
Non chiamatela semplicemente Scuola Calcio. Perché alle Bustecche l’idea è quella di costruire molto di più: un percorso, un metodo, una vera e propria filiera di crescita capace di accompagnare il bambino dai Primi Calci fino alla porta dell’Agonistica. Il tutto con una parola che torna più volte nel ragionamento di Stefano Morandi, Responsabile Tecnico dell’Attività di Base del Varese Football Club: “Talento“.
“Credo tantissimo nell’importanza dell’Attività di Base – spiega Morandi – perché è il periodo nel quale viene costruita la base, ovvero le fondamenta su cui si struttura il percorso di crescita dei giocatori. Il nostro obiettivo è crescere giocatori, che per noi significa migliorare il singolo all’interno del contesto di squadra”. Un progetto che parte da molto lontano, praticamente dall’inizio. Dall’Under6, quando un bambino deve ancora prendere confidenza con pallone, campo e magari persino con i lacci delle proprie scarpe, fino all’Under13, ultimo gradino dell’Attività di Base prima dell’ingresso nel mondo dell’Agonistica. In mezzo, un percorso che il Varese vuole rendere sempre più riconoscibile e coerente.
E qui entra in gioco il primo tassello del “metodo Varese”: non un allenatore destinato a seguire la stessa squadra per tutto il percorso, ma specialisti di categoria. “L’idea – prosegue Morandi – è quella di formare tecnici che conoscano profondamente le caratteristiche e le esigenze di quella specifica annata, che sappiano cosa è stato allenato prima e cosa verrà allenato dopo, e che possano così concentrarsi sugli obiettivi tecnici e tattici individuali propri di quella fascia d’età. In questo modo, quel tecnico in particolare diventerà sempre più bravo nell’allenare quella stessa categoria“. Una filosofia che, inevitabilmente, poggia anche sulle persone che quotidianamente la portano sul campo: “Sono molto contento degli allenatori che abbiamo all’interno del nostro percorso di Attività di Base. Stiamo facendo un percorso fantastico di crescita e mettono grandissima passione e competenza sul campo”.
Come si traduce tutto questo sul campo? La risposta di Morandi è racchiusa in una frase semplice, quasi una dichiarazione d’intenti: “Formare il giocatore attraverso il gioco“. Nei primi anni l’obiettivo è soprattutto accendere la scintilla. “Dall’Under6 all’Under9 cerchiamo di far innamorare i bambini del gioco, del tocco palla, del gesto tecnico. Poi, dall’Under10, il percorso cambia passo e il gioco diventa anche lo strumento attraverso il quale allenare ciò che poi i ragazzi ritroveranno in partita. Perché la partita, nel nostro progetto, non è il semplice punto d’arrivo della settimana bensì è essa stessa una palestra formativa“.
E allora spazio anche ai test match contro realtà professionistiche, occasioni nelle quali misurarsi con livelli tecnici, tattici e fisici differenti. L’esempio più suggestivo arriva dalla scorsa stagione, quando l’Under12 del Varese ha incrociato i pari età dell’Ajax: esperienze che vanno oltre il risultato e che permettono ai ragazzi di confrontarsi, capire, adattarsi e soprattutto continuare a giocare. È proprio qui che il talento, secondo Morandi, deve trovare terreno fertile. Non va ingabbiato, ma stimolato: “I bambini e i ragazzi devono essere protagonisti e avere la possibilità di scegliere durante la partita. Devono provare, rischiare e giocare con due parole chiave per noi: libertà e coraggio“.
Il concetto di talento, però, non si esaurisce nell’individuazione del bambino “più bravo”. Al contrario, il progetto del Varese parte dalla convinzione che anche il talento abbia bisogno di essere coltivato, indirizzato e messo nelle condizioni di esprimersi. “Il giocatore di talento – certifica Morandi – è un giocatore che ha qualcosa di straordinario da donare al calcio“. Ma quel qualcosa, da solo, non basta. Serve il contesto giusto. E proprio per questo, a partire dalla prossima stagione, Under12 e Under13 saranno protagoniste di un progetto sperimentale denominato “Coltivare il proprio talento“.
Il principio è semplice quanto ambizioso: individuare i punti di forza dei singoli giocatori e dedicare loro momenti specifici di allenamento. La rosa verrà suddivisa in gruppi in base alle caratteristiche da sviluppare: finta e dribbling, finalizzazione, visione di gioco e gestione della palla, qualità difensive. “Potranno essere stimolati proprio su quello che è il loro potenziale, cercando di costruire un contesto di gioco e di apprendimento nel quale il loro talento possa emergere sempre di più“. A questo si aggiungerà il lavoro di tecnica e tattica individuale specifica per ruolo, rivolto alle categorie della pre-Agonistica. Anche in questo caso la rosa verrà suddivisa, permettendo agli allenatori di lavorare sui dettagli legati alle mansioni che i ragazzi saranno chiamati a svolgere in partita. Il talento, insomma, non viene semplicemente cercato. Viene allenato.

La teoria, però, è pronta a lasciare spazio al campo. La ripartenza dell’Attività di Base è fissata per lunedì 24 agosto, quando alle Bustecche torneranno progressivamente al lavoro tutte le annate del vivaio biancorosso. Un’estate che, comunque, di certo non è stata ferma visto che già nella prima settimana di luglio gli Open Day hanno attratto oltre 150 ragazzi e non sono mancate attività collaterali. La prossima, in tal senso, è alle porte: domenica 23 agosto al Centro Sportivo delle Bustecche appuntamento con un vero e proprio laboratorio di uno contro uno intitolato “Salta l’uomo! I segreti del dribbling e l’arte della finta“. Evento gratuito (per iscriversi sarà sufficiente inviare un messaggio al 347 656 4270), dedicato alle annate 2016-17 (Pulcini Under11 e Under10) e sarà aperto sia ai tesserati del Varese sia ai bambini che non sono attualmente tesserati con altre società.
“Sarà un modo per avvicinarsi al calcio biancorosso attraverso uno dei gesti più belli e divertenti del gioco – dichiara Morandi –: affrontare l’avversario, avere il coraggio di puntarlo e provare a superarlo“. Perché, in fondo, è proprio da qui che parte il metodo Varese: dal pallone tra i piedi, dalla voglia di giocare, dalla libertà di provare una giocata e anche, perché no, dalla possibilità di sbagliare. Non a caso, come ricorda Morandi in chiusura: “Crediamo molto nel creare un contesto di apprendimento nel quale i giocatori possano esprimersi liberamente e possano anche sbagliare, perché gli errori sono un momento fondamentale per l’apprendimento“. E se il talento è qualcosa di straordinario da donare al calcio, in casa Varese la missione è già chiara: creare le condizioni affinché quel qualcosa possa emergere.
VARESE ATTIVITÀ DI BASE
Responsabile tecnico: Stefano Morandi
Allenatore dei portieri: Omar Cremona
Osservatore tecnico pre-Agonistica: Vito De Lorentis
ALLENATORI
Under13: Daniele Bacarella e Christian Landini
Under12: Gianluca De Paulis e Alessandro La Tessa
Under11: Michele Sommariva e Luca Rambaldini
Under10: Gabriele Moro e Alessio Bellomo
Under9: Gregorio Tosin e Davide Quoti
Under8: Isabella Castelli
Under7: Davide Borghi
Under6: Matilde Zanoncini
Referente Progetto Bimbo: Sonia Carugati
Allenatore Progetto Bimbo: Luca Del Popolo
Matteo Carraro









































