
La cavalcata trionfale dell’Arconatese nel Girone A di Eccellenza, chiuso con un distacco di ben 11 punti sulla prima inseguitrice, è valsa il ritorno in grande stile in Serie D. Dietro a questo capolavoro tattico e tecnico, oltre ai meriti societari, c’è stato l’incredibile lavoro di mister Giovanni Livieri, autentica eccellenza fuori categoria che da oltre dieci anni è legato ai colori oro-blu. E, non a caso, i suoi colleghi non hanno esitato nel votarlo in massa per la Panchina d’Oro che l’allenatore, tra gli applausi, ha ricevuto lunedì 11 maggio sul palco di Ville Ponti in occasioni del 15° Premio Varese Sport.
“Per durare così a lungo su una panchina, cosa decisamente inusuale nel nostro mondo, deve esserci alla base una grandissima passione – esordisce Giovanni Livieri –, ma nel corso degli anni deve instaurarsi un profondo rapporto di stima reciproca e di amicizia con tutte le cariche societarie, esattamente come è successo a me in questo splendido percorso”.
Nonostante tutti i pronostici della vigilia indicassero l’Arconatese come la super favorita del girone, tramutare le aspettative in realtà non è mai scontato. Il tecnico lo ribadisce: “Avevo un gruppo molto forte, sia dal punto di vista tecnico sia sotto il profilo della personalità. Chiaramente, l’avere qualche anno di esperienza in più sulle spalle mi ha aiutato nella gestione dei ragazzi che mi hanno seguito fin dal primo giorno, questa è stata la chiave del nostro successo”.
Lo sguardo è adesso rivolto alla Serie D, un palcoscenico che l’Arconatese conosce molto bene e che vuole ricalcare con la stessa identità che l’ha sempre contraddistinta: “Torniamo in Serie D con le stesse prospettive degli anni passati, durante i quali abbiamo sempre disputato ottime stagioni per mantenere la categoria. Spesso siamo andati ben oltre le aspettative generali, raggiungendo traguardi storici come i playoff o il titolo di campioni d’inverno. Credo che consolidarsi e mantenere la Serie D sia la dimensione ideale per questa società. Io fuori categoria? Ringrazio davvero tutti per queste parole, soprattutto perché sono state dette da diversi calciatori e colleghi. Per me, ricevere un simile riconoscimento proprio da parte di chi alleno quotidianamente sul campo è la soddisfazione più grande in assoluto”.
TC
























