Regola numero uno. Che poi sarebbe anche l’unica. Sempre meglio stare schisci. Del doman non v’è davvero certezza. Quindi, profilo basso e poche chiacchiere. Premesso questo, la Pro Patria di ieri sera è stata al di là di ogni ragionevole dubbio la migliore di stagione. Sicuramente sul piano difensivo (quinto clean sheet, porta inviolata dopo 14 gare, seppur con 9 tiri subiti di cui 4 nello specchio), magari non su quello dell’organizzazione (ancora frammentaria, a tratti istintiva), segnatamente su quello dell’identità (sempre più definita). La squadra ha una missione (va da sé i playout), e dopo 9 sconfitte seguite dal catartico 2-2 di Zanica ha capito che per compierla la priorità è non prendere gol.

La qualità individuale dalla cintola in su può poi fare la differenza (e contro il Cittadella l’hanno chiaramente fatta in ordine non casuale Udoh, Renelus e Desogus). A proposito (e senza togliere nulla alla vittoria tigrotta, ci mancherebbe), la prova dei granata di Iori è la risposta alla domanda (sempre che qualcuno se la sia posta) del motivo per cui il Vicenza sta salendo in B con il gomito fuori dal finestrino. Con avversari così… Domenica è già un altro giorno. Con la trasferta scivolosissima di Trento (ore 17.30, stadio “Briamasco”). Tre risultati utili i bustocchi non li hanno mai fatti. Prima o poi bisognerà pur cominciare.

L’urlo di Bolzoni terrorizza anche l’occidente

A furia di tenerlo dentro, è venuto fuori. L’urlo con cui Francesco Bolzoni ha contrappuntato la vittoria biancoblu rappresenta lo scarico emotivo di un manager sotto pressione: “E’ stato un urlo liberatorio. Sentivo il peso di quello che hanno vissuto i ragazzi. Non tanto il mio. Il punto con l’AlbinoLeffe ci ha dato un morale pazzesco. Ma anche il primo tempo con il Vicenza. Tommy Schirò è un ragazzo intelligente, ha capito che doveva spingere. Lo aveva già fatto nel secondo tempo di Zanica. Oggi lui e Renelus hanno fatto una correzione in campo che ha aiutato la squadra. Il nuovo modulo contribuisce ai risultati ma stiamo anche bene fisicamente. Per arrivare dove dobbiamo arrivare serve il gruppo. Io ho sempre cercato di dare serenità”.

Dall’alto di una prova impeccabile, Alberto Masi dispensa qualche vecchio trucco del mestiere: “Stiamo prendendo fiducia. E sto crescendo anch’io dopo il problema al menisco che mi ha limitato e che mi ha costretto all’intervento. Stiamo andando dietro a questo signore qua (Bolzoni, ndr). Oggi siamo stati ignoranti, abbiamo sbagliato poco o nulla. Negli ultimi 7/8 anni di carriera ho giocato forse solo 6 mesi in difese a 4. Il segreto è prendersi responsabilità, rischiare il 2 contro 2. Vincere il duello ti aiuta a performare meglio. Più duelli vinco più mi esalto”.

C’è anche domani

Frase mantra di Ennio Doris. Nel senso che nulla è davvero mai perduto. E c’è sempre un’altra possibilità. Quella della Pro Patria si chiama Virtus Verona (un punto nelle ultime 7, una vittoria nelle ultime 20). La parabola dell’Highlander Gigi Fresco sembra declinante (anche per ragioni amministrative extra campo), e i veneti sono solo a +3 rispetto ai biancoblu (confronto diretto in agenda in via Cà Bianca sabato 28 febbraio). Con un occhio alla Pergolettese (ora a +7) che ha fatturato 8 punti nelle ultime 5 (4 risultati positivi). Stando alla Tabella Bolzoni (“nel ritorno bisognerà fare il doppio dei punti dell’andata”, cioè 24 contro 12), mancano quindi ancora 20 punti (da contabilizzare in 12 giornate residue) alla (molto) ipotetica quota playout (36?). Servono non meno di 4/5 vittorie. Tocca affrettarsi.             

Giovanni Castiglioni
Interviste a cura Comunicazione Aurora Pro Patria 1919
foto Filippo Kultgeneration D’Angelo

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