Gazzada riparte da Marco Passera e Marco Passera riparte da Gazzada. Un matrimonio che si basa su uno stesso cardine fondamentale, con la voglia di riscrivere la storia di una stagione complicata in casa gialloblu e quella, parimenti, di aprire un nuovo capitolo nella neonata carriera di allenatore senior dell’ex playmaker, tra le altre, della Pallacanestro Varese.

Il compito per Passera non è sicuramente dei più facili: prendere in mano un Basket7Laghi nato con ambizioni di grandezza che al momento invece si trova fuori anche dalla zona playoff ma di sfide Marco ne ha vissute tante e come comandava il gioco in regia è pronto a tornare a farlo dalla panchina, dopo l’annata scorsa passata a guidare Social Osa sempre in Serie B Interregionale e conducendo la squadra biancorossa ai playoff del campionato.

Passera, intanto, si aspettava questa chiamata?
“Sono sincero, no. Avevo sperato in una panchina senior fino a dicembre e gennaio, poi avevo archiviato il discorso. Pensavo fosse arrivato il momento già di guardare all’anno prossimo: ho allenato solo un anno e credevo che le squadre decise a cambiare cercassero profili con più esperienza in questo momento della stagione”.

Cosa l’ha spinta ad accettare questa sfida?
“Parto con il dire che a Social Osa l’anno scorso mi sono divertito: mi è piaciuto e ho capito che voglio fare l’allenatore. Purtroppo quest’estate non ci sono state le condizioni per andare avanti lì, ma questa di Gazzada è stata un’opportunità nata dal nulla e da non lasciarsi scappare. La squadra è di buon livello, è una realtà che conosco, vicino a casa, e per questo ho deciso subito di accettare”.

Cosa non ha funzionato finora secondo lei e se crede che la squadra possa rientrare nel giro playoff?
“Se la classifica dice che siamo dove siamo vuol dire che c’è stato qualche problemino. La squadra è buona, ora devo capire cosa fare per risolvere ciò che finora non ha funzionato. Il girone è ancora tutto da definire, tolte le prime quattro: può succedere di tutto tra playoff e playout. La possibilità di recuperare c’è ma sono convinto che dobbiamo pensare a una partita alla volta”.

Come sarà la Gazzada di Marco Passera?
“Proverò a mettere in campo le mie idee, soprattutto rispetto a quello che ero da giocatore: una squadra con caratteristiche precise, solida in difesa e versatile in attacco. Vorrei tutti i giocatori coinvolti e responsabilizzati quando attacchiamo, sapendo bene che c’è un giocatore come Maruca, che è il nostro terminale offensivo principale”.

Arriva subito una partita molto importante nel weekend contro Progetto Ma.Go, che gara si aspetta?
“Intanto dico che sarà bello iniziare contro due amici come Gabriele Donati e Claudio Negri. In questo momento, però, più che guardare agli altri penso a concentrarmi sulla mia squadra, poi è chiaro che studieremo anche Marnate, ma il focus principale deve essere su noi stesso”.

Alessandro Burin

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