
Alla fine (e per una volta), ha ragione Bolzoni. Quello di ieri sera ad Ospitaletto è davvero un punto guadagnato (il letterale non è esattamente fedele ma il senso sì). Perché lo 0-0 con i franciacortini se non un falso storico è certamente un’inesattezza sportiva. Con quei 12 tiri a 2 (4-0 nello specchio), a fornire la dimensione reale dell’enorme divario offensivo esibito nei 90’ del “Corioni”. Dove solo un Andrea Sala XXL ha evitato una sconfitta altrimenti ineluttabile.
Ma l’ultimo infrasettimanale di stagione ha detto in sintesi soprattutto due cose. La prima (banalmente statistica), è che la Pro Patria non aveva mai vinto a domicilio con i bresciani e non l’ha fatto nemmeno ieri (sesto pareggio in 8 incroci, decimo in 16 se consideriamo anche le gare giocate a Busto). La seconda attiene invece alle scelte tecniche e cela un interrogativo: può questa squadra permettersi 6 cambi nell’undici iniziale? La risposta è no. Al netto del turnover forzato da 2 squalifiche e dal doppio impegno settimanale. Ma la diversa consistenza della ripresa (dopo gli inserimenti di Ferri, Renelus e Felicioli con il lost in translation dello slot), conferma che dopo 13 giornate in panca (allusione all’esperienza bolzoniana), qualche punto fermo in più, beh, forse, sarebbe anche il caso di metterlo.
In una serata in cui hanno perso le prime 3 (Vicenza, Union Brescia e Lecco con lariani ora superati da Trento e Renate), i biancoblu hanno recuperato una lunghezza sulla Virtus Verona sconfitta in casa dal Novara (per i veneti solo 3 punti nelle ultime 12), ma ne hanno perse 2 da Dolomiti Bellunesi e Pergolettese (ma anche da Arzignano e AlbinoLeffe). Dilatando così a meno 14 il gap dalle quartultime. Sabato (ore 17.30), appuntamento allo “Speroni” con l’Alcione degli ex Cusatis, Pitou e Renault. Squadra che scoppia di salute (12 punti nelle ultime 6 ed una sola sconfitta nelle ultime 8). Ma contro qualcuno bisognerà pur vincere.
Punto e a capo
Non potendo fare diversamente, Francesco Bolzoni fa buon viso a discreto pareggio: “Un punto che fa morale. Una cosa che ho appena condiviso con il Direttore. A livello offensivo hanno fatto meglio di noi. Sono una squadra in fiducia. Nel secondo tempo ci siamo messi meglio in campo. Sala e i due centrali hanno retto al massimo che potevano. Pensavo avessimo più intensità con le due mezzali. Schirò mi è piaciuto. Ferri nel secondo tempo ci ha dato una mano. Dopo zero punti in 7 partite, 6 in 6. Dobbiamo ripartire da quello. Dal secondo tempo dopo un primo in cui c’è stata un po’ di paura. Ci sto lavorando”. L’uomo del giorno (se non altro per il suo ritorno da ex), è l’estone Georgi Tunjov che chiosa il match con sintesi baltica: “Fuori casa è da considerare un buon punto. Li pressavamo troppo alti perché palleggiavano con il portiere. E’ stato bello rivedere i compagni”.
L’Unione fa la forza
Ad 8 giornate dal termine la domanda è una ed una sola: quanti punti servono per agganciare i playout? Dando per scontato (e ovviamente non lo è), che la Pro Patria raggiungerà la Virtus Verona, la regola della post season (non più di 8 lunghezze di differenza tra le 2 contendenti), impone che i bustocchi recuperino almeno 6 punti su Dolomiti e/o Pergolettese (attualmente a +14). Detto che con entrambe, il confronto diretto sarà in trasferta (va da sé da vincere), la quota spareggi non potrà ragionevolmente essere inferiore a 34. Quindi, serviranno (a spanne), almeno 16 punti (4 vittorie e 4 pareggi?) per centrare l’impresa. Tutti numeri buttati lì a mero scopo dialettico (ma fino ad un certo punto). Con una certezza (si fa per dire). Il ruolo benefico della Triestina (5 sconfitte consecutive, 10 nelle ultime 12). L’Unione dovrà ancora affrontare Pro Patria e Virtus Verona. Ma non Pergolettese e Dolomiti (passata ieri al “Rocco”). Un piccolo jolly. Da mettere a frutto.
Giovanni Castiglioni
(interviste a cura Comunicazione Aurora Pro Patria 1919)
























