
Il 15° Premio Varese Sport ha vissuto un momento più unico che raro con l’assegnazione della Panchina d’Oro del Girone A di Terza Categoria: sulla targa non c’era scritto un solo nome, ma ben due. E non potrebbe essere altrimenti perché Daniele e Gerardo Antonuccio hanno dimostrato fin dal principio una simbiosi perfetta che impedisce la classica distinzione tra allenatore e vice, un segreto che ha contribuito in maniera più che evidente al trionfo del Monate con relativa promozione in Seconda Categoria.
Dopo la doverosa celebrazione sul palco, i due tecnici hanno ribadito il valore del proprio trionfo che è naturale conseguenza del lavoro svolto da tutti gli attori protagonisti della stagione del Monate. “Tutto nasce da una società sempre presente – esordisce Gerardo – formata da un gruppo di persone davvero eccezionali. I ragazzi si sono fidati di noi, hanno creduto in tutto ciò che abbiamo fatto e realizzato un’impresa che resterà nei nostri cuori per sempre“.
“Per stare insieme in panchina – aggiunge Daniele – occorre in primis andare d’accordo e condividere i concetti, ma soprattutto vivere la stagione anche fuori dal campo, tra serate insieme e preparazione alla partita. Tutto è andato per il verso giusto, è stata davvero un’esperienza bellissima“. Sul futuro è Gerardo a sbilanciarsi: “Diciamo che è ancora presto per parlarne, ma c’è la volontà di rimanere e continuare perché a questi ragazzi devo tanto visto che mi hanno insegnato tanto. Cosa farà lui? Vedremo“. A sensazione, per conoscere il futuro di Daniele Antonuccio non bisognerà aspettare così tanto.
Ultimo, ma non meno importante, doveroso spazio a sentiti ringraziamenti di cuore da parte dello stesso Gerardo: “Ringrazio chi mi ha sempre supportato e sopportato, la mia Cristina, nonostante il pancione e una bambina di sei anni. Mamma e papà, poi, non ci hanno mai fatto mancare nulla“.
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