
Una mostra per rendere omaggio a chi di Varese ne ha scritto la storia, nell’imprenditoria come nello sport. E’ stata inaugurata stamane, giovedì 9 luglio, presso la Galleria del Centro Commerciale “Le Corti” (Piano -2) di Varese, l’esposizione “Giovanni Borghi. L’uomo, l’impresa, la visione futurista”.
Un progetto promosso dal figlio, Guido Borghi, che ha voluto ricordare il padre nel cinquantesimo anniversario della sua scomparsa attraverso un percorso espositivo dedicato alla sua straordinaria esperienza imprenditoriale e al segno lasciato sul territorio varesino.
A presentare l’evento è stato il giornalista Vito Romaniello, in un viaggio che tramite le immagini ha fatto rivivere la grandezza di un uomo che da imprenditore nel mondo del lavoro, come dello sport, ha saputo rendere grande Varese come mai prima e dopo di lui, legando per sempre il marchio Ignis a questa città e portandolo nella storia.
“Credo che questa sia un’opera che potrà ricordare i momenti gioiosi e fantastici del passato, di un’Italia potente, che progrediva e aveva obiettivi internazionali importanti. Uno dei protagonisti di questo successo è stato anche mio padre. E’ chiaro che sarebbe troppo facile parlare di sport, le cose più importanti fatte sono state quelle che mio padre ha fatto nel lavoro, pensando ai suoi dipendenti che con dedizione hanno creato prodotti unici riconosciuti in tutto il mondo. Lungi da me giudicare l’operato di altre persone, spero davvero di rivedere la Pallacanestro Varese al top del movimento ripercorrendo i fasti di un tempo, perché la tradizione non va mai tradita. Per ciò che concerne nella ex Whirpool, invece, accadono cose che fanno male. Purtroppo nel passato i politici di allora non hanno capito che un’azienda di elettrodomestici dietro solo agli USA, non andava lasciata perdere, pensando a tutto un discorso di delocalizzazione che, ahimè, oggi è molto attuale“, il pensiero di Guido Borghi, incalzato dai giornalisti presenti.
Alessandro Burin


























