadra che spinge senza mai dare l’impressione di poter davvero azzannare la partita. Fuori dal campo, il clima è altrettanto indicativo: i tifosi presenti sostengono, i social si raffreddano, segno di una tifoseria che sembra aver abbassato le aspettative più per autodifesa che per reale convinzione. Con 13 partite ancora da giocare, il tema non è più “fin dove può arrivare il Varese”, ma che tipo di Varese si presenterà da qui a fine stagione. La prossima sfida al Club Milano, squadra affamata e in crescita, diventa già uno snodo mentale prima ancora che tecnico.

2° posto – Castellanzese

La sconfitta di Broni contro l’Oltrepò segna forse il primo vero campanello d’allarme della stagione neroverde. Non tanto per il risultato in sé, quanto per la sensazione che, per una volta, la Castellanzese non sia riuscita a mascherare le proprie pecche con l’energia e la determinazione che l’avevano accompagnata fin qui. Due gol subiti nel primo tempo, una reazione generosa (ma confusa) nella ripresa e zero punti che fanno scivolare la squadra di Del Prato in zona playout (seppur con la copertura, al momento, della forbice punti che varrebbe la salvezza).

Il 2026 della Castellanzese racconta di due punti in quattro partite, numeri che ricordano pericolosamente l’avvio stentato del girone d’andata (all’epoca furono tre). La differenza, oggi, è che la classifica non concede più margini di tranquillità: il +9 sulla Varesina rappresenta una piccola assicurazione (con un distacco pari o superiore a otto punti non si disputano i playout), ma la percezione di sicurezza delle settimane precedenti si è incrinata. Contro l’Oltrepò i neroverdi hanno provato a riaprire la gara, ma senza trovare quella lucidità necessaria negli ultimi metri, sbattendo contro una difesa organizzata e attenta. La classifica resta comunque corta e offre ancora spiragli per risalire, ma serve un cambio di passo immediato. La prossima sfida contro la Nuova Sondrio, penultima e ad oggi retrocessa direttamente, assume i contorni di una chiamata impossibile da sbagliare: all’andata fu 8-0, oggi il contesto è completamente diverso. Perché la Castellanzese ha dimostrato di saper competere con chiunque, ma ora deve dimostrare di saper reggere il peso delle aspettative e della pressione.

3° posto – Varesina

La sconfitta di Grumello del Monte è l’ennesimo capitolo di una stagione che sta assumendo contorni sempre più angoscianti. Dieci ko stagionali, -9 dalla zona salvezza e una classifica che oggi significherebbe retrocessione diretta: numeri durissimi per una squadra costruita per tutt’altri obiettivi. Contro la Real Calepina va in scena il solito copione: blackout iniziale, gol subito con facilità, reazione generosa ma imprecisa e, nel finale, il colpo che chiude i conti. La Varesina alterna paura e incapacità di reagire, spesso all’interno della stessa partita. Dopo un avvio timido e lo svantaggio firmato Semprini, le Fenici hanno il merito di rialzare la testa, creando occasioni importanti con Costantino, Valisena e soprattutto Baud, l’unico a dare continuità e qualità alle offensive rossoblù. Ma tra imprecisioni, traverse e un Moretta in versione saracinesca, il pareggio resta un’illusione. E, quando l’assalto si spegne, arriva puntuale la sentenza: ancora Semprini, ancora su palla inattiva, a certificare una fragilità ormai strutturale.

Questo era uno scontro diretto da non fallire, che avrebbe potuto riaprire scenari e invece spalanca ulteriormente l’abisso: la Real Calepina vola a +10 (poteva essere un +4…), la Varesina resta inchiodata alle sue paure. Domenica prossima arriverà il Villa Valle, terza forza del campionato, una di quelle partite contro le “big” che possono accendere reazioni inattese facendo trovare i giusti stimoli al gruppo. Ma il tempo stringe e ora non bastano più le prestazioni o i “buoni segnali”: servono punti, subito, e soprattutto serve una svolta mentale. Perché la sensazione è che, oggi, la Varesina giochi contro sé stessa prima ancora che contro l’avversario.

Matteo Carraro

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