
Le idee saranno anche chiarissime (lecito dubitarne), ma al momento rimangono tali. Cioè, solo idee, appunto. Mentre i fatti (intesi come acquisti sul mercato), sono come le chiacchiere. Stanno (purtroppo), a zero. Perché la Pro Patria non si è ancora mossa nella finestra di gennaio? La domanda (tutt’altro che oziosa), prevede due risposte. Una di maniera, l’altra insinuante (o maliziosa). Quale volete? Ok, facciamo entrambe perché questa sì, è una domanda oziosa.
Quindi, la prima (di maniera), l’ha fornita direttamente Francesco Bolzoni nella conferenza stampa di venerdì scorso. Con lo staff tecnico sarebbe stato infatti concordato un inventario di magazzino di 2 gare (trasferta di Vercelli e match interno di sabato con l’Inter U23), prima di intervenire sul mercato. “Spesso pensi di avere delle necessità in un reparto prima di scoprire che ti serve qualcosa in un altro”. Queste le parole del mister biancoblu. Convinti? Il giusto. Se non altro perché le lacune dell’organico tigrotto sono sparse ovunque e altre 2 giornate rischiano solo di confermare quanto già ampiamente noto. Ma, tant’è.
E qui veniamo alla risposta insinuante (dai, facciamo pragmatica). Nello specifico, risorse limitate, magari una visione non esattamente allineata tra maggioranza e minoranza societaria e la (inoppugnabile) convinzione che dovendo compiere un miracolo sportivo (questo sarebbe la salvezza), beh, allora tanto vale provarci con quanto già a disposizione. Limitando gli interventi ad una rivisitazione in stile gennaio 2025. Piuttosto che una radicale rivoluzione. Piaccia o meno (e onestamente piace pochino), sembra si vada in quella direzione. Anche perché qualcuno dovrà comunque uscire e se è complicato il mercato in entrata, figuratevi quello in uscita. Nel post Renate Patrizia Testa aveva dichiarato: “A gennaio il Direttore Turotti interverrà per fare il meglio per la Pro Patria”. Da domenica 11, si vedrà quando e quanto dalle parole di passerà ai fatti.
Più forte, non ti sento!
Premessa forse superflua. E forse no. Bolzoni non ha nessuna responsabilità. O ne ha solo relative. Sia come sia, il rimbalzo tecnico del cambio in panca non si è davvero visto. Anzi. Al momento, 3 sconfitte in altrettante gare (una rete realizzata, 6 subite), contro i 12 punti in 17 giornate di Greco (3 nelle sue ultime 3). Per la cronaca, nella stagione passata Massimo Sala dopo aver sostituito Colombo vinse alla terza con la Clodiense (aveva perso le prime 2 con AlbinoLeffe e Padova). Curiosamente, un altro allenatore del Girone A ha già esordito quest’anno con 3 rovesci: Attilio Tesser, che ha complessivamente messo insieme 8 punti in 9 partite (la Triestina chiuderà la 20^ questa sera al “Rocco” con l’Alcione). Detto che nei raggruppamenti B e C nessun tecnico ha aperto la propria esperienza da subentrato con 3 sconfitte (Bertotto al Picerno e Barilari al Foggia hanno fatturato un punto), a seguire impatto del cambio di panchina per gli altri 7 club del Girone A che hanno operato il ribaltone:
Arzignano (Di Donato per Bianchini alla 13^)
4 punti nelle prime 3 / 14 punti in 8 giornate (1.75 a partita)
Union Brescia (Corini per Diana alla 18^)
9 punti nelle prime 3 / 9 punti in 3 giornate (3 a partita)
Dolomiti Bellunesi (Bonatti per Zanini alla 9^)
6 punti nelle prime 3 / 17 punti in 12 giornate (1.42 a partita)
Lumezzane (Troise per Paci alla 5^)
6 punti nelle prime 3 / 22 punti in 16 giornate (1.375 a partita)
Novara (Dossena per Zanchetta alla 20^)
1 punto alla 20^ con l’Inter U23
Pergolettese (Tacchinardi per Curioni alla 16^)
2 punti nelle prime 3 / 2 punti in 5 giornate (0.40 a partita)
Triestina (Tesser per Marino all’11^)
0 punti nelle prime 3 / 8 punti in 9 giornate (0.89 a partita)
Giovanni Castiglioni
(foto Filippo Kultgeneration D’Angelo)
























