Un progetto innovativo prende forma tra scuola e sport: gli Istituti superiori Olga Fiorini e Marco Pantani di Busto Arsizio insieme al Comitato Regionale Lombardo della Federazione Canottaggio stanno digitalizzando l’intero archivio storico della disciplina, per raccontare un secolo di storia dei nostri laghi. Una miniera di informazioni storiche, sociali e sportive da valorizzare, unendo registri federali, immagini d’epoca, cimeli e articoli del passato, per creare un vero e proprio museo digitale del canottaggio regionale.

L’idea è nata per caso qualche tempo fa, durante un meeting a Bergamo racconta la direttrice Cinzia Ghisellini. A cena ho conosciuto Leonardo Binda, presidente della Federcanottaggio lombarda, che mi ha parlato del suo desiderio di conservare gli antichi registri e renderli condivisibili. Noi come scuola collaboriamo da anni con la Canottieri Monate, portiamo i ragazzi a testare questa disciplina, così ci siamo fatti avanti per dare un supporto operativo“.

L’accordo è stato immediato e, con l’inizio del 2026, studenti dei due indirizzi sportivi dedicati alla memoria di Marco Pantani hanno cominciato a digitalizzare e catalogare i registri di un secolo fa. “Assieme alla collega Irene Pellegatta che segue il museo digitale e con le responsabili dei due indirizzi sportivi, Laura Cavalleri per il liceo scientifico sportivo ed Elisa Guerra per l’istituto professionale sportivo settore servizi commerciali, abbiamo organizzato il gruppo di lavoro. Ad essere coinvolti, in questa fase, sono ragazzi di tutte le classi del quinquennio, ma l’intento è di estendere l’opportunità ad altri compagni, visto che si tratta di un lavoro poderoso e stimolante che durerà nel tempo illustra il coordinatore Filippo Cova.

Per il presidente lombardo Leonardo Binda l’iniziativa è speciale: “Come Federazione il trasloco dalla sede di via Piranesi a Milano ci ha fatto tornare fra le mani i cimeli e i registri che raccontano un secolo di storia. Gettare tutto quel materiale o chiuderlo in una cantina sarebbe stato un delitto, così ho cominciato a coltivare l’idea di sfruttare quel patrimonio culturale. Per fortuna ho incontrato sulla mia strada Cinzia Ghisellini e la sua ACOF e ci siamo messi al lavoro“. Anche il responsabile del Comitato Regionale Lombardo guarda al futuro con entusiasmo: “Abbiamo appena iniziato l’archiviazione, ma già si capisce che ne uscirà una fotografia completa e interessante in cui si mescolano storia e sport. Oltre ai verbali scritti a mano, sono spuntati anche dei cimeli unici: penso a una borsa marchiata CCCP che racconta di quando ancora esisteva l’Unione Sovietica oppure a una divisa della DDR, che può spiegare ai giovani che la Germania era un tempo divisa a metà. Oggi i ragazzi si stanno occupando dei nostri registri, ma poi vogliamo coinvolgere anche le società che, negli anni, hanno prodotto pubblicazioni che potrebbero essere rilanciate nel museo digitale“.

Il sogno di Binda è anche concreto: “Vorremmo un giorno poter fare un museo fisico. Abbiamo già dei contatti, i reperti legati al canottaggio non mancano, la vicinanza del mondo della scuola può essere decisiva per far vivere e prosperare anche uno spazio del genere“. Nel frattempo, il lavoro procede spedito: entro Pasqua sarà online la prima sezione dedicata al periodo 1925-1945 sul sito Enciclopedia dello Sport dando così nuova vita a un patrimonio storico e sportivo unico per il nostro territorio.

Redazione

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