Il punto (o il dramma) è che il peggio deve ancora venire. Perché nei prossimi 5 turni la Pro Patria dovrà affrontare Vicenza (domenica ore 12.30, stadio “Speroni”), AlbinoLeffe, Cittadella, Trento e Union Brescia. Cioè (non nell’ordine), prima, terza, quinta, settima oltre ai seriani attualmente quintultimi. Con il concreto rischio (facciamo pure certezza), di ritrovarsi poi a 10 giornate dal termine con oltre 20 punti da mandare a libri per mendicare una timidissima speranza di agganciare i playout. Insomma, non serve interrogare l’algoritmo (fatto anche quello con responso che risparmiamo), per capire che è finita.

E che perdendo con Giana e (ieri) Novara i biancoblu si sono fumati le ultime residue chance di restare aggrappati al convoglio salvezza. Recuperare 7 punti su Pergolettese e/o Virtus Verona (per guadagnare la terzultima moneta) o 5 su Dolomiti e AlbinoLeffe (per riattivare gli spareggi da penultima), sono imprese fuori dell’attuale disponibilità dei tigrotti. Raccontarsela diversamente attiene solo alla retorica (per non dire di peggio). Tocca comunque spendere due parole su quanto visto via Sky Sport ieri al “Piola”. In sintesi, una partita sino al 3-0, un’altra dopo. Quando i piemontesi hanno levato le mani dal manubrio, ovviamente. Quanto alla reazione tardiva, la psicologia non c’entra nulla. Figuriamoci. Semmai il tema è differenza tecnica e atteggiamento dell’avversario. Nel senso che a questa Pro Patria non serve uno strizzacervelli. Sarebbero invece serviti (conviene declinare ormai tutto al passato), più qualità negli interpreti (ad ogni livello, non solo sul campo), consapevolezza dell’obiettivo da raggiungere e relativa coerenza nelle scelte.              

Difendo a 4, ma ne prendo 3        

Cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia. Banalissima proprietà commutativa la cui applicazione pratica ha condotto al 3-1 di ieri. Dalla difesa a 3 alla linea a 4. Questa la rivoluzione bolzoniana. Attesa (certamente), ma non con quell’undici in distinta. A questo proposito, corre l’obbligo di fare una riflessione. Al di là degli sporadici lampi di Tunjov e Desogus, lasciando in panchina (tra gli altri) Masi e Mastroianni (che ci avevano messo la faccia dopo la Giana), Schiavone, Schirò, Dimarco e Giudici e mettendo Sassaro dal 1′ dopo 440 giorni di stop, cosa vuole dimostrare il tecnico biancoblu? La risposta è celata nella conferenza stampa di sabato: “Alcuni ragazzi pensavano che arrivando dalla Primavera…invece se ne stanno accorgendo. La mia è stata una scelta ponderata”. I risultati dicono che forse era il caso di ponderare meglio (6 sconfitte in altrettante gare con 3 reti fatte e 15 subite). Ma al di là di quello, resta una sensazione. Non esattamente gradevole. Quella di un velleitarismo funzionale più ad un’esibizione muscolare che alle reali necessità della squadra. Augurandosi di sbagliare, le parole post Novara di Francesco Bolzoni: “La reazione c’è stata più che con la Giana. Forse il cambio di modulo ha dato maggiori certezze ad alcuni ragazzi. Il problema è che reagiamo sempre solo quando prendiamo gol. E’ una cosa che deve cambiare. Vedo delle reazioni da quasi tutti i ragazzi. Ora abbiamo la partita con il Vicenza da preparare. Difficile, ma nel calcio non si sa mai. Chissà, magari possiamo prenderci una soddisfazione in cui pochi credono”.  Come dicono a Roma? A Francè…magna tranquillo.    

Lo show dei record

Con 8 sconfitte consecutive, la Pro Patria avvicina il primato di 10 stabilito in avvio della stagione 2015/16. Quella della retrocessione in D post riammissione dopo i playout persi con il Lumezzane. Annata con cui le analogie sono sempre più sinistre. Ne avevamo scritto a luglio (sperando di esorcizzare il pericolo). I biancoblu sono statisticamente la peggiore squadra delle 5 categorie professionistiche tricolori. Un record (almeno quello) che sarebbe il caso di lasciare ad altri.        

Memento Raffa

Ad un anno esatto di distanza dal dramma consumato al “Piola” (25 gennaio 2025), ieri è stata ricordata la scomparsa di Raffaele Carlomagno. Il tifoso biancoblu caduto dagli spalti e deceduto pochi giorni dopo all’Ospedale di Novara. In attesa della commemorazione degli ultras allo “Speroni” nell’anniversario della morte (3 febbraio), Raffa è stato ricordato prima della gara attraverso la deposizione di fiori da parte di entrambe le squadre (il capitano Ferri e l’Avvocato Rosanna Zema per la Pro Patria, il capitano Lorenzini per il Novara). Per una volta, la rivalità è stata messa da parte.           

Giovanni Castiglioni
(Intervista a cura Comunicazione Aurora Pro Patria 1919)

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