La vittoria del Cittiglio sulla Concagnese ha interrotto un digiuno che durava addirittura dallo scorso 28 settembre: 16 giornate senza successi hanno di fatto compromesso la stagione grigioblù, ma la matricola varesotta non ha la minima intenzione di rassegnarsi ad un destino che pare già scritto. Il 2-1 nello scontro diretto con la compagine lariana, con la quale è condivisa l’ultima posizione della classifica, è una dichiarazione d’intenti: nelle prossime dieci giornate il Cittiglio proverà l’impresa impossibile per rosicchiare quei sette punti all’Uggiatese che varrebbero la possibilità di giocarsi la salvezza ai playout.

A descrivere quella che fin qui è stata la travagliata stagione cittigliese basterebbe un singolo dato: l’unico gol fatto da Gaspare Cammareri. Il bomber classe ’90 era reduce da due campionati chiusi con 28 gol (giustamente candidato per due anni di fila al nostro Pallone d’Oro) e ritrovarlo a febbraio con le polveri bagnate è un’anomalia davvero difficile da accettare, ma che l’attaccante prende con filosofia: “Diciamo che la mia stagione riflette quella della squadra (sorride, ndr): ho tribolato parecchio con un problema alle costole che mi ha tenuto fuori a lungo, ma ora sono rientrato, mister Vighi mi ha sempre dato enorme fiducia e sono pronto a ripagarla per la squadra, per la società e per una piazza che merita il meglio”.

Quella di domenica, forse ancor più della classifica, è una vittoria che serviva per il morale.
“Assolutamente sì, perché arrivavamo da un filotto infinito senza vittorie e sapevamo che una sconfitta o un pareggio avrebbe di fatto messo la parola fine alla nostra stagione. Non a caso, siamo entrati in campo un po’ troppo impauriti e contratti, non siamo riusciti a giocare come al solito, e vedendo il risultato potremmo forse dire per fortuna (ride ancora, ndr), ma l’abbiamo portata a casa con merito”.

-13 dall’Uggiatese, sette punti da recuperare per i playout: ci credete?
“Dobbiamo crederci e non c’è un singolo individuo a Cittiglio che ha già gettato la spugna; non è da noi. Mister Vighi ha ripreso saldamente in mano la situazione, abbiamo recuperato parecchia gente che era mancata o per infortunio o per squalifica, stiamo bene e vogliamo scrivere quella che per noi sarebbe una piccola grande impresa”.

A tal proposito, quanto è importante la prossima partita contro il Varano?
“Sarà fondamentale perché affronteremo una delle squadre direttamente coinvolte dal discorso forbice punti: sono a +14 da noi e, per quanto il gap rimarrebbe importante, accorciare il distacco non può che essere il nostro unico obiettivo. Sarà una finale”.

Sarà anche una partita diversa dal punto di vista mentale? Il ko per 4-3 dell’andata brucia ancora e tra i precedenti della storia recente c’è anche la finale playoff persa lo scorso anno.
“Diciamo che è una sfida particolarmente sentita: all’andata avevamo appena iniziato la spirale negativa che ci ha accompagnato fino ad oggi, ma era stato un match alla portata che inspiegabilmente non avevamo vinto. Di certo, poi, ci portiamo dietro l’amaro in bocca dallo scorso anno: vero che con il ripescaggio siamo comunque arrivati in Seconda Categoria, ma vincere quella partita ci avrebbe garantito il salto di categoria ben prima del 23 luglio, dando di conseguenza alla società la possibilità di strutturarsi con più calma”.

Al netto del ripescaggio tardivo, però, c’era la volontà e la convinzione di poter far meglio…
“Innegabile: volevamo approcciare la stagione a mille e le premesse non erano neanche male perché dopo le prime quattro partite eravamo a 4 punti. Di certo non pensavamo di ritrovarci in una situazione simile”.

Domanda provocatoria: com’è possibile che una squadra in grado di pareggiare due partite su due contro la Valcuviana abbia raccolto così poco?
“Guardiamo subito il lato positivo: risultati del genere danno valore alla nostra squadra. Di riflesso, emerge il nostro problema: contro la Valcuviana di turno ci viene quasi facile tenere l’attenzione a livelli massimi per tutti i 90’, mentre nelle altre occasioni calare anche solo del 10% fa tutta la differenza del mondo e, puntualmente, siamo sempre stati castigati”.

Le sfortune di una stagione travagliata si sono riflesse anche fuori dal campo: come avete vissuto i giorni e le settimane dopo la sfida con il Lonate?
“Quello è stato senza dubbio uno dei momenti più brutti della stagione: io stesso ho pensato di smettere perché una situazione del genere mi ha fatto davvero male. Assurdo pensare come da una partita in cui oggettivamente non è successo nulla sia venuto fuori un putiferio simile: ho letto dichiarazioni e commenti che non mi sono piaciuti perché, oltre a non raccontare la verità, andavano soltanto a screditare la nostra piazza. E, avendo vissuto quel match dalla panchina visto che non potevo giocare per infortunio, posso garantire in prima persona di come nessuno, avversari inclusi, si capacitasse della sospensione della partita; il che aggrava quanto successo dopo. Lo ribadisco: ci ha fatto davvero male ma, fortunatamente, è una parentesi chiusa”.

A livello personale, adesso che sei tornato al 100%, qual è il tuo obiettivo?
“Arrivando da due stagioni decisamente prolifiche a livello realizzativo so che fa specie vedermi ad un solo gol: come ho detto, voglio ripagare la fiducia di tutti e proverò a segnare il più possibile per inseguire il sogno salvezza”.

Cosa ti senti di dire ai tuoi compagni e ai tifosi?
“Nello spogliatoio tutti siamo concordi: lotteremo fino all’ultimo, finché sarà la matematica a condannarci… o a premiarci. Sulla piazza c’è poco da dire: è meraviglioso avere un sostegno del genere e ringrazio i tifosi che, malgrado i risultati negativi, non hanno mai smesso di sostenerci. Anche loro hanno sempre riconosciuto il nostro potenziale e il rammarico più grande è quello di non aver dato loro le gioie che meritano: se non altro abbiamo sempre lottato e continueremo a farlo per tutta Cittiglio”.

Matteo Carraro

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