Il calciomercato fa sempre rumore, a maggior ragione se ti chiami Valcuviana. Figuriamoci poi se il colpo in questione risponde al nome di Mattia Cinotti, uno che ha sparato gol a raffica tra Prima Categoria e Promozione contribuendo a scrivere una pagina di storia della Besnatese trascinando il Biscione in Eccellenza. E, pochi mesi dopo quella meravigliosa impresa sportiva vissuta con mister Stefano Rasini, rieccoli di nuovo insieme… in Seconda Categoria.

Che la Valcuviana sia una corazzata non è mai stato un mistero e la società l’ha implicitamente ribadito colpo dopo colpo. Al divorzio con mister Devardo (non di certo l’ultimo arrivato, visto che parliamo di un allenatore che la Seconda Categoria l’ha vinta) ha fatto seguito proprio l’annuncio dell’ex tecnico della Besnatese, preludio alla bomba del mercato invernale: Cinotti alla Valcuviana. E, tanto per non perdere il vizio, subito un gol dopo l’altro.

“Non è certo stata una scelta scontata – esordisce l’attaccante classe ’91 –, ma in determinate situazioni i rapporti umani fanno la differenza: conoscevo già qualche giocatore, ma soprattutto il ds Cracas e mister Rasini sono persone con cui ho un ottimo rapporto, che stimo profondamente e di cui mi fido. Non ho avuto dubbi nello sposare quest’avventura, anche se scendere di categoria è paradossalmente più difficile che salire”.

Ciò che stupisce è il balzo dalla Promozione alla Seconda Categoria: c’erano altre aspettative in quel di Solaro?
“Dipende a cosa facciamo riferimento. Se parliamo delle aspettative di campionato, senza dubbio l’augurio condiviso da tutto l’ambiente era quello di stare più in alto; tuttavia, non sempre le stagioni vanno come pianificato, nel gruppo c’erano tanti elementi nuovi che andavano assemblati e questo, con una concorrenza di altissimo livello, ci ha sicuramente svantaggiati. Se parliamo di spogliatoio, invece, mi sono trovato benissimo fin dal principio anche se purtroppo, per esigenze personali, ero in difficoltà nel presenziare a tutti gli allenamenti settimanali. Di conseguenza, nel momento in cui si è aperta la porta della Valcuviana ho preferito cogliere l’opportunità, ma faccio i miei più sinceri auguri al Solaro; mi fa piacere vedere che si sia rialzato in classifica arrivando a ridosso della zona playoff”.

Segui ancora anche la Besnatese?
“Besnate è stata la mia seconda casa: ci ho giocato tanto, ci ho vinto tanto, e di fatto l’ho accompagnata dalla Prima Categoria all’Eccellenza. Resto un grandissimo tifoso e sono rimasto davvero stupito in positivo di ciò che sta facendo. Parliamo di una neopromossa che, se messa a confronto con altre società, ha possibilità decisamente inferiori. Eppure, fino a qualche giornata fa era a tiro dei playoff e oggi ha comunque sotto di sé parecchie squadre blasonate; spero vivamente che riesca a difendere la categoria”.

Torniamo a concentrarci giustamente sulla Valcuviana: com’è stato il primo impatto?
“Decisamente positivo, ma di questo non avevo dubbi: parliamo di un gruppo importante, fatto di grandi giocatori, unito e solido. Purtroppo, ci sono state alcune difficoltà tra infortuni e squalifiche, ma il valore della squadra è indubbio e sta emergendo in una categoria che, sarò sincero, non mi aspettavo così”.

Ovvero?
“Per quello che sto vedendo, la Seconda Categoria è un campionato strano: probabilmente è più difficile starci rispetto a categorie superiori, nel senso che si gioca meno, in maniera più sporca e con idee totalmente diverse rispetto a quelle cui ero abituato. Oltretutto, essendo in una squadra forte, è inevitabile portarsi dietro un bersaglio: siamo giustamente nel mirino delle altre e questa è un’ulteriore difficoltà che si aggiunge. Domenica con la Concagnese siamo stati bravi a indirizzare subito la partita ma, ad esempio, a Cittiglio è stata molto più dura e non a caso abbiamo pareggiato. Avevo visto una partita di Seconda Categoria qualche anno fa: il livello attuale mi sembra molto più alto”.

La Valcuviana è in testa, ma forse non con il vantaggio che ci si poteva immaginare. Come si gestisce la pressione di dover vincere?
“Facendo le cose fatte per bene, giocando spensierati e senza troppe pressioni, mettendo in campo ciò che sappiamo di avere nelle nostre corde. Se inizi a farti domande, se ti costringi a fare le cose difficili solo per dimostrare che sai farle non otterrai mai nulla: basta entrare in campo con serenità, poi le qualità e i valori verranno fuori”.

C’è stato il primo mini-allungo, a +4 sul Lonate, ma la strada è ancora lunga: l’obiettivo per le prossime partite?
“Fare i tre punti ogni domenica. Come ho detto, questa è una categoria particolare, non puoi concederti mezza distrazione: tutti devono sentirsi chiamati in causa e dare il proprio contributo per andare più lontano degli altri. Proveremo a inanellare un filotto di vittorie per mettere le concorrenti fuori dai giochi”.

Ti sei posto un obiettivo personale? Magari un altro Pallone d’Oro…
“Chissà, quello non dipende da me (ride, ndr). Io voglio soltanto vincere il campionato e portare la Valcuviana in Prima Categoria: per riuscirci devo ovviamente segnare e fare gol mi fa stare bene, ma soprattutto aiuta la squadra”.

È raro trovare una società come la Valcuviana in Seconda Categoria: premesso che l’obiettivo sportivo viene prima di tutto, quali possono essere le prospettive future di questa società?
“Parliamo di una società davvero solida e organizzata, che rispecchia la figura del presidente: Gianluca Testa è una persona eccezionale, uno che, e lo dico nel termine più positivo che esista, non c’entra nulla con il mondo del calcio. Parliamo di un ambiente che si sta riempiendo sempre più di banditi: lui è una brava persona, non esiste altra definizione, perché è il primo ad arrivare al campo ogni domenica e in tutto ciò che fa si respira la sua passione. È la prima cosa che ho notato di lui e se il vertice di una società è questo, per di più circondato dalle persone giuste, allora la Valcuviana farà strada”.

Matteo Carraro

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